Il 9 Novembre mi arriva nella mailbox questo invito:

Invito a VOLUNIA

Non ci capisco molto, il nome VOLUNIA mi sembra quello di una medicina, il sito mi sembra una roba anni ’90, ma comunque mi iscrivo (e poi vuoi mettere la possibilità di diventare un esclusivo utente Power User? :-) ).

Da quell’iscrizione ricavo solo una email che mi invita a mia volta ad invitare altri utenti. Non amando certi meccanismi virali un po’ forzati mi dimentico della cosa fino a poche ore fa, quando un sacco di testate iniziano a pubblicare articoli a raffica su VOLUNIA e soprattutto sul suo creatore, Massimo Marchiori.

Marchiori infatti non è il classico “Signor Nessuno”.

Nonostante il nome sia ignoto alla massa, dietro questo informatico padovano c’è un forte legame con Google, e in particolare con il PageRank: nello storico documento The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine di Brin e Page, Marchiori è infatti citato più volte, in quanto all’italiano si deve uno studio sugli Hyper Search Engines al quale hanno attinto a piene mani proprio i 2 fondatori di Google.

Ora però Marchiori si toglie il camice del ricercatore e scende in campo in prima persona, annunciando “una differente esperienza del web”:



“VOLUNIA è un nuovo motore di ricerca. Nasce da una idea che ho avuto alcuni anni fa, ed ora è operativo.

Ha una prospettiva diversa, non è classico motore di ricerca: ci sono tanti motori di ricerca, Google prima di tutti, ma VOLUNIA non è uno di questi, è una nuova visione radicale di come il motore di ricerca del futuro dovrebbe essere.

E’ un progetto ambizioso, localizzato in 12 lingue, che copre tutti i contenuti del mondo: andate dunque su www.volunia.com e iscrivetevi, per essere uno dei primi a provare questo innovativo motore di ricerca”.

Che stia arrivando il tanto atteso motore semantico?

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