23set
Postato da Tagliaerbe

Leggendo il post Trouble Choosing a Niche? Start a Personal Blog di Problogger, non ho potuto fare a meno di ripercorrere la ma evoluzione come blogger. Tutto ebbe inizio da un blog personale.
Quando iniziai a bloggare nel 2007, non avevo nessuna intenzione di farlo professionalmente. Invece, la mia carriera di blogger, ebbe inizio proprio con il mio blog personale.
Il colpo di fulmine avvenne nel 2006 con la lettura di Blog! di David Kline e Dan Burstein (prefazione di Beppe Grillo, uno dei pochi blogger italiani conosciuti fuori i nostri confini), testo illuminante sulle capacità comunicative a livello globale di un blog. Il libro in questione è una raccolta di case study di noti blog in vari settori: politica, economica, business, musica, cinema, blog personali, ecc.
Nato inizialmente come luogo per parlare pubblicamente di ciò che stavo pensando, imparando e sperimentando nella vita, il mio blog personale divenne l’estensione del mio cervello.
Seppur non avendo ancora ben chiaro quale potesse essere la linea editoriale da perseguire, i miei primi post vertevano sulla crescita personale e professionale. In quei periodi, cullavo il progetto di abbandonare il lavoro come dipendente per avviare una nuova attività come consulente e libero professionista (cosa avvenuta definitivamente nel 2008).
Nel tempo, arricchii i contenuti del mio blog personale con nuovi argomenti sempre centrati sulla mia vita in generale: viaggi, politica, società, spiritualità, benessere fisico.
E’ chiaramente un bizzarro mix di argomenti che esulano totalmente dal concetto di “blog di nicchia“. Nel tempo, questo primo approccio al personal blogging, mi procurò non pochi dubbi. Ricordo era il 16 febbraio 2009 quando scrissi quello che credevo fosse il mio penultimo post del mio blog personale (l’ultimo sarebbe stato quello dell’addio definitivo): Sto pensando di chiudere questo blog.
Nonostante nascano come desiderio di espandersi e condividere le proprie passioni, i blog personali hanno un qualcosa di estremamente affascinante. Sono assolutamente originali e non sempre vertono sul guadagno online, anche se, una volta acquisita una certa popolarità, portano quasi inevitabilmente a monetizzare e a costruire una rendita automatica online sulle proprie passioni.
Quando decisi di chiudere il mio blog personale, mai mi sarei aspettato una risposta di disappunto da parte dei miei lettori. Qualcuno scherzosamente mi “minacciò” di venirmi a prendere a casa se solo avessi smesso di scrivere.
I numerosi commenti e le decine di email che ricevetti in quei giorni, mi spronarono nel continuare il mio lavoro. All’epoca, avevo già aperto “Blog In Azienda” e quindi, scrivere con una certa frequenza e regolarità (5 post a settimana su ogni blog) non era semplice, ma certamente non impossibile.
In quel caso, capii di essere io stesso la nicchia del mio primo blog.
Proprio come avvenne con “Blog In Azienda” (il mio primo vero blog di nicchia), dopo un paio di anni di blogging cominciai ad avviare altri blog e sperimentare metodi per fare soldi bloggando. Presi quello che era il blog personale di mio fratello Giuliano (indovinate chi gli consigliò di aprirlo?
) e lo tramutai inizialmente in un blog collettivo centrato sul settore delle autoriparazioni e sul mondo delle auto in generale.
Sul quel blog scriveva mio fratello (prima meccanico, poi coordinatore presso una multinazionale di autonoleggio e infine direttore presso un’azienda che sviluppa portali online per gli autoriparatori), e Stefano, un nostro amico che tutt’oggi lavora come agente di commercio per varie aziende produttrici di strumenti di test e analisi per autofficine.
Da questo primo esperimento, successivamente nacque il blog aziendale della GenesiSaw (Saw, acronimo di Servizi Auto Web), una srl, di cui mio fratello è amministratore delegato e dove mi occupo di webmarketing. Ad oggi, sul blog, si stanno aggiungendo nuovi blogger, molti dei quali all’inizio neanche sapevano cosa fosse un blog. Sono personaggi che ricoprono ruoli di prestigio in varie aree delle aziende del settore dell’automotive.
L’altra cosa grandiosa dei blog personali, è offrire un assaggio della tecnologia e della cultura del blogging a chi non ha alcuna dimestichezza con lo strumento (prendete come esempio i nuovi autori della GenesiSaw).
