
Google, a volte, cambia i title all’interno delle SERP. La cosa non è una novità, ma per quale motivo lo farebbe?
Pierre Far, Webmaster Trends Analyst di Google, in un recente articolo pubblicato sul Webmaster Central Blog – e ripreso su WebProNews – ha così spiegato le motivazioni di tale scelta:
I titoli delle pagine rivestono una parte importante nei nostri risultati di ricerca: sono la prima riga di ogni risultato e sono i link che i nostri utenti cliccano per raggiungere i siti web. Il nostro consiglio per i webmaster è sempre stato quello di scrivere titoli unici e descrittivi (e meta description per gli snippet) che esprimano di cosa parla la pagina.
Usiamo molti segnali per decidere quale titolo mostrare agli utenti, in primo luogo il tag title se il webmaster ne ha specificato uno. Ma per alcune pagine, questo titolo potrebbe non essere il migliore da mostrare in tutte le query, e quindi abbiamo un algoritmo che genera titoli alternativi per rendere più semplice ai nostri utenti riconoscere le pagine più rilevanti. I nostri test hanno mostrato che i titoli alternativi sono generalmente più pertinenti per la query e possono migliorare sostanzialmente la percentuale di click sui risultati, aiutando sia gli utenti che i webmaster. Questo è il motivo per cui mostriamo un titolo alternativo circa la metà delle volte.
Può anche capitare che i title alternativi vengano mostrati per pagine che non hanno un titolo o che hanno un titolo non descrittivo specificato nell’HTML. Per esempio, un title che utilizza semplicemente la parola “Home” non indica realmente di cosa parla la pagina. Altro problema comune è quando il webmaster utilizza lo stesso titolo su quasi tutte le pagine del sito, a volte esattamente duplicato e altre volte solo con piccole variazioni. Infine cerchiamo di sostituire i titoli inutilmente lunghi o di difficile lettura, con altri più concisi e descrittivi.
Per altre informazioni su come scrivere title e meta description migliori, e per saperne di più sui segnali che utilizziamo per generare titoli alternativi, abbiamo appena aggiornato un articolo sul nostro Help Center – qui sotto il video di Matt Cutts presente nell’articolo – circa questo argomento.
Nel pezzo presente sull’Help Center di Google, sono inclusi questi altri 5 suggerimenti:
• assicurati che ogni pagina abbia uno specifico title tag
• i titoli delle pagine dovrebbero essere descrittivi e concisi
• evita il keyword stuffing
• evita i titoli con ripetizioni e boilerplate
• inserisci il brand nel title, ma in modo conciso
“Se rileviamo che un particolare risultato presenta uno dei problemi sovracitati, possiamo provare a generare un title migliore utilizzando anchor, testo della pagina o altre fonti” dice inoltre Google. “Tuttavia, a volte anche le pagine ben scritte, concise e con title descrittivi finiscono nelle SERP con un titolo diverso, perché più rilevante rispetto alla query. C’è una semplice ragione: il tag title, quello che specifica il webmaster, è un qualcosa di statico rispetto alla query. Una volta che sappiamo la query dell’utente, possiamo spesso offrire un title alternativo e più rilevante. Usandolo possiamo aiutare l’utente, e quindi anche il sito. Gli utenti scorrono velocemente le SERP in cerca di segnali rilevanti, e un titolo su misura per la query può aumentare le probabilità di ricevere un click”.
Pierre Far ribadisce nuovamente la cosa su Google+:
1. I nostri algoritmi generano 3 titoli alternativi in modo che la pagina non sia più vincolata ad avere un titolo solo per tutte le query in cui è posizionata. Questo ci permette di offrire risultati più rilevanti ai nostri utenti e…
2. …nella media, questi titoli alternativi ottengono più click nei risultati, ovvero più traffico per il sito web.
Il tag title rimane una delle primarie fonti per definire il titolo che mostriamo, quindi il nostro suggerimento è di renderlo conciso, utile e attraente” conclude Far, che suggerisce inoltre di tenere d’occhio la funzionalità “Suggerimenti HTML” (all’interno della sezione “Diagnostica” dei Webmaster Tools), tramite la quale Google informa i webmaster circa i titoli che possono essere migliorati.
10 Risposte
siti internet
febbraio 6th, 2012 at 09:29
1Ciao,
a me è capitato che google avesse cambiato il title della mia homepage nei risultati.. e sinceramente mi ha dato moooolto fastidio. Google in generale non deve occuparsi di cambiare quello che io scrivo, ci possono essere svariati motivi perchè scrivo quello e non altro e Google non deve arrogarsi il diritto di cambiare qualcosa che è di mia proprietà!
