10mag
Postato da Tagliaerbe
Tag: advertising

Nel futuro, anzi nel presente di Aol c’è un progetto dal nome un po’ inquetante ma teso a migliorare l’esperienza online degli utenti: Project Devil.
Project Devil nasce dall’idea che i contenuti siano la cosa più importante, e come tale vanno trattati. Ma anche la pubblicità – secondo Aol – fa parte dei contenuti, e quindi deve adeguarsi a standard elevati: una integrazione all’insegna della pulizia, e del minor “ad clutter“.
Questi i 5 punti cardine del progetto:
Pagine più pulite
La attuali pagine web sembrano una palude dalla quale emergono strani banner, annunci testuali, pubbliredazionali e quanto più possibile si riesce a stipare all’interno della pagina. Il contenuto, in tutto ciò, sembra essere la cosa con minore importanza.
Project Devil considera ogni singola pagina nella sua interezza, con gli elementi che giocano ruoli ben definiti e complementari. Il contenuto è messo sotto i riflettori, e la pubblicità lo supporta. L’aspetto è semplice, pulito e elegante.
Posizionamenti più grossi
Gli attuali annunci pubblicitari sono un po’ come i messaggi che si trovano nei biscotti della fortuna: sono piccoli, mal progettati e compressi in spazi ridicoli.
Project Devil offre un enorme spazio, senza interruzioni, per mostrare la bellezza del prodotto e la creatività dell’advertising. Inoltre, il rapporto fra contenuti e pubblicità è molto simile a quello di una rivista, cosa che contribuisce a rendere la lettura più confortevole.
Maggior engagement
La maggior parte degli annunci pubblicitari portano oggi l’utente lontano dalla pagina che sta visualizzando. Alcuni di questi richiedono una interazione sulla pagina di atterraggio. Più gli utenti devono fare, meno è probabile che facciano.
Project Devil fa in modo che l’interazione avvenga all’interno della pagina. La pagina non viene abbandonata, non ci sono lunghe serie di click, non c’è un labirinto di pagine attraverso le quali navigare.
Minor fastidio
Mettere un sacco di annunci pubblicitari incongruenti all’interno di una singola pagina rende difficile per l’utente di focalizzarsi sul messaggio del singolo brand. E’ come stare in mezzo in alla folla: la singole voci si perdono nel frastuono.
Con Project Devil, un solo annuncio pubblicitario sta su una singola pagina. Nessun ipertesto in mezzo. Nessun leaderboard sopra o sotto. Nessun rumore della folla. Solo un annuncio, che fornisce un messaggio forte e chiaro.
Una miglior experience
La maggior parte degli attuali annunci pubblicitari sono pensati per distrarre l’utente. In questo modo i banner hanno proliferato, e la user experience dell’utente ne ha sofferto.
In molti altri media, gli annunci pubblicitari sono parte dell’experience. Non alterano il contenuto o la programmazione, anzi collaborano con essi. E non c’è un posto migliore di Internet per rendere possibile tutto ciò.
I numeri di Project Devil
Sono già da diversi mesi che Project Devil è stato implementato, seppur parzialmente, all’interno di Aol, con risultati che paiono incoraggianti:
• aumento dell’engagement rate sugli annunci di 6,4 volte (10% rispetto a 1,5%)
• aumento del CTR (click-through rate) di 1,9 volte
• aumento del tempo speso sull’annuncio di 3,4 volte (47 secondi rispetto a 14 secondi)
• i Video Ad inclusi in Project Devil vengono riprodotti il doppio delle volte rispetto ai normali Video Ad
All’interno di The AOL Way, anche il diavolo ha dunque il suo bel ruolo.
11 Risposte
micscarpinato
maggio 10th, 2011 at 09:13
1Da un mese circa ho cambiato template al mio blog che tratta di argomenti di nicchia anche se non originali (nel senso che io ricevo comunicazione da un particolare tipo di associazioni e rielaboro o scrivo ex novo). Nel nuovo template in home compare solo un banner quadrato 250px sulla sidebar a destra, poi solo se aperto l’articolo si trovano due banner rettangolari 460px in posizioni non invasive (prima del titolo e dopo l’articolo). Da un mese ho più entrate adsense. Ovviamente è passato solo un mese e può essere solo un caso visto che comunque da facebook si arriva direttamente all’articolo direttamente condiviso e non alla home e in buona parte dei casi anche da google.
