
Il 2011 non è stato un buon anno per le vecchie aziende che hanno cercato di mantenere la loro quota nel mercato.
Abbiamo visto nascere società che hanno rivoluzionato completamente l’industria della musica, quella dei pagamenti, e un sacco di altri settori.
Questa è una buona notizia per i consumatori, anche se queste startup saranno costrette ad affrontare le grandi aziende che cercano di schiacciare in ogni modo i nuovi arrivati.
Ecco gli 11 business che hanno subito i più grandi cambiamenti nel corso di quest’anno:
1. MUSICA: la musica è ora basata sugli abbonamenti a pagamento
Spotify è stato uno dei servizi che si è maggiormente distinto negli USA, dopo aver registrato un enorme successo a livello internazionale. E’ stata una svolta nel settore della musica, arrivando a dimostrare che la gente vuole davvero pagare un canone per accedere alla musica che ama ascoltare.
Spotify, e altri servizi come Mog e Rdio, hanno rivoltato l’industria della musica come un calzino. Anche se Spotify non potrà mai generare profitti (almeno secondo Michael Robertson, founder di MP3.com), è riuscita a cambiare le aspettative dei consumatori.
L’acquisto di CD non ha più alcun senso. E nemmeno comprare album su iTunes, perché la maggior parte di questi servizi cachano le canzoni sul telefono – e quindi non ha più senso acquistarle. La musica, incluse ed escluse le case discografiche, è ora una industria basata su un canone a pagamento.
2. FOTOCAMERE: le fotocamere “point-and-shoot” di fascia bassa sono morte
L’iPhone 4 è la fotocamera più popolare su Flickr, e l’iPhone 4S è già al secondo posto fra i camera phone. Anche se l’iPhone 4 avesse la metà dello share, supererebbe un sacco di fotocamere point-and-shoot.
Ciò significa che, probabilmente, queste fotocamere non hanno più mercato. L’iPhone 4S ha una fotocamera da 8 megapixel con un sensore discretamente buono (anche se il flash è terribile), che comunque è sufficiente a sostituire la maggior parte delle point-and-shoot.
Le DSLR di alta qualità non perderanno quote – perché orientate agli appassionati di fotografia – ma le point-and-shoot sono morte.
3. VIDEOGIOCHI: scaricare e fruire dei giochi è ora facile come lo è con i film
Grazie a servizi come Steam, è possibile scaricare un gioco ogni volta che lo desideri. E’ possibile anche scaricare giochi ancora prima che escano, e il publisher può sbloccarli non appena vengono rilasciati ufficialmente sul mercato.
Ma le cose stanno diventando ancora migliori, grazie ad un servizio chiamato OnLive. Con OnLive, è possibile giocare ad un videogioco sul proprio PC come se fosse un video su YouTube. Il gioco viene eseguito su un server remoto e mandato in streaming via web, e si gioca normalmente.
L’experience è ottima, e si può giocare anche via tablet.
I giochi, per decenni, sono stati un’industria multi-miliardaria basata sui negozi al dettaglio. Ora, grazie alla distribuzione digitale, la cose sono profondamente cambiate.
4. PAGAMENTI: è arrivato il momento di buttare la carta di credito
Servizi come Dwolla si collegano direttamente al conto corrente per gestire i pagamenti, invece di utilizzare la carta di credito.
Square ha rilasciato una applicazione che consente di pagare qualsiasi cosa, senza letteralmente toccare nulla. Devi solo impostare il Card Case sul tuo telefono e lasciarlo in tasca, e se il negozio è affiliato con Square si riuscirà a gestire automaticamente la transazione (basta dire il tuo nome alla cassiera).
L’integrazione fra la tecnologia della geolocalizzazione e quella dei pagamenti è impressionante. Rende “morbida” l’esperienza di acquisto. Pure Google Wallet adotta un approccio simile, anche se è necessario avvicinare il telefono ad un ricevitore per completare la transazione.
Preparati a buttare via la carta di credito, a breve non ne avrai più bisogno.