A breve cambierà anche i contenuti delle pagine perchè quelli che ci può inserire google nel mio sito saranno migliori di quelli scritti da me?
Lorenzo
febbraio 6th, 2012 at 09:59
2Interessante.
Tutto sommato non sono nemmeno in Google degli alieni: hanno usato bene la testa, nel tempo.
Simpatico capire certe scelte che hanno fatto.
davide
febbraio 6th, 2012 at 11:23
3mmm… questo algoritmo non dev’essere così intelligente… cercate Alessandra Amoroso su Google e notate che bel Title ha il sito ufficiale
PowerWebSiena
febbraio 6th, 2012 at 11:36
4Beh, io non capisco perchè Google cambi a discrezione sua i title delle pagine..o per lo meno, da giovane SEO, mi sento un pò “offeso” perchè i siti web che hanno una corretta struttura e una semantica adattata al contenuto devono emergere e i siti che sono “mal fatti” devono rimanere in dietro.
Magari sembro un pò radicale, però ci passiamo un sacco di tempo a far “del bene” ai siti dei “clienti” e non vorrei che magari un sito che non ha ricevuto ottimizzazioni mi possa scavalcare un sito internet ben fatto, grazie proprio alla riformulazione del title da parte di Google.
Magari non succederà così e Google avrà già predisposto un meccanismo di pesatura della rilevanza a monte del cambio del Title, però non mi piace lo stesso questa cosa..
E voi che ne dite!?
Mirco
febbraio 6th, 2012 at 15:13
5Qualche dubbio sul fatto che BigG cambiasse i titoli a suo “piacere” lo avevo sempre avuto, ora ne ho anche la conferma! Per un sito che ho creato ha praticamente scelto di inserire il titolo inserito su DMOZ … la conferma è che non sempre inserisce lo stesso titolo. Forse, in base alla query di ricerca? Boh…
Daniele Trombetti
febbraio 6th, 2012 at 16:55
6Personalmente non mi è mai capitato o almeno non ho mai visto questo tipo di cambiamento su i siti che gestisco. Il fatto che Google possa cambiare nelle SERP il titolo a suo piacimento non può essere leggermente “anormale”? Come dice PowerWebSiena ci facciamo il “mazzo” per dare al cliente quello che vuole e Google fa poi come gli pare? Mah!
Lorenzo
febbraio 6th, 2012 at 17:38
7In sintesi mi sembra che la mano di Google intacchi e modifichi sempre più ciò che offriamo alla rete e alle serp, la libertà espressiva di noi utenti si limita. Ok se serve ad apportare un miglioramento per i fruitori, ma mi sembra di capire che non è una cosa che si limita solo a casi di cattiva gestione del website, non sono molto chiari, piuttosto sembra estendersi un po’ a tutti, chi più chi meno, in base alla discrezione di BigG.
Fabio
febbraio 6th, 2012 at 23:34
8Io invece da questa cosa ne ho tratto beneficio. Ho un sito dedicato alle piante, dove per alcune oltre al nome botanico in latino esiste anche quello comune. Nel title ho messo entrambi, con quello comune tra parentesi. A seconda che si cerchi una determinata pianta con il nome latino o quello comune, su molte ricerche non viene visualizzato il title per esteso ma solo per il nome cercato. Accorciando di molto il title.
--- ((( Francesco Martino Ff
febbraio 18th, 2012 at 04:57
9Se Google non fa pagare questo servizio non si può reclamare.
Non siate catastrofici, esiste anche Yahoo, Bing ecc.
ps Mi ero dimenticato di Volunia che a quanto pare non è ben visto.
sir
febbraio 21st, 2012 at 11:15
10Sapevo di questa cosa per le descrizioni, ma non l’ho mai notata relativamente ai titoli dei siti che gestisco e che ho gestito in passato. Comunque, se la cosa può andare nei casi in cui il tag title è omesso, in tutti gli altri casi la ritengo una intollerabile – e sottolineo intollerabile – ingerenza da parte di Google.
Per fortuna l’azione di Google si limita ai suoi risultati (quindi titolo e descrizione dei siti), perché altrimenti sono sicuro che allungherebbe le sue “candide manine” anche sui contenuti dei siti degli altri. Davvero intollerabile.
Anche perché io potrei – SCIENTEMENTE – volermene fregare del posizionamento sui motori di ricerca di alcuni mie siti. Non so, magari potrei decidere provocatoriamente di inserire un titolo come questo:
“.”
Sarò padrone di farlo? Sembrerebbe di no…
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