Quando iniziati a bloggare con il mio blog personale, non avevo la minima conoscenza delle piattaforme di blogging, dei plugin, delle tecniche di posizionamento naturale sui motori di ricerca. Non sapevo neanche quale fosse la differenza tra hosting e dominio.
Nei primi giorni fui letteralmente sopraffatto dagli aspetti tecnici e non ricordo neanche quante decine di appelli di aiuto pubblicai sui forum competenti a cui sono ancora profondamente grato per il supporto ricevuto (Dio vi benedica a tutti!).
Quindi, sono assolutamente convinto come un blog personale, sia il modo migliore per conoscere l’arte del blogging. Fintanto non pubblicherete un post e non interagirete con le persone che vi leggono, non sarete mai dei veri blogger.
Il bello di imparare attraverso un blog personale è che le aspettative che i lettori ripongono sulla vostra opera, non sono così alte come quelle di un blog professionale o aziendale.
Come spiegato all’inizio, reputo un blog personale uno spazio assolutamente individuale non condivisibile dal punto di vista della linea editoriale di nicchia ma assolutamente condivisibile nell’interazione con i lettori (pubblico gli articoli e mi confronto con gli altri). Ci sono molti amministratori di aziende in possesso di blog personali che, nonostante la popolarità delle loro società, continuano a mantenerli vivi.
Tra i casi più eclatanti:
• Craig Newmark (CEO, Craig’s List)
• Mark Cuban (Presidente di HDNet e Dallas Mavericks, squadra di basket della NBA)
• Ross Mayfield (CEO, Socialtext)
• Alan Meckler (CEO, Jupiter Media)
• Jason Calacanis (CEO, Weblogs)
• John Dragoon (CMO, Novell)
• Seth Godin (CEO, Squidoo)
Casi simili sono presenti anche in Italia, con il blog personale di Mauro Lupi responsabile dell’area Digital di Ammiro Partners e quello di Daniele Bogiatto fondatore dell’omonima azienda Daniele Bogiatto Company.
Tra l’altro, molti di loro sono anche in possesso di un profilo personale su Facebook e Twitter.
Conclusione
Sono convinto che tutti dovrebbero avere un blog personale soprattutto per comprendere a pieno le dinamiche della blogosfera in generale, e in vista dell’apertura di un futuro blog aziendale o professionale.
Probabilmente, molti non saranno d’accordo, compreso quelli che si gettano a testa bassa sulla prima nicchia che gli capita (forse attratti dai guadagni e dalla popolarità dei più bravi).
Tuttavia, se non avete ancora inquadrato la vostra nicchia di riferimento, vi consiglio di non perdere tempo e di aprire un blog personale.
Autore: Alessandro Cosimetti – si occupa principalmente di consulenza aziendale nell’automotive dopo essersi occupato di marketing presso multinazionali del medesimo settore. E’ responsabile di “Blog In Azienda”, blog nato con lo scopo di diffondere la cultura del blog aziendale nelle aziende italiane. Inoltre, gestisce un blog personale con cui condivide le proprie passioni e interessi – per il TagliaBlog.
23 Risposte
Ilaria Cardani
settembre 23rd, 2010 at 09:32
1Chapeau! Grande post Alessandro: un italiano che parla di blog e di blogging con la chiarezza e l’efficacia dei migliori blogger americani.
Questo post, insieme a quello di due giorni fa dedicato a “Come aprire un blog in una nicchia che NON conosci”, mi hanno dato spunti nuovi e mi hanno fatto riflettere.
Talvolta la sensazione è quella che molti blog e molti blogger abbiano davvero annoiato, che tutti copino tutti e che anche in rete le idee buone scarseggino.
Probabilmente quel che succede è che ci sono troppi che hanno dei blog senza avere nulla (di nuovo) da dire, né a livello presonale, né a livello professionale e ci sono moltissimi che avrebbero molto da dire (tipo i nuovi autori della GenesiSaw) che per mille ragioni non si decidono o neanche pensano di aprire un blog.
Grazie mille per avermi dato questa nuova prospettiva di osservazione.
Lorenzo
settembre 23rd, 2010 at 09:34
2Mmhh qualcosa mi sfugge: chi ha scritto questo post, il taglia o Alessandro Cosimetti?