5. VIAGGI: gli hotel non sono più i posti dove si dorme
Airbnb è uno dei servizi più disruptive in questo settore.
Con Airbnb puoi affittare il tuo appartamento come se fosse una camera d’albergo, e – ovviamente – guadagnarci dei soldi. Se sei un viaggiatore, puoi trovare ottime stanze a prezzi più economici di quelle di un hotel. Hipmunk, una startup che offre ricerche di hotel, permette anche di cercare fra le offerte di Airbnb insieme a quelle degli alberghi: il confine sta rapidamente scomparendo.
Sostanzialmente questa attività era già possibile con Craigslist, ma era molto più complicata. Anche Padmapper, un’applicazione web-based di ricerca appartamenti, faceva qualcosa di simile, ma era anch’essa complicata. Airbnb ha semplificato l’intero processo, e probabilmente lo semplificherà ulteriormente.
6. DESIGNER: ora puoi davvero permetterti un prodotto di design
Normalmente, se vuoi trovare mobili a buon mercato, devi andare in un negozio come Ikea.
Ma ora siti come Fab.com, Gilt Groupe e One Kings Lane stanno rendendo facile comprare mobili di altà qualità e prodotti di design a costi sorprendentemente bassi. I prodotti sono di alta qualità, e ad un prezzo paragonabile a quello di molti rivenditori a buon mercato. Se necessiti di un elemento d’arredo, Fab.com e One Kings Lane sono i numeri uno.
Questi siti, tra l’altro, hanno creato una nicchia completamente nuova – quella della classe medio-alta che vuole prodotti di design ma non ha abbastanza soldi per permetterseli. Questi prodotti erano normalmente “intrappolati” all’interno di negozi di alta classe, a prezzi totalmente irragionevoli, ed ora sono alla portata di una fascia di persone completamente nuova.
7. ISTRUZIONE: l’online education sta finalmente decollando
Molte importanti università, come il MIT (Massachusetts Institute of Technology), stanno saltando sul carro dell’online education.
Dapprima è partita la Khan Academy, con centinaia di lezioni che spaziano dalla contabilità alla fisica. Poi startup come Codecademy – che insegna a programmare – o General Assembly – una scuola per imprenditori – sono emerse con i loro corsi online.
Ora Khan Academy, partendo dall’online, è arrivata a creare corsi in aule reali. La startup ha lanciato un “programma pilota”, dove gli studenti imparano tramite video e poi si confrontano dal vivo con insegnanti reali.
Nel 2011 l’online education ha dimostrato di essere un modo produttivo di insegnare a bambini e adulti nuovi argomenti – persino nel caso di temi molto complessi – al punto che queste startup stanno raccogliendo un sacco di soldi e parecchie università si stanno buttando a capofitto in questa nuova nicchia.
8. FUNDRAISING: i tradizionali round di finanziamento stanno scomparendo
Fred Wilson, un notissimo venture capitalist di New York, ha una grande ammirazione per Kickstarter, e racconta sempre una storia: quella di una ragazza che voleva creare un sorta di “orto da appendere alla finestra”.
Grazie a Kickstarter ha raccolto parecchi soldi, e ha letteralmente dovuto respingere alcuni investitori che volevano acquistare una quota del suo nuovo nuovo business. Infine ha preferito continuare a raccogliere altri fondi su Kickstarter (oltre 250.000 dollari!) e continuare ad espandere la sua attività.
Fondamentalmente Kickstarter è un modo per lanciare un nuovo prodotto o servizio, che fornisce agli imprenditori la liquidità necessaria senza dover rinunciare a quote della loro azienda. Questo perché si rivolge ad un pubblico di enthusiast, e non ai venture capitalist.
9. FILE-SHARING: il disco flash (e lo storage di piccole dimensioni) è morto
Ricordi quando mandavi via email le canzoni che trovavi tramite servizi come Kazaa?
O quando prestavi la chiavetta USB ad un amico? o i dischi ZIP? o i CD? o i floppy?
