… sarebbe divisa così,

almeno secondo un recente studio di Experian Hitwise condotto in UK.
Ad Agosto 2011 la popolazione Internet del Regno Unito ha speso online 3,4 miliardi di ore, 800 delle quali – in pratica quasi 1/4 di tutto il tempo – sui social.
Da vecchio utilizzatore della Rete rimango basito nel vedere come sono composte le fette della torta, che dall’immagine qui sopra sembra ormai essere un media molto da cazzeggio e molto poco produttivo: la somma del tempo spesa fra Business e Email è infatti meno della metà di quella spesa per l’Entertainment, e meno di 1/3 di quella spesa sui Social Media.
Ma quello che mi rende più perplesso è il futuro dell’editoria online, che si può estrapolare – almeno in parte – osservando il tempo speso sotto la voce News: 3 minuti ogni ora, come dire che solo 1/20 di tutto il tempo passato su Internet viene speso per leggere notizie.
Probabilmente il motivo è che le notizie, o più in generale le informazioni, vengono ormai scambiate e condivise all’interno di altri contenitori, primo fra tutti quello sociale. E quindi l’utente medio non ha più bisogno di andarle a leggere alla fonte, ma se le trova – sminuzzate e pre-digerite – dentro Facebook o Twitter.
E avendo sempre meno tempo/voglia di approfondire, ciò gli basta: non va a leggersi tutto l’articolo sul sito dell’editore, ma si accontenta della discussione e del botta-risposta che trova sui social.
Se l’editoria offline è morta, mi sa che anche per quella online è arrivato il momento di reinventarsi, se non vuol rischiare di finire vittima di Facebook & Co: “social media killed the publisher star”?
9 Risposte
Filippo Amadori
settembre 27th, 2011 at 07:50
1è la naturale evoluzione darwiniana, le specie più dinamiche e forti sopravvivono e quelle più sedentarie si estinguono. Tutto sommato rimane il fatto che senza editoria (on-line o stampata) le persone non saprebbero cosa scrivere su facebook o twitter se non una serie di passaparola indistinguibili.
andrea
settembre 27th, 2011 at 08:46
2C’è una tendenza sia on line che off line ad una sempre maggiore semplificazione, superficialità nei gesti, nella comunicazione e quindi, anche l’acquisizione di info e news segue questo passo.
Devo però dire che ci sono argomenti che non li puoi far digerire solo o in prevalenza da twitter o con un sms.
Per alcune nicchie e settori, l’approfondimento dei contenuti rimarrà tale.
Poi, non escludo che si possa gestire il solito argomento anche in maniera ‘easy’ o ‘light’ utilizzando brevi news o messaggi con twitter, ecc..
Ma , tutto dipende dal contesto, dal pubblico e da cosa proponi.
Certo, molti contenuti e contenitori, verranno assorbiti, risucchiati o messi in ombra da facebook o twitter.
Più che un rischio, è sicuramente una certezza visto che c’è molta gente di qualunque età che quando va su internet si ferma a facebook e non va oltre!
Andrea Web
settembre 27th, 2011 at 09:12
3Ma i 2 minuti di “Adult” a cosa si riferiscono?!?…:D
Ilaria Cardani
settembre 27th, 2011 at 14:00
4Bah, sono un po’ perplessa: 1/3 dell’ora va a finire nell’”other” e che cos’è questo “other”, dato che sembra che nella torta ci sia davvero tutto? E “entertainment”, “sports” e “travel, che cosa sarebbero? Non sono news? Sono shopping? Sono siti specializzati? E allora non è quella anche editoria online, solo molto specialistica e di nicchia? Non conosco i dettagli della ricerca, ma la sensazione è che l’editoria online che non sta granché bene è quella che assomiglia troppo a quella offline…
Mario
settembre 27th, 2011 at 14:02
5Certo che finche la prima pagina del corriere pubblica per più giorni di fila articoli su come ha parcheggiato Lapo… altro che rianimazione ci vuole per l’editoria…
Autoresponder Gratis
settembre 27th, 2011 at 15:49
6Purtroppo è proprio vero: dilaga il cazzeggio libero. Dove andremo di questo passo?
Luca
settembre 27th, 2011 at 21:23
7Personalmente ho già perso da tempo quell’idea retorica che Internet sia un canale di informazione/comunicazione pluralistico che “eleva le masse”.
Per chi navigava prima del 2000 estasiato dalle possibilità di conoscenza e comunicazione online è sicuramente una delusione vedere come molti usino questo canale: semplice cazzeggio a dir poco. Mario si lamenta del Corriere ma il Corriere è per forza di cose costretto a seguire le preferenze del lettore, e basta guardare la serie dei più letti per capire che anche sui quotidiani online troveranno sempre più spazio argomenti frivoli e superficiali.
Per questo mi fanno sorridere quei “social expert” che sostengono che le aziende dovrebbero favorire l’utilizzo di facebook e non limitarlo. Tranqulli già oggi con gli smartphone viene ampliamente usato per cazzeggiare anche sul lavoro.
LSDI : I social media stanno uccidendo il giornalismo online?
settembre 27th, 2011 at 22:49
8[...] minuti di entertainment e 14 minuti di social network), allora è legittimo osservare che, come fa Tagliablog, ‘’se l’editoria offline è morta, mi sa che anche per quella online è arrivato il momento [...]
marko
luglio 25th, 2012 at 00:13
930 minuti di social networking e altro per entertainment
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