
L’idea di creare un motore diverso (e antagonista) a Google la sento da anni: ricordo nomi come Wikia Search, Cuil o Wolfram Alpha.
Ricordo l’entusiasmo con cui ne sentivo parlare, ma come è andata a finire è sotto gli occhi di tutti: Google continua a godere di ottima salute, mentre dei suoi ipotetici rivali non se parla praticamente più. Ma c’è ancora chi non demorde.
Su Les Echos (articolo ripreso anche da Repubblica.it) si legge infatti che gli editori francesi si apprestano a lanciare un anti-Google News.
Il servizio, pronto entro fine anno, non sarà dunque un vero e proprio motore di ricerca, bensì una piattaforma – probabilmente la tecnologia verrà fornita da Bing e Orange – la cui priorità è quella di monetizzare i contenuti web prodotti dagli editori. Lato utente sarà possibile acquistare abbonamenti “a bouquet”, scegliendo quindi fra testate diverse fra loro.
Viene facile il parallelismo con l’Italia e con Google Newspass: ma se da noi è proprio Google che si farà carico della gestione della compra-vendita dei contenuti dei publisher, in Francia pare che governo ed editori, schierati dallo stesso lato della barricata, non abbiano raggiunto un accordo con Big G, e quindi abbiano deciso di procedere in modo indipendente.
La corsa verso i contenuti a pagamento accelera, ma stavolta io sento già puzza di Quaero…
12 Risposte
Marcello
luglio 28th, 2010 at 00:12
1Sembra uno dei soliti progetti messi in piedi più per fare soldi che per fornire un servizio innovativo e di qualità, ergo destinato a fallire ben presto..
Filippo Arosio
luglio 28th, 2010 at 00:45
2Letta così non sembra nulla di rivoluzionario, bisognerà vedere quando il progetto sarà operativo…
Comunque ormai (ma lo è quasi sempre stato) il WEB è in un ottica Free a tutti i costi per quanto riguarda le news, io vedo più facile vendere servizi premium piuttosto che vendere notizie che si possono reperire altrove senza spendere un cent…
stefano
luglio 28th, 2010 at 01:15
3Quoto marcello. Se c’è di mezzo un governo lo si fà solo per spostare soldi. Basta ricordarsi il famoso caso di Italia.it nel nostro paese.
:P
E poi, a mio avviso, c’è solo una multinazionale a questo modno che può far male a Google: Se stessa!!
Riuscire a metter su un motore di ricerca migliore di Google è come credere che i ciucci volano e la nutella non fà ingrassare!!
Mik
luglio 28th, 2010 at 02:09
4“probabilmente la tecnologia verrà fornita da Bing”
Ci metteranno le API di bing, un loghetto fatto da una stagista et voilà, nous avons le notre formidable, extraordinaire, fantastique moteur de recherche.
Giulio Giorgetti
luglio 28th, 2010 at 08:36
5Il fatto è che per il momento nessuno si è concentrato per creare una vera alternativa a Google. Google come dico da tempo ha una vecchia logica, sta apportando del tempo delle migliorie ma ha paura lui stesso di cambiare. La via del social è sicuramente una valida alternativa. Wikia Search o Ggoal seguono questo schema. Progetti come Cuil e Wolfram Alpha non mi convincono per sono una copia ottimizzata da Google ma la gente non ne capisce l’utilità. Per il resto i motori di ricerca di News li vedo invece come una nicchia di mercato, ma la vera competizione è nel creare un motore di ricerca generalista alternativo a Google, non un sito di News.
puntoblog.it
luglio 28th, 2010 at 08:56
6In un anno sento spesso di proposte anti-google.
Penso che sarà davvero difficile che per i prossimi decenni possa nascere un anti-BigG.
Forse poterbbe arrivare solamente dalla CINA. Oggi in Cina ci sono circa 400 milioni di internauti ( più dell’Europa intera ) con una penetrazione del 25%. Fra qualche anno arriverà al 50% raddoppiando quella cifra da capogiro.
Solo in quel caso, se Google non riuscirà a prendere quote importanti del mercato cinese, allora potrebbe uscire un anti-google tra i motori presenti nel mercato ad occhi a mandorla.
Sergio
luglio 28th, 2010 at 10:23
7mha… quando sento parlare di portali di vendita news rimango sempre molto dubbioso.
Uso spesso google news per cercare notizie da riportare o linkare su argomenti specifici e spesso mi capita di finire su siti a pagamento, nel caso semplicemente torno indietro e passo al sito successivo (il quale si becca un link, e magari anche qualche visita).
Secondo me chi chiude i propri articoli dietro ad una sottoscrizione, a meno di avere dei contenuti che interessino a qualcuno, in anteprima ed in esclusiva è una mossa sbagliata.
Joel
luglio 28th, 2010 at 11:54
8La gente non vuole pagare per le news, il bello di internet è che è tutto gratis. Prevedo un enorme flop anche di Google Newspass. Ma sono francesi… che ci provino
Luca
luglio 28th, 2010 at 19:46
9Fra i commenti a questo articolo ed in genere nel web, noto che tutti si scagliano contro i contenuti a pagamento.
Io non mi ritengo né a favore né contro in maniera pregiudiziale. Penso che far pagare contenuti su internet sia molto difficile, ma bisogna anche considerare che tutta la mole di notizie che ogni giorno fuoriesce dai giornali e quindi dalle news di cui parliamo, non è opera di spider automatici, ma di uomini, giornalisti, editori e di un mucchio di altra gente. Purtroppo la pubblicità in un sito di news non è efficace come nella carta stampata a livello di monetizzazione. Pertanto il futuro dei giornali online così stando non è molto roseo.
Ricordo a chi si azzarda di dire che sul web è tutto gratis, che i giornalisti, sono uomini, spesso precari che vorrebbero vivere del proprio lavoro e portare avanti la propria famiglia.
Se fosse dato che le news devono essere gratis, perché i muratori non si mettono uno sponsor sulla propria maglietta e vivono di quello e così gli impiegati, gli idraulici e chiunque sia?
Joel
luglio 29th, 2010 at 11:10
10Perché ormai in molti casi un agenzia (aka ANSA & more) crea la notizia e i vari giornali scopiazzano tutto cambiando (e sbagliando) i congiuntivi.
Oppure perché apri un giornale e trovi informazioni palesemente di parte che inficiano la validità della notizia.
Io non pago se il lavoro non è di qualità. Se l’idraulico viene a casa mia e fa danni io non tiro fuori un euro.
Se voglio un informazione non apro un giornale di carta. Apro google e mi leggo qualche blog, qualche giornale online e alla fine mi faccio la mia opinione. Ma non posso di certo pagare 10 volte per leggere 10 articoli sullo stesso tema…
Se i media tradizionali perdono così tanto traffico non può essere solo colpa de “il web è free”. Io penso ci sia qualcos’altro a monte.
Rafael
luglio 29th, 2010 at 14:43
11Per l’informazione che danno i giornali di sicuro io non pagherei…
Alessandro Venturi
luglio 30th, 2010 at 14:20
12Di solito le vere novità arrivano dalla parte opposta a quella verso cui ci si illude di scorgerle… e questo è ovvio, perché altrimenti non sarebbero “rivoluzionarie”…
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