Bene, ora quell’epoca è finita. Ora metti i file in una cartella all’angolo del tuo desktop chiamata “Dropbox” o “Box.net”: questi servizi hanno semplificato il processo di condivisione al punto di renderlo un semplice trascinamento di un file in una cartella.
E tutti i produttori di unità flash stanno finendo male, in quanto sono sostanzialmente divenuti irrilevanti – le chiavette servono ormai solo per diffondere comunicati stampa.
10. FOTOGRAFIA: non hai più bisogno di essere un fotografo professionista
Invece di utilizzare Photoshop per fare modifiche pesanti, oggi è possibile scattare una foto e applicare automaticamente un filtro che sovrappone all’immagine ogni genere di effetto. Sarà in grado di nascondere le tue scarse abilità fotografiche e migliorare lo scatto in un modo professionale.
Tool come Instagram dispongono di filtri che fanno sembrare belle anche foto mediocri. E social network come Path stanno inserendo questi filtri già nel momento in cui scatti una foto.
Tutti possono trasformarsi in grandi fotografi, e Instagram è divenuto popolare in modo folle. Puoi già comprare e vendere foto “filtrate” con Instagram. E probabilmente in futuro questo business verrà gestito dalla stessa Instagram.
11. COLLABORAZIONE: anche le grandi aziende sono saltate sul carro della “social collaboration”
Facebook ha cambiato completamente il modo con cui comunichiamo, e queste logiche sono già entrate nelle grandi aziende tramite startup come Yammer, Huddle e Salesforce Chatter.
Le grandi aziende sono diventante un terreno assai fertile per le startup: la valutazione di Box.net ha superato i 500 milioni di dollari grazie a tutto il buzz generato dall’aggiunta di componenti social alle applicazioni di collaborazione aziendale.
Colossi come Microsoft, Cisco e Oracle sono rimasti al palo, e ora stanno cercando in tutti i modi di recuperare il terreno perso per evitare che i loro clienti fuggano in massa verso queste nuove startup.
Liberamente tradotto da 11 Industries That Saw The Beginning Of The End In 2011, di Matt Lynley.
18 Risposte
WebBizio
dicembre 29th, 2011 at 09:08
1E’ proprio vero Blog Tagliaerbe. In questo anno si sono acuite e trasformate un sacco di cose. Quello che più mi ha colpito in questo tuo articolo è che ormai non ci rendiamo più conto di come sta evolvendo la società e la Cyber sociatà che ci sta intorno..ma ci pensate!?!?…ormai un hardisk da 160 Gb tra poco non lo trovi più nemmeno in commercio!..e la fotografia..ci sono delle applicazioni fantastiche per gli smartphone che con 2 touch fai il lavoro che con Photoshop ti ci vuole 1 ora!..è davvero un evoluzione, come la fotografia che hai messo..speriamo soltanto di non fare un downgrade..
Jacopo
dicembre 29th, 2011 at 10:08
2Perchè rovinare un articolo così interessante con il punto 10? Non scherziamo, la fotografia professionale non si sostituisce con un set di filtri!
Davide
dicembre 29th, 2011 at 10:09
3Sono proprio queste evoluzioni e cambiamenti che rendono il settore del web e della tecnologia sempre nuovo e coinvolgente. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da scoprire e da provare. Diciamo che chi lavora nel settore non si annoia di sicuro!
WebBizio
dicembre 29th, 2011 at 12:06
4E’ vero Davide..non ci anoieremo mai!!!..
Jacopo, certamente la fotografia professionale è un arte e mestiere bellissimo, che necessità molta pratica e professionalità, però oggi si trovano delle soluzioni davvero a buon mercato che fanno ottenere dei buoni risultati..questo è innegabile..poi come tutte le cose, possiamo pretendere il massimo o possiamo accontentarci..è come la storia dei CMS:
Joomla, WordPress..oggi che ci vuole a farsi un sito..!?!?!Poi se lo vogliamo professionale è un conto, se ci accontentiamo delle famose 5 pagine (home, chi siamo, dove siamo, news e contatti) ci basta scaricare un template, modificarlo un pò e il gioco è fatto..ormai questi strumenti hanno minimizzato veramente la difficoltà nel creare le cose..a mio avviso un pò troppo..
