Di quel sognatore di Andrea Pontremoli (ex presidente di IBM e attuale CEO di Dallara) ne avevo già parlato a febbraio, ma torno a scriverne anche oggi perché Andrea, qualche giorno fa, mi ha segnalato il video qui sopra (dal titolo “Bardi e Giovani”) dicendomi: “mi piacerebbe un tuo commento”.
Io non posso far altro che condensare e riaffermare con forza le sue idee.
“Lo sviluppo sostenibile passa per la tecnologia”
I giovani cercano posti qualificati, e se li trovano non sono spinti ad andarsene via. In effetti, la prospettiva per chi abita nella mia zona (alta provincia di Varese) è quella (se va bene) di fare l’impiegato o il commesso