(Prima in home c’erano 3 banner un 460 in alto a destra, un 300 nella sidebar e un skyscraper grande dopo il taglio pagina fra gli articoli e la sidebar)
jscm
maggio 10th, 2011 at 11:37
2Mi piace.
Mi piace un sacco!!
Si può già farne uso?
Marco
maggio 10th, 2011 at 12:12
3Certo se i numeri si stabilizzeranno sui dati che hai riportato, il miglioramento per gli inserzionisti è evidente. Ancora più rilevante è il miglioramento della fruizione dei contenuti da parte dei visitatori. Di questo potrebbe beneficiarne il sito, che non verrebbe deturpato dalla pubblicità, (ma forse addirittura arricchito) come avviene oggi. Una situazione win-win
Nicola Tedeschi
maggio 10th, 2011 at 17:55
4Ma chi concederebbe un’intera “sidebar” a contenuti di terzi?
Il web di domani sta andando verso “fusioni indirette”:
- i commenti del blog gestiti da Facebook;
- la sidebar pubblicitaria gestita da Yahoo;
- domani ci saranno i contenuti gestiti da Google?
fabio
maggio 11th, 2011 at 09:22
5Da sempre agisco in questo modo. Saturare una pagina di banner è come sporcarsi una camicia appena dopo averla indossata.
Alb3rt1
maggio 11th, 2011 at 17:45
6Io credo che sia una grande idea, tuttavia sono sicuro che sarà molto più costoso per gli inserzionisti, in quanto se prima anche i piccoli potevano permettersi un “bannerino” su un sito trafficato, ora questo genere di advertise che occupa così tanto spazio (una sidebar!) sicuramente dovrà sopperire a tutti gli introiti che prima generavano gli altri banner e son sicuro non sarà quindi a buon mercato per gli inserzionisti!
micscarpinato
maggio 12th, 2011 at 00:13
7Cosa ne pensate invece di inserire landing page terze sul proprio sito? e dei publiredazionali?
Sir Vester
maggio 12th, 2011 at 13:31
8Molto, molto, molto ma molto interessante. Un po’ di innovazione ci vuole proprio.
Davide
maggio 12th, 2011 at 14:03
9Better ADV?
Una sidebar 300×1000 tutta dedicata alla pubblicità?
E dove va a finire la navigabilità del sito?
A me non sembra un miglioramento ma un ulteriore vendita di libertà a favore degli inserzionisti.
Un tempo c’erano i banner 150*150, poi si è passati ai 300*250, poi ai 330*300, poi ai 300*400 ed ora ai banner 300*1000.
Non sono i soliti banner immagine ma è comunque pubblicità. Inoltre accorpare così la pubblicità da modo all’utente di ignorarla in blocco come è già successo con i banner in sidebar.
La pubblicità in sidebar non vale + niente perchè gli utenti sanno evitarla. Invece l’adv nel contenuto (vedi adsense) è ancora qualcosa di nuovo ed offri buoni risultati.
Quando esploderà la pubblicità online? Forse mai
novembre 23rd, 2011 at 00:03
10[...] Un’altro vantaggio dell’online è quello delle potenziali interazioni, che i marketer possono sfruttare per creare una connessione con gli utenti. Questo è un vantaggio competitivo che va sfruttato, anche se rimane piccolo quando comparato all’impatto di uno spot televisivo. Gli annunci pubblicitari online non riescono ancora ad avvicinarsi ad uno spot TV da 30 secondi, nel quale il brand riesce a trasmettere un messaggio e a generare una risposta emotiva. Se gli editori online vogliono competere con la TV per questi budget, devono concentrarsi sul migliorare i formati pubblicitari, rendendoli più grandi, più interattivi e più coinvolgenti. E inoltre devono diminuire il numero di annunci su ogni singola pagina, aumentando il valore per ogni singola impression dell’inserzionista (vedi ad esempio il Project Devil di Aol). [...]
Facebook Timeline, banner e eye tracking
gennaio 11th, 2012 at 00:03
11[...] se ci pensi bene, è la naturale prosecuzione del Project Devil di [...]
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