Nessuno avrà mai il monopolio di Internet

Monopolio di Internet

Internet è sinonimo di innovazione continua.

Ogni tot anni (anzi mesi) spunta una nuova azienda che riesce a reinventare la ruota, e che scalza quello che fino ad allora pareva essere l’assoluto e inattaccabile monopolista. E son proprio i colossi che sembra non riescano a tenere il passo con i piccoli: qualche esempio?

1. Google Docs ha perso il treno di SlideShare. Google Docs è in grado di visualizzare PDF e PPT, ma i documenti sono lenti da caricare, massimizzati di default, e non possono essere facilmente condivisi o incorporati su un sito web. SlideShare, invece, è conosciuto come lo “YouTube per i documenti”, perché è veloce, user-friendly e orientato ai social.

2. Google Docs ha perso il treno di Dropbox. Il gigante della search ha, almeno fino ad ora, evitato di lanciare GDrive. Mentre Dropbox, pioniere in questo campo, è diventato in breve tempo uno standard. E, ironia della sorte, nel corso di un hackaton di soli 5 giorni, Dropbox ha sviluppato una funzione per sincronizzare i propri account con Google Docs.

3. Microsoft Office ha perso il treno di Google Docs. Solo dopo che aziende, strutture pubbliche e organizzazioni no-profit si sono rivolte a Google, Microsoft ha rilasciato la sua versione cloud di Office (insieme ad alcuni video che cercano di smarcare Office da Google Docs).

4. iTunes ha perso il treno di Spotify. Apple è riuscita ad ottenere il monopolio della musica digitale, con l’idea della singola canzone venduta a 0,99 dollari. Ma poi non ha più realmente innovato iTunes. Nello specifico, la mancanza di un lato social e di un servizio di streaming ha creato enormi opportunità per Spotify (e Pandora, Amazon, Google, Facebook…), e Apple è stata costretta ad inseguire con Ping (un flop) e iCloud.

5. Mapquest ha perso il treno di Google Maps. Anni fa il termine “Mapquest” era così popolare da essere utilizzato come un verbo. Oggi sembra che le uniche persone che utilizzano ancora questo servizio sono quelle che hanno un indirizzo email su AOL. La ragione? grazie alla continua innovazione – mash-up, Street View, mobile app con GPS – Google Maps riesce a seguire l’utente ovunque voglia andare.

6. Google Latitude ha perso il treno di Foursquare. Ironia della sorte, il fondatore di Foursquare è stato alle dipendenze di Google, ma ha lasciato l’azienda perché non allocava sufficienti fondi al suo team, “lasciandoci guardare le altre startup che innovavano l’ambito del mobile e dei social”. Google non è riuscita a farlo con Latitude, mentre Foursquare, grazie alla sua logica basata sulla gamification, la partnership con American Express e alcune feature dedicate agli esercizi commerciali è cresciuta fino a parecchi milioni di utenti. (E forse è per questo che Google potrebbe decidere di acquistarla, invece che cercare di competere con essa).

7. Facebook ha perso il treno di LinkedIn. Mi son sempre chiesto “ma Facebook non potrebbe fare ciò che fa LinkedIn?” Forse, ma non senza alcuni problemi. Reed Hoffman, fondatore di LinkedIn, ritiene che mentre cerchiamo di essere “fichi” nella nostra vita privata, siamo invece pratici e anche un po’ noiosi in quella lavorativa. E’ per questo motivo che usiamo una email personale e una per il business, e usiamo Facebook per socializzare con gli amici e LinkedIn per fare network con i colleghi. Facebook continuerà a spingere le sue “Business Page”, ma chi cerca credibilità professionale si rivolgerà naturalmente a LinkedIn.

8. Facebook ha perso il treno di Twitter. Lo “status update” di Facebook non fa forse ciò che fa Twitter? Eppure a Facebook manca l’estrema immediatezza e semplicità di Twitter, che Jack Dorsey, il suo fondatore, ha saputo colmare. E pare che 100 milioni di utenti siano d’accordo con lui.

9. Blogger e WordPress han perso il treno di Tumblr. Quello che puoi fare con Tumblr non puoi forse farlo con Blogger e WordPress? Alla fine basterebbe solo scrivere un po’ meno. E invece Tumblr grazie ad una struttura molto semplice, ad una comunità dinamica e alla funzionalità di “reblogging” ha colmato un vuoto: abbiamo scoperto che il microblogging è qualcosa di diverso dal blogging.

10. Yelp ha perso il treno di Foodspotting. Anche se Yelp rimane il miglior social per quanto riguarda le recensioni di ristoranti, ha lasciato aperto un varco che pare essere essenziale: quello delle immagini. Foodspotting lo ha colmato, l’ha reso mobile, e ora sta espandendo il suo focus al di là dei buongustai.

Cosa ci insegnano questi esempi?

Che il bello del web è che le barriere d’ingresso sono molto basse, e che è possibile entrare in un mercato che pare essere già saturo. Per esempio, nonostante LinkedIn, Yahoo, Facebook, Aardvark e Answers.com, Quora è riuscita ad inserirsi nell’ambito delle Q&A. In breve tempo si è ritagliata uno spazio, ed ha capitalizzato una nicchia.

La conclusione potrebbe dunque essere che invece di competere per la stessa fissa e statica fetta di torta, bisogna pensare a cuocere torte completamente nuove. Non per nulla Jeff Bezos insiste nel dire che il Kindle è una “diversa categoria di prodotto” rispetto all’iPad: solo perché una azienda sembra avere il monopolio di un mercato, non significa che non ci siano opportunità.

Su Internet, Golia è sempre vulnerabile.

Liberamente tradotto da Why No One Company Will Ever Monopolize the Internet, di Jonathan Rick.

13 Comments

  1. Darshan 24 ottobre 2011
  2. Merlinox 24 ottobre 2011
  3. Luca Marocchi 24 ottobre 2011
  4. primopremio.net 24 ottobre 2011
  5. Federico Zonca 24 ottobre 2011
  6. Lorenzo 24 ottobre 2011
  7. Angel 24 ottobre 2011
  8. Alessandro Lucarelli 24 ottobre 2011
  9. Paolo 24 ottobre 2011
  10. Paolo 24 ottobre 2011
  11. Francesco 24 ottobre 2011
  12. Paolo 24 ottobre 2011
  13. massimo 16 aprile 2012

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