E se la crescita del mobile non portasse benefici agli editori?

Il mobile sorpassa il desktop

Se sei un editore web, avrai notato l’impetuosa crescita che gli accessi via mobile registrano di mese in mese: su questo blog siamo intorno al 10%, e anche da altre parti mi confermano che si è ormai giunti alla doppia cifra.

Se nel 2008 ero scettico, nel 2010 mi sono adeguato al trend, nonostante i numeri ancora ridicoli. Ma nel 2012 sono tornati a galla un paio di grossi dubbi che mi tormentavano da un po’.

Il primo punto riguarda le revenue pubblicitarie.

Un editore sa benissimo – o almeno dovrebbe sapere – quanto gli rende una singola pagina web. Sa quante e quali posizioni pubblicitarie poter vendere, e nel corso del tempo sono nati nuovi formati – un po’ invasivi ma molto remunerativi – per massimizzare le revenue.

Via mobile, invece? Un bannerino per pagina. In testa o in coda. Punto e basta.

Quali sono dunque i vantaggi di spingere gli utenti verso la fruizione via mobile, se poi monetizzano molto meno di quelli via “PC fisso”?

Il secondo punto, riguarda invece il famoso concetto della “moltiplicazione del traffico“.

Qualcuno pensa che il mobile sia in grado di risollevare gli accessi di molti editori. Il motivo è in questa immagine:

Curve del traffico via mobile, tablet e pc

In buona sostanza, visto che ora ci sono 3 tipologie di accesso alle informazioni (dal lavoro via PC, quando si è in giro via smartphone, e dopocena via tablet), qualcuno pensa ci siano più probabilità che l’utente legga news in ogni dove e tramite vari device.

E invece non penso che sia così, e per 2 motivi.

1. Non è detto che via mobile si leggano articoli e post. Per esempio dopocena, quando ci si rilassa sul divano col tablet, abitualmente si gioca (qualcuno ha detto Angry Birds? :-D ). E quando invece si è in giro con lo smartphone, si usano app informative (come le mappe) o social-local-fotografiche (= Facebook e Twitter, o magari Foursquare e Instagram). La lettura di notizie è limitata a cose molto brevi e concise, stile SMS (le cosiddette snack news): pare infatti che solo il 5% delle sessioni via mobile sia dedicato alle news, contro il 22% del tempo che va ai social e addirittura il 52% al gioco!

2. Prendendo per vero che si ha più tempo per leggere news, non è detto che le si voglia leggere all’interno di pochi siti web. Avendo più tempo, magari lo si distribuisce fra più fonti. E quindi il numero di utenti unici e pageview del singolo sito rimane invariato.

C’è una soluzione? Ovviamente sì.

Rendere il sito appiccicoso. Fare in modo che l’utente abbia la necessità di tornarci più e più volte nel corso delle 24 ore, da luoghi diversi e con dispositivi diversi. Anche offrendo contenuti specifici per il mobile.

Prendere il vecchio sito e i vecchi contenuti, e mettergli un vestitino adatto per smartphone e tablet, non è la strada renderlo davvero mobile. Ma solo quella di seguire una moda, che può essere molto costosa.

5 Commenti

  1. Andreas Zanin 7 marzo 2012
  2. Jacopo 7 marzo 2012
  3. ----- )))) >>>> Francesco Martino 7 marzo 2012
  4. Pierpaolo 7 marzo 2012
  5. Andrea 8 marzo 2012

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