20ago
Postato da Tagliaerbe
Tag: facebook, foursquare, gowalla

Facebook è entrato ufficialmente nell’arena dei location-based social network, come da tempo pronosticato.
E’ infatti di ieri l’annuncio della nascita di Facebook Places (in italiano, “Facebook Luoghi”), nome (guardacaso) identico ad un servizio di Google (Places, per l’appunto) che, per inciso, non è proprio omologo a quello del Libro delle Facce: semmai quello davvero identico è Google Latitude… che invece nacque a sua volta dalle ceneri di Dodgeball (quest’ultimo sviluppato da Dennis Crowley di Foursquare, e poi comprato da Big G
).
Perché Facebook non ha comprato Foursquare (o Gowalla)?
Questa è una delle domande più ricorrenti: “Facebook non faceva prima a comprare (e quindi integrare) un altro servizio già ben avviato, piuttosto che lanciare il suo “geolocalizzatore”"?
La risposta c’è: Facebook ha provato a comprare Foursquare per 120 milioni di dollari, da Foursquare han rilanciato per 150, e l’affare non è andato in porto.
E pare che Facebook si sia poi “consolato” con Hot Potato, uno dei tanti check-in service sulla piazza, costato “solo” 10-15 milioni…
In compenso, il logo di Facebook Places sembra contenere alcuni elementi copiati dai suoi rivali, come la “goccia rovesciata” (utilizzata da sempre da Google) e il numero 4 (presente sia nel logo che nel nome di Foursquare):

OK, ma come funziona Facebook Places?
Il servizio, già integrato nella nuova versione dell’app per iPhone e su touch.facebook.com (ma non ancora attivo e funzionante in Italia), ha 2 “motti”:
• Condividi la tua posizione: ogni check-in che fai comparirà nella Pagina di quel luogo, nella sezione Notizie dei tuoi amici e sulla tua bacheca. Se “tagghi” gli amici che si trovano con te, verranno inclusi nel tuo aggiornamento. Cliccando su “Qui in questo momento” ti verranno mostrati gli amici e le altre persone che hanno fatto il check-in, e che si trovano nelle vicinanze.
• Connettiti con gli amici nelle vicinanze: puoi vedere gli aggiornamenti di stato degli amici registrati nelle vicinanze. Dopo il check-in, se tocchi “Qui in questo momento” potrai vedere le altre persone presenti nello stesso posto.
L’accento non viene dunque messo sull’aspetto competitivo/giocoso (presente in ampie dosi dentro Foursquare e Gowalla); semmai grande enfasi è data al bottone “Tag Friends With You” (appena sopra quello “Check In”), che evidenzia come Facebook Places sia più orientato al networking, alla condivisione di informazioni con i propri contatti e con gli altri utenti del servizio.
Perché Facebook ha lanciato Places?
La risposta (anzi, le risposte) sono ovvie.
Iniziamo col dire che il mercato dei location-based social network pare genererà revenue per svariati miliardi di dollari da qui a pochissimo.
Motivo? gli smartphone costano sempre meno e sono sempre più diffusi (+64% di crescita annuale). E in tutti questi device il GPS viene già ora utilizzato in modo massiccio.
Dal lato suo, Facebook a febbraio dichiarava che già “più di 100 milioni di utenti utilizzano attivamente il servizio tramite dispositivi mobile nell’arco di un mese”. (P.S.: una “fonte riservata” mi dice che ora sono 130 milioni
).
E per gli inserzionisti pubblicitari, è già pronto Facebook Places for Advertisers…
Facebook Places spazzerà via gli altri location-based social network?
Bella domanda, davvero.
