22dic
Postato da Tagliaerbe
Tag: facebook, google, matt-cutts, twitter
Alla fine la domanda l’han posta direttamente a Matt Cutts: “In un recente articolo, Danny Sullivan insinua che Google usa i link presenti in Twitter e Facebook come fattori di ranking. Puoi confermare ciò?”
Ecco la risposta di Cutts:
“Si, posso confermare: utilizziamo i link di Twitter e Facebook nel ranking, ma ora cerchiamo anche di comprendere la reputazione di quell’account di Twitter o Facebook.
Facciamo un piccolo passo indietro: in un video del Maggio 2010 dicevo che non usavamo quei fattori, mentre ora (Dicembre 2010) li usiamo; per capire meglio tutti i dettagli della cosa, suggerisco la lettura del recente articolo di Danny Sullivan.
Il Web Search Quality Team è composto da vari gruppi, che si trovano in uffici diversi; include persone che originariamente facevano parte del Blog Search Team e persone che lavorano alla Real-Time Search. Inizialmente abbiamo usato questi dati proprio nella Real-Time Search, come i singoli tweet che vengono mostrati all’interno della SERP, e stiamo studiando quale senso può avere usarli in maniera un po’ più diffusa a livello di search ranking.
Ci sono alcune cose da tener presente: se non possiamo fare il crawl di una pagina, se non possiamo “vederla”, non possiamo nemmeno conteggiarla ai fini del PageRank (e quindi del rank). Utilizziamo dunque questi dati in modo piuttosto “leggero” per ora, e in futuro potremmo decidere di utilizzarli più pesantemente a dipendenza di quanto saranno utili.
Non vorrei che le persone pensassero: “Bene! Iniziamo con i “follow reciproci”, otteniamo un sacco di follower, che equivale ad ottenere un sacco di link”. Allo stesso modo di come il PageRank non dipende solo dal numero dei link, ma dalla qualità dei link, devi pensare quale significato ha il follower a livello di qualità (e di conseguenza quale significato ha un bot, o un software che crea follower).
Riassumendo, utilizziamo ora questi fattori mostrando lo streaming nella Real-Time Search, ma stiamo lavorando per cercare di farne un uso più ampio anche nella web search”.
9 Risposte
Giuseppe
dicembre 22nd, 2010 at 00:38
1Sicuramente si tratta di un argomento attuale e interessante, oltre che parecchio dibattuto, questo dell’influenza dei link dai social sul posizionamento; ne parlavo sul mio blog un paio di settimane fa (per chi non volesse leggere in inglese l’intervista di Sullivan, semmai potete dare un’occhiata qua:
http://www.posizionamentozen.com/google-e-bing-utilizzano-i-link-dai-social-network-per-il-ranking.html )
Probabilmente in futuro ci potrebbe essere un impatto maggiore, soprattutto se i link vengono da utenti “stimati”, e anche se non fatto test a riguardo credo in realtà in parte già sia così…
--- >>> Francesco Martino
dicembre 22nd, 2010 at 02:23
2Il sapere tutto questo come ci cambia la vita?
Fatta la legge,
scoperto l’inganno.
Scoperto l’inganno,
fatta la controlegge.
--- >>> Francesco Martino
dicembre 22nd, 2010 at 02:39
3Mi spiego meglio.
Ma prima una precisazione:
Matt Cutts mentiva a Maggio?
Può darsi di sì,
può darsi di no,
può darsi che allora a Google non interessasse questa operazione, può darsi che fosse in stato embrionale e chiaramente un’azienda non deve comunicare ai sette venti tutto quello che fa, può darsi che Matt Cutts non ne sapesse niente, può darsi …
Se un webmaster avesse saputo prima tutto questo, avrebbe preparato una contromossa, ma Google l’ha già prevista, quindi miei cari webmaster se volete le visite al vostro sito, LAVORATE! LAVORATE! LAVORATE!
Simone Lazzini
dicembre 22nd, 2010 at 09:12
4… e oltre a lavorare, lasciar perdere quello che dice Matt Cutts!
alfonso di lieto
dicembre 23rd, 2010 at 12:03
5La butto così: è pur vero che magari molti “Mi piace” su una pagina web potrebbero, stando alle rivelazioni di Matt Cutts, dare juice su Google.
Tuttavia: le impostazioni di privacy potrebbero bloccare quella rivelazione dei segnali – e ciò mi sembra di averlo letto in qualke blog; inoltre il login dovrebbe pur sempre essere fatto…
Cmq ciò non importa: i social, credo, rappresentino un buon veicolo di traffico se utilizzati “sapientemente” e “scientificamente” – per quanto scientifici possano essere considerati…
Vanno curati sì, ma per me se non si creano delle buone/ottime pagine è inutile sperare in poteri magici accumulando follower…
Credo, per altro, che tali poteri siano frutto soprattutto di algoritmi che ripercorrano il posizionamento naturale (è una mia impressione ricavata da quello che noto su alcuni miei account… non è l’acqua calda ma semplice esperienza): in due parole contenuti e passione per l’utente…
E’ Google… no?
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