Max
dicembre 29th, 2011 at 13:50
5Quoto Jacopo, il punto 10 si basa davvero su un’affermazione piuttosto grossolana…
Instagram è un Hype che passerà presto quando la gente si abituerà a quel tipo di effetti.
E’ il contenuto a fare la differenza e non il contenitore.
daniele
dicembre 29th, 2011 at 14:11
6Tutto vero, hai dimenticato però il settore editoriale o forse non lo hai menzionato perché in realtà non è cambiato poi di molto? In effetti la gente compra sempre meno libri cartacei ma l’ebook non lo vedo decollare, la richiesta è sempre minima e sporadica. Forse alla gente piace leggere sempre sulla carta o gli ebook-reader costano sempre troppo?
Francesco
dicembre 29th, 2011 at 14:28
7Si è dimenticato un punto: i netbook e, più in generale, i PC sono morti.
Luigi
dicembre 29th, 2011 at 14:47
8@Francesco: sui netbook mi trovi pienamente d’accordo; i PC hanno cominciato la parabola discendente ma ci vorrà ancora qualche anno prima che arrivino alla fine
WebBizio
dicembre 29th, 2011 at 16:37
9Ciao Francesco. Per quello che ne penso io ancora i pc dureranno un bel pò..è vero i tablet permettono di fare un sacco di cose, ma un laboratorio scolastico, oppure un ufficio, una portineria di un grande albergo non possono farne a meno. Per quanto riguarda gli utenti normali, beh certo la comodità si fa sentire, ma per giocarci, a meno delle console, devi sempre avere un pc..no dai ancora non siamo pronti per dimenticarci il tradizionale Pc..poi magari mi sbaglio..Per quanto riguarda i Netbook, per me la cosa non è mai decollata come ci si aspettava.
Alessandro Ferrara
dicembre 29th, 2011 at 18:12
10Un articolo sensazionale che indica chiaramente in che direzione stiamo andando. Io ho la sensazione che il 2012 sarà un anno ancor più esplosivo e che vedrà l’affermarsi soprattutto di servizi come Dwolla e di NFC (come per Paypal), almeno negli USA.
Mi dispiace che manchi un punto dedicato all’open government, ce ne sarebbe proprio bisogno!
GermanTK
dicembre 29th, 2011 at 21:05
11A me fanno ridere (è un eufemismo) tutti quelli che fanno pronostici: alla fine dell’anno c’è il delirio.
“Il disco flash (e lo storage di piccole dimensioni) è morto” forse a casa tua, perché c’è ancora un 20-25% della gente che ha solo una connessioni da 56K.
OT: Non so se avete notato ma c’è sempre meno gente che usa Google+…
I +1 su questo blog sono calati a dismisura.
toni
dicembre 29th, 2011 at 23:46
12è la prima volta che commento su questo blog, articolo interessante, però a mio avviso il punto della fotografia lascia a desiderare…. chi può permettersi di comprare un iphone? io no! mentre una fotocamera compatta anche con 60euro ormai la trovi (circa 10 volte meno di un iphone!)
Alessio
dicembre 30th, 2011 at 11:04
13Ottima analisi, sintetica ed esaustiva, complimenti, anche se, a mio modesto avviso, la tua analisi sembra applicabile perfettamente ad un mercato americano e non italiano, dove la carta di credito è bel lungi dal soccombere (visto che ancora l’italiano medio e diffidente, quello con la coppola e il borsello che ritira la pensione in contanti, per capirci, deve arrivare ancora a capire come funziona il preistorico Paypal), dove il fundraising è semplicemente una parola da ricercare su wikipedia.. per non parlare di Airbnb..
Ciao
Alessio
Alessandra
dicembre 30th, 2011 at 12:35
14Verissimo però menzionerei anche l’esplosivo fenomeno dei social shopping, la vendita sul web dei coupon per l’acquisto di beni o servizi al consumer.