O sono la stessa persona??
Massimo Previato
settembre 23rd, 2010 at 09:43
3Ciao Alessandro!
Complimenti per l’articolo innanzitutto, e naturalmente complimenti per il tuo percorso professionale!
Mi fa tanto piacere che ti sta dando delle belle soddisfazioni!
Massimo
Roberto Merlo
settembre 23rd, 2010 at 10:23
4Bellissimo post Alessandro.
L’analisi da te fatta può essere veramente utile per dare alla propria attività online un’angolatura diversa…Questo è quello a cui ho pensato leggendo le tue righe.
Spesso siamo frenati da timori nell’intraprendere nuove attività seguendo le nostre visioni e i nostri pensieri.
Temiamo le figuracce, temiamo di non essere in grado, ci autosabotiamo.
E se invece cominciassimo ad aprire la mente e a vedere il blog come modalità espressiva straordinaria, come punto di partenza verso la conoscenza di altri mondi e di altre prospettive ne guadagneremmo a livello personale e, quel che è bello, faremmo conoscere anche agli altri nuove e variegate prospettive di crescita.
Grazie per il post
Roberto
margherita
settembre 23rd, 2010 at 10:44
5Sai che a me pè successo il contrario? mi sono trovata a far parte del blog aziendale e ho trovato la spinta e il coraggio per aprire quallo personale… che parla di tutt’altro ma che mi arricchisce, mi dà l’opportunità di sperimentare cose nuove; imparo a gestire una nicchia completamente diversa e senza scopo di lucro se non quello informativo.
Certo sono agli inizi e il lavoro mi trattiene dal dediìcargli abbastanza tempo per renderlo completamente come vorrei… ma avere due blog molto diversi insegna tantissimo su come bloggare, come interagire, come inventare!
MicScarpinato
settembre 23rd, 2010 at 12:20
6Ieri ho messo una pagina di under construction al mio sito personale perché come il mio primo blog personale era stato abbandonato. Penso che un blog poco attivo è meglio che sia chiuso.
Avevo pensato che il mio sito personale potesse essere qualcoosa di diverso da un blog, visto che scrivo già per altri blog, però questo articolo mi ha convinto a progettare bene la natura del sito e se sarà un blog dedicarmi alla sua vita.
(un blog personale riscontra dei problemi di gestione che sono dovuti alla vita personale, per cui se una persona sta male o è troppo impegnata non potrà più scrivere, bel guaio…)
Silas Flannery
settembre 23rd, 2010 at 14:40
7Sono poco esperto, ma non sono d’accordo. Il blog personale tende a basarsi sui contatti diretti, in una dimensione simile a quelle precedenti alle comunicazioni di massa. Il rapporto 1:1 che vi si genera è troppo dispendioso in termini di energie.
Certo che è difficile trovare una nicchia interessante di riferimento. Ma, ad esempio, il fatto che – per esempio – è difficile trovare soggetti cinematografici interessanti non trattiene l’industria del cinema dal cimentarsi in nuovo produzioni.
GTasco
settembre 23rd, 2010 at 15:03
8E’ da tempo che penso di aprire un blog, per il gusto di raccontarmi e condividere pensieri e opinioni con gli altri. Ottimo post, controcorrente, forse è la volta buona che mi decido.
Grazie
Alessandro Cosimetti
settembre 23rd, 2010 at 16:33
9Ciao a tutti,
grazie per i complimenti e a Davide per aver pubblicato il mio articolo.
Dando uno sguardo ai commenti, vorrei aggiungere che la vergogna e il timore di apparire con un blog personale sono ridotte al minimo. Alla gente piace interagire, altrimenti questa esplosione di social media non avrebbe mai avuto inizio.
Come ho ribadito nel post, in un blog personale le aspettative sono differenti da un blog aziendale.
@margherita, comprendo quello che ti è capitato. Molti”aziendalesi” si stanno avvicinando al blogging per parlare non solo della propria azienda ma anche delle loro passioni e interessi con un blog personale. In fondo anche loro sono umani
@Silas Flannery, non è detto che il blog debba mantenere una comunicazione diretta con ogni singolo lettore. Si possono raccogliere feedback e sensazioni per poi rielaborarle con un’ulteriore articolo. Anche questa è interazione.
Leo Babauta addirittura ha chiuso i commenti sul suo blog in quanto non aveva tempo per rispondere a tutti. Eppure il suo blog cresce ed è sempre di esempio per molti blogger nel mondo.
