A seguito dell’annuncio di ieri circa la nascita di Google One Pass, in molti hanno pensato fosse banalmente la pronta risposta di Google al nuovo servizio di Subscription di Apple, del quale è uscito il comunicato stampa proprio 3 giorni fa.
In realtà One Pass mi sembra sia semplicemente il nuovo nome di Newspass, servizio del quale si parla ormai da ben 7 mesi e che a brevissimo vedremo diffondersi anche in Italia (oltre che in Canada, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti).
Le FAQ di Google One Pass parlano di un sistema che permette all’editore di vendere i propri contenuti, scegliendo sia il prezzo che la tipologia di abbonamento: è infatti possibile vendere il singolo articolo, offrire abbonamenti mensili o anche formule “a pacchetto”.
Google lo vede come un nuovo canale per generare entrate, da affiancare a quelli già esistenti (=advertising), e che consente di monetizzare “notizie di altà qualità” (in un’altra pagina del sito vengono proprio chiamate “News Premium”).
La gestione dei pagamenti è (ovviamente) affidata a Google Checkout, e stando a quanto dichiarato da Eric Schmidt “l’intenzione di Google è che i publisher possano tenersi tutti i soldi. Una quota del 10% potrebbe coprire i costi” (lasciando così intendere che all’editore potrebbe rimanere in tasca il 90% del prezzo praticato).
E’ bene precisare che Google One Pass non è aperto a tutti, ma è attualmente limitato a pochi publisher (che possono chiedere l’adesione tramite questo form): solo il tempo decreterà il flop o il successo della formula, ma di certo il fatto che 2 colossi come Google e Apple siano scesi in campo, contemporaneamente, con un modello finalmente alternativo a quello pubblicitario, è un segnale molto forte, che gli editori (ma anche i lettori…) dovranno valutare con grande attenzione.
7 Risposte
Luca
febbraio 18th, 2011 at 06:56
1Ben vengano sitemi per guadagnare.
Non mi è chiaro come Google gestirà le richieste e le cifre da pagare agli autori
lube12
febbraio 18th, 2011 at 09:38
2L’unico vero problema sarà che i contenuti di alta qualità non saranno raggiungibili da motori di ricerca
web marketing blog
febbraio 18th, 2011 at 17:00
3Molto interessante la considerazione di lube12
Chissà quale sarà la soluzione!
Gregorio
febbraio 18th, 2011 at 21:04
4Ma secondo me le cose prenderanno una piega tale che sarà interesse delle testate vendere attraverso google che è sempre in grado di interessare una platea maggiore di possibili clienti.
stefan marton
febbraio 19th, 2011 at 10:35
5molto piu’ interessante di quello offerto da apple dato che si passa dal 30% al 10% per pagare il servizio
web agency
febbraio 20th, 2011 at 10:12
6Non soltanto la percentuale dell 30% dell’appstore è un vero furto che a mio avviso avrebbe dovuto scoraggiare, ma anche la tassa di 100 euro solo per poter provare a sviluppare su iphone o ipad mi sembra uno scandalo… google si dimostra come sempre un’azienda molto più attenta ai contenuti che non alla forma…
Enrico Giubertoni
febbraio 28th, 2011 at 23:35
7come si piazzerà questo servizio nei confronti di Google News? Personalmente non sono mai stato attratto dal leggere online un singolo giornale.
Google news è trasversale e mi consente di leggere da varie fonti una stessa notizia.
RSS dei commenti per questo post · TrackBack URI
Lascia un commento
post recenti
commenti recenti
connettiti col tagliaerbe
L'autore di questo blog e' Davide "Tagliaerbe" Pozzi. Dal 1995 si occupa a tempo pieno di Internet, e i suoi interessi attuali spaziano nei campi del:
Il TagliaBlog (P.I. 02914290123) è realizzato su WordPress - Il tema di base è BloggingPro, modificato da Mirko D'Isidoro di Blographik.it