PicenoFormazione
dicembre 30th, 2011 at 14:43
15Prospettive corrette, alcune sono forse ancora un po’ troppo a lungo termine per poter trovare la loro completa attuazione nel 2012. Che le macchine fotografiche “compattine” siano destinate a morte certa, è condivisibile. Qualche dubbio in più sulle chiavette Usb, tenendo presente che possono diventare anche un gadget e sui servizi di cloud computing e similari si sconta ancora una certa mancanza di fiducia totale da parte dell’utente medio.
Si potrebbe aggiungere la tendenza pervasiva alla gamification nelle applicazioni sociali e nel rapporto con i brand.
Qui un’analisi sugli spunti offerti da David Armano della Edelman Digital.
http://blog.picenoformazione.com/2011/12/17/il-2012-del-social-web-divertirsi-e-condividere-con-un-occhio-al-ricavo-e-uno-allinfluenza/
giancarlo centrone
dicembre 31st, 2011 at 11:46
16Punto 10, fotografia e punto 5, alberghi.
http://www.catersnews.com questo è il modo in cui si fanno foto per i media autorevoli. Per stare dietro a questi ci vuole una professionalità a 360° altrochè iphone, con il quale puoi fare foto per i quotidiani trash Italian, che sono in grossissima crisi.
Riguardo gli alberghi, a Roma sono perennemente pieni, tanto da avere grossi problemi di personale e forniture, semmai sono i bnb ad essere in crisi.
Tieni presente che la differenza di prezzo è minima, se pensi che il soggiorno medio è di 4-5 giorni.
Roma accoglie oltre il 50% del turismo nazionale, per cui conti fatti, non c’è storia.
Riguardo la musica, è tutto un mondo……in questo momento la cosa che si vende di più e meglio è il vinile e gli strumenti vintage.
salvatore
dicembre 31st, 2011 at 17:48
17Elenco parzialmente condivisibile, secondo me, in particolare sul fatto che comprare CD non abbia più senso sono completamente in disaccordo. da anni ne compro a raffica, tutte le volte che posso, non c’è davvero paragone con le discografie in mp3 che non ascolti mai… l’abbonamento mi sa di formato volatile, a me piace avere la mia musica a portata di mano su un supporto, non che debba per forza vincolarmi ad una connessione ad internet… poi ovviamente ognuno la pensi come preferisce, io parlo da appassionato di certe nicchie musicali che sfornano e vendono ancora vinili, tanto per capirci.
Gli stessi dischi flash sono tutt’altro che morti, altra piccola palla… e non credo che tutta questa gente riverserà i propri file su cloud dall’altra parte del mondo a cuor leggero. se ne parlava giusto qui tempo fa, se ricordo bene.
Roberta Borsari
gennaio 3rd, 2012 at 00:57
18Ho letto con molto interesse il tuo articolo e gli 11 trend che si stanno delineando. La cosa che però ogni volta mi lascia senza parole è come si discute sul fatta che questo elenco sia giusto o sbagliato, ma non si ragiona su cosa significano realmente questi cambiamenti per le persone che li subiscono.
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Per me che sono relativamente giovane pagare con i soldi o pagare con un app è solo un semplice gesto. Io ho sempre l’iphone in mano, quindi mi cambierebbe poco pagare con un app o pagare con la carta, anzi forse mi risolverebbe un problema: quelo di cercare nella borsa il portafoglio
Ciò che mi sconvolge invece è pensare a come verrano letteralmente sconvolte le vite delle persone che lavorano in questi settori.
Aziende intere si vedranno costrette a ridisegnare il loro modo di stare sul mercato e di conseguenza dovranno ripensare seriamente a come gestiscono le risorse umane al loro interno.
Noi ci domandiamo sempre come cambierà la nostra vita con l’avvento di queste fantastiche tecnologie, ma io preferisco chiedermi come cambierà la vita delle persone che si vedono sconvolgere la loro esistenza con l’avvento di questi cambiamenti e che questi cambiamenti si vedono costretti a subirli.
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