Dal mio punto di vista, solo col tempo noteremo come Places evolverà (o “involverà”): c’è da dire che le API, in arrivo a momenti, permetteranno ai partner di integrare Places nelle loro applicazioni, e potranno dare una bella botta alla diffusione del servizio, anche al di fuori di Facebook. Va inoltre precisato che durante l’evento di ieri sono stati annunciati vari accordi con i “concorrenti”, fra questi Gowalla, Yelp e Booyah/MyTown; più defilata appare invece la posizione di Foursquare: Dennis Crowley ha infatti dichiarato che si prenderà 1-2 settimane di tempo prima di decidere le modalità di integrazione con Facebook Places.
Inoltre, è necessario precisare che nel campo dei “geosocial” ci sono differenze sostanziali: Foursquare non è Gowalla, Brightkite non è Loopt. Anche se tutti questi servizi vengono spesso messi sotto lo stesso cappello, hanno peculiarità tali da permettere (ad alcuni di) loro di sopravvivere, nonostante Facebook Places.
Concludendo: “Chi, cosa, quando…e ora Dove” è il motto di Places, che con la geolocalizzazione chiude il cerchio (anzi, il quadrato
) dei dati che Facebook è in grado di raccogliere dalla sua enorme mole di utenti: che sia arrivato il momento di mettere mano seriamente alle impostazioni della privacy?
26 Risposte
CioboMario
agosto 20th, 2010 at 00:46
1La mania dei social network di copiarsi a vicenda si sta notando troppo negli ultimi tempi! Male, ma non del tutto dai! Poi tanto la spunterà solo chi saprà usare un ottimo marketing….
Skerozzo
agosto 20th, 2010 at 08:20
2Sinceramente l’approccio di facebook mi piace di piu’… le strategie di geo-social-gaming della concorrenza mi danno tanto ma tanto di piacere a ragazzini-nerd … ambiziosi di diventare “Major” di una discoteca o locale.
A parte questo la vedo un’ottima cosa per targhettizzare con piu’ precisione gli annunci pubblicitari, se verrà implementata questa funzione (soprattutto in Italia con gli IP sballati totalmente)
niguli
agosto 20th, 2010 at 09:33
3concordo con Skerozzo, anche potrei preferire Places di Facebook, sempre nel caso in cui si confermi un prodotto meno giocoso e più utile
Tagliaerbe
agosto 20th, 2010 at 09:49
4A primo acchito, Facebook Places mi risulta “insipido”, con lo stesso fascino di Google Latitude (vedere questo video: http://www.youtube.com/watch?v=nadysS1mL7s )… che infatti non utilizza nessuno
Ma Facebook ha dalla sua l’immenso numero di utenti, sia globale (più di 500 milioni) che mobile (130 milioni), “connessi” fra loro, e l’implementazione del check-in in quel modo può avere il suo bel senso.
evilripper
agosto 20th, 2010 at 10:05
5cioè Foursquare come ha potuto permettersi di rifiutare 120 mln, adesso voglio ridere perchè facebook ha un bacino di utenza enorme e ha molte probabilità di annientare gli altri, anche perchè per me la geolocalizzazione è una proprietà di un socialnetwork, nel senso che fb fa molte più cose di foursquare e gowalla…
Matteo
agosto 20th, 2010 at 10:33
6Non si poteva semnplicememnte trovare un’accordo con Foursquare per integrarlo (senza necessariamente comprarlo) con Facebook? Un po’ come hanno fatto con twitter?
Ne avbrebbero tratto beneficio tutti e due…
Tagliaerbe
agosto 20th, 2010 at 10:36
7@evilripper: credo che la cifra sia stata rifiutata principalmente da coloro che han messo il secondo round di soldi in Foursquare (20 milioni), e magari speravano di cavarci di più (e forse anche da Dennis Crowley, che da tempo dice che lo sviluppo di Foursquare è solo all’inizio).
Comunque Facebook Places avrà il pregio di eliminare dalla piazza un po’ di cloni, mentre chi sopravvive dovrà davvero inventarsi qualcosa di innovativo per prosperare.
Tagliaerbe
agosto 20th, 2010 at 10:41
8@Matteo: è scritto nel post: Facebook sta lavorando con i principali location-based social network; l’unico che si è preso un po’ di tempo per pensarci su è proprio Dennis Crowley di Foursquare, che forse vuole capire meglio se l’eventuale accordo possa significare la morte del suo servizio
giacomo
agosto 20th, 2010 at 12:00
9vorrei segnalare che di conseguenza sono state aggiunte delle voci nelle impostazioni sulla privacy:
Includimi tra le “Persone che si trovano qui adesso” dopo la registrazione
e
Gli amici possono registrarmi nei luoghi che visito
Quindi di fatto si può scegliere se farsi includere o meno in questa novità di FB (almeno in parte)
Personalmente non ho spuntato nessuna delle due
ciao
Alfonso
agosto 20th, 2010 at 18:50
10Che Facebook parta da una “base” di 500 milioni di potenziali utenti, non vuol dire che vincerà la battaglia, anzi potrebbe essere che il tambureggiare mediatico che si potrebbe fare di questa applicazione del gigante FB lanciata per “contrastare” e sorpassare chi è già presente in questo segmento, porti inevitabilmente pubblicità indiretta anche ai concorrenti che ad oggi “la massa” quella che poi alla fine fa arrivare ai numeri da fatturato, ancora non conosce e più di uno potrebbe essere tentato da applicazioni più inclini all’aspetto giocoso che non professionale.
Infatti non casualmente su FB hanno enorme successo applicazioni di giochi (Farmville è solo uno dei tanti esempi) e del fatto che l’accesso e l’uso a questo SN non è una cosa per professionisti o smanettoni, ma ormai anche la massaia, la nonnina 70enne o l’adolescente vi accedono e sanno cosa farci e come farlo.
Quindi a mio parere alla fine il successo arriderà chi riuscirà a mettere in condizione il numero massimo di persone di poter utilizzare questa applicazione, il fatto di riservarla solo ad utenti iPhone o Smartphone dotati è alquanto limitativo, per quanto la crescita di questi device possa essere a due cifre non credo che ne oggi e nemmeno tra qualche anno la maggioranza di utenti FB possiederà tali device, quindi a mio parere il primo programma che renderà il servizio accessibile a tutti i tipi di dispositivi mobili avrà più chance di arrivare primo.
Alessandro Sportelli
agosto 20th, 2010 at 19:22
11Se chiedo a gran parte degli utenti di facebook cosa è gowalla o Foursquare potrebbero pensare si tratti di una nuova marca di tshirt. Place avrà successo perchè è in Facebook a prescindere dal reale valore/utilità del servizio stesso.
Lato marketing va detto che Place darà luogo alla più grande condivisione di informazioni di tipo persona/luogo mai esistita. La cosa per me davvero interessante sono i dati storici (potenzialmente persusivi) ancor piu di quelli in tempo reale (intrattenimento).
Essere fan o esprimere gradimento è ben diverso dall’esser davvero stato fisiciamente in un luogo.
Tagliaerbe
agosto 20th, 2010 at 19:53
12@Alfonso: per ora il tam-tam mediatico intorno a Places ha fatto solo dei grandissimi favori a Foursquare: proprio ieri ha fatto il record di nuovi iscritti: http://twitter.com/dens/status/21633995543 , e anche l’ANSA si è accorta della sua esistenza: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2010/08/20/visualizza_new.html_1791730224.html
Se finisce al TG, siamo a posto
Alfonso
agosto 20th, 2010 at 20:59
13@Tagliaerbe, grazie dei pronti dati forniti, avvalorano una parte della mia tesi, anche se ci sarà da vedere se l’effetto continuerà, certo che se la notizia venisse rilanciata anche da quache media tradizionale, la “corsa” agli acquisti partirà e li forse diventerà fondamentale l’altro mia sensazione, se la maggioranza degli utenti si troveranno difronte al’impossibilità di usare l’applicazione semplicemente perchè non in possesso di iPhone o similari, sarà la fine della corsa…
stefan marton
agosto 21st, 2010 at 11:41
14come ha scritto alessandro anchio ho conosciuto i marchi di foursquare e gowalla su questo blog anche se non so cosa siano , facebook places si capisce al volo a cosa serve appena arriva il touch per l’italia lo provo subito sul mio diamond
Tagliaerbe
agosto 21st, 2010 at 19:23
15@stefan marton: premesso che non ce l’ho assolutamente con te, mi fa sorridere il fatto che un sacco di gente, fino a qualche giorno fa:
1) ha “snobbato” Foursquare e Gowalla (“che scemenza ‘sta cosa del check-in”)
2) ha storto il naso sul discorso privacy (“non utilizzerò mai quei servizi, mica voglio far sapere a tutti dove sono”)
Oggi esce Places, ed ecco che gli stessi personaggi non vedono l’ora di utilizzare la nuova feature di Facebook, e ne parlano già come una rivoluzione, come un successo.
