21lug
Postato da Tagliaerbe
Tag: metriche, social-media
Di metriche e social media se ne parla da queste parti da più di anno, ovvero da quando IAB ha diffuso un documento per cercare di definire alcune linee guida sul delicato (e discusso) tema.
Oggi torno sull’argomento grazie ad un articoletto di Mike Brown, che su Social Media Today ha sintetizzato in questo schema

3 macro-metriche sociali, ognuna delle quali presenta un aspetto sia qualitativo che quantitativo:
• Attività – è l’insieme delle azioni che hai effettuato sui vari social media: bloggare, tweettare, postare, promuoversi.
• Interattività – misura le relazioni che intercorrono con il tuo pubblico grazie alla tua presenza sui social media: follower, commenti, link, condivisioni, contenuti creati dagli utenti.
• Ritorni – qui entra in gioco il successo, diretto o indiretto, dell’attività sui social media: creazione di revenue (e le attività atte a creale), contenimento dei costi (e le attività fatte per contenerli) e tutte le altre metriche critiche dal punto di vista finanziario.
Fra gli aspetti quantitativi connessi alle 3 aree troviamo tutto ciò che si può facilmente conteggiare: numero e frequenza di post, numero di commenti, numero di fan/follower, numero di views, numero di lead/sale.
Sul lato dei qualitativi ci sono invece cose molto più difficili da tracciare con precisione: tipologia dei commenti, buzz, sentiment.
Mike Brown, in buona sostanza, ha un approccio alle metriche che lui stesso definisce di tipo “Whole Brain”, ovvero sia legato alla razionalità e ai numeri (emisfero sinistro del cervello) che alla emotività e alle sensazioni (emisfero destro del cervello):

Ma se le prime possono essere facimente misurate da uno script, per le seconde come la mettiamo?
4 Risposte
osky
luglio 21st, 2010 at 11:10
1beh non si può semplicemente considerare il sentiment come una variabile dell’equazione? se hai buoni numeri da un punto di vista quantitativo e i ritorni sono bassi, significa che il sentiment è negativo, occorrerà indagare il motivo della negatività.
rispondendo a me stesso mi sono fatto un’obiezione pratica: già ma se io ho un negozio di scarpe, interagisco come un matto e ho poche vendite quale può essere il motivo? a) prezzo alto, b) qualità scadente: entrambe queste problematiche sono sicuramente indicate dal sentiment che va indagato.
strumenti di indagine su sentiment? buzz e poll? altro?
Davide
luglio 21st, 2010 at 11:45
2Non mi piace la tabella.
Primo perchè riduce le metriche a tre blocchi diversi e secondo me non basta.
Secondo perchè su alcuni indicatori non sono d’accordo. Come fai a considerare i followers/fan come un elemento di interattività quando è ormai ben chiaro che se ti seguono – Twitter o Facebook – 20K di persone, questa misura NON VUOL DIRE ASSOLUTAMENTE NULLA.
Comunque la segnalazione del post è molto interessante. Ciao
Metriche sociali e blog « il mio blog
luglio 21st, 2010 at 23:49
3[...] Metriche sociali e blog Amplify’d from blog.tagliaerbe.com [...]
ANDREA INCALZA
luglio 27th, 2010 at 16:56
4mi permetto di aggiungere ai precedenti commenti che la formalizzazione dei social metrics sarà volubile e dinamica e anche per certi versi soggettiva per i prossimi mesi, almeno fino a quando non si riuscirà a collegare risultati tangibili di successo (profitto, riduzione dei costi, incremento dei riacquisti, dilatazione del customer lifetime, ecc.) con le suddette metriche. A quel punto, sia che esse siano quantitative che qualitative, sapremo cosa monitorare con più attenzione sempre però buttando un occhio a possibili evoluzioni e trasformazioni che nel campo social sono all’ordine del giorno.
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