Gregorio
settembre 25th, 2010 at 09:07
10Bel ragionamento, anche se io ad oggi di blog aziendali, non dico ben fatti, magari lo sono, ma gradevoli e rilassanti, o utili da leggere non ne ancora incontrati
Alessandro Cosimetti
settembre 25th, 2010 at 15:36
11@Gregorio, sono perfettamente d’accordo. Sul mio blog trovi una serie di case study di corporate blog di brand italiani e nessuno di loro mostra di aver compreso la cultura del blog aziendale.
Su GenesiSaw stiamo cercando di ribaltare la cosa, almeno nel settore automotive (oltre al blog, i nostri mini corsi e guide gratuite ne sono un esempio). Non è semplice, ma pian piano ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni e i lettori mostrano di gradire la nostra linea editoriale.
√ » STRATEGIA DI BUSINESS: Senza Eì Inutile Aprire Un Blog
ottobre 13th, 2010 at 12:45
12[...] L’email che ho ricevuto questa mattina da una lettrice, titolare di una piccola impresa, mi ha fatto riflettere. In particolare, ho ripercorso le tappe del blog dell’azienda di mio fratello, nato quasi per gioco come ho raccontato nel post scritto per il TagliaBlog: Come il mio blog personale mi ha spianato la strada verso il blogging aziendale. [...]
franko
ottobre 20th, 2010 at 02:04
13Complimenti per il post. Mi permetto però di fare una domanda un po’ impertinente: sono un webmaster alle prime esperienze. Voglio e devo imparare ajax. Quanto mi può aiutare la creazione di un blog Su questo argomento? Quali vantaggi mi porterà nella scoperta di questa nuova tecnologia? O sarà solo un ostacolo?
Grazie
Alessandro Cosimetti
ottobre 20th, 2010 at 14:37
14Cosa intendi per “Quanto mi può aiutare la creazione di un blog su questo argomento?”
Lo stai forse chiedendo per avviare un blog? Perché se così fosse, non serve essere un programmatore ma avere una base di consocenza orientativa. Il valore del blog sta nei contenuti e nella capacità di relazionarsi con il pubblico (e blogosfera).
franko
ottobre 21st, 2010 at 10:04
15Diciamo che mi sono espresso male. Intendevo chiedervi quanto l’attività di blogging su un argomento che non conosco(es: Ajax) possa aiutarmi nel suo apprendimento? In definitiva, iniziare a bloggare su ajax, mi aiuterà ad apprenderlo meglio o mi farà perdere solo del tempo?
Grazie!
√ » BUSINESS BLOG: Corso OnLine Gratuito
ottobre 22nd, 2010 at 15:54
16[...] Spesso i primi passi che compie un blogger nella blogosfera, sono proprio quelli eseguiti attraverso un blog personale. Successivamente, la padronanza del mezzo e delle dinamiche portano i scrittori a realizzare dei blog aziendali. Questo almeno è quello che è successo a me, come spiegato in un post scritto per il TagliaBlog: Come il mio blog personale mi ha spianato la strada verso il blogging aziendale. [...]
Alessandro Cosimetti
ottobre 22nd, 2010 at 19:22
17#franko, bloggare per imparare va benissimo, ed è la prerogativa di ogni blog personale. Dipende dai tuoi obiettivi. Certo se vuoi guadagnarci è chiaro che devi mostrare competenze e uno status da “esperto”. Dipende da ciò che vuoi farci con un blog.
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maggio 6th, 2011 at 13:02
18[...] nella blogosfera. Nel mio caso – come ho raccontato su TagliaBlog con il post Come il mio blog personale mi ha spianato la strada verso il blogging aziendale – la mia carriera di blogger aziendale è nata aprendo inizialmente un blog [...]
Renza
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19Nei blog personali a volte trovo informazioni molto più utili che in altri siti che dovrebbero esser fatti apposta per quelle informazioni!!!
Alessandro Cosimetti
novembre 10th, 2011 at 13:02
20@Renza, infatti i blog nascono prevalentemente per un uso privato con cui molti consumatori si scambiavano (lo fanno tutt’oggi) informazioni su prodotti e servizi o per fare delle denunce soprattutto quando la stampa non offre spazio.
In seguito il loro utilizzo si è esteso anche per fare business e marketing.
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