Meno male che Foursquare è finito sulla prima pagina de Il Sole 24 Ore ( http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs384.snc4/44730_423405982745_628597745_5467234_3328980_n.jpg ), altrimenti qui finisce che è bello e buono solo quello che fanno i monopolisti…
Alessandro Sportelli
agosto 21st, 2010 at 20:03
16Taglia appunto, ti sei risposto da solo eheheh
Alessandro Sportelli
agosto 21st, 2010 at 20:05
17La gente conosce Facebook e nel bene e nel male è sempre la gente che decide cosa utilizzare per i più disparati motivi. Noi siamo solo spettatori.
Tagliaerbe
agosto 21st, 2010 at 20:07
18@Alessandro Sportelli: tu farai lo spettatore, a me piace fare quello che critica e, se possibile, fa di tutto per cambiare lo status quo
Alessandro Sportelli
agosto 21st, 2010 at 20:27
19Anche a me interessa modificare lo status quo ma non di certo in riferimento all’utilizzo di un social piuttosto che un altro
buona critica Taglia (e buona domenica
)
MasviL
agosto 22nd, 2010 at 14:47
20Credo che si intensificheranno le critiche per il pericolo privacy, ma anche il check-in sarà un atto volontario e quindi…
@Taglia: quando passi a Disqus per i commenti al Blog?
Tagliaerbe
agosto 22nd, 2010 at 14:52
21@MasviL: valutai tempo fa sia IntenseDebate che Disqus, ma non mi convinsero appieno… se vuoi spiegarmi quelli che ritieni siano i reali benefici del passaggio, fallo pure via email (in questo post siamo totalmente OT)
Rafael
agosto 23rd, 2010 at 02:39
22Non bastavano le foto in cui gli amici ti taggano, ora si dovra anche aver paura di dove si viene “geo-taggati”… Mi vengono in mente sopratutto le conseguenze di un uso negativo della cosa, se ad esempio tu sei a Roma per lavoro ed uno ti “geo-tagga” in uno strip club a Genova, cosa dici poi alla tua fidanzata?
The Overcloked Blog! » Post Topic » Facebook Places dice dove sei
agosto 25th, 2010 at 02:29
23[...] tali elementi si potrebbero creare nuovi servizi e, ovviamente, nuove possibilità di monetizzare. Qui è disponibile un approfondimento nel quale vengono approfondite le motivazioni, anche economiche, [...]
Il territorio digitale: Foursquare, Facebook Places, Loopt e il ritorno di Street View | Brand Care by Queimada
agosto 30th, 2010 at 06:33
24[...] HWfiles Tagliaerbe Nowmedia [...]
Facebook Places e la guerra dei location-based | Copyare
agosto 30th, 2010 at 15:13
25[...] in quel momento. Se volete avere un’analisi più approfondita, vi consiglio comunque di leggere questo post. Quello che più mi interessa, in effetti, è capire come muterà il panorama dei social network [...]
Matteo
settembre 1st, 2010 at 12:07
26@Rafael
Puoi impedire di essere geo-taggato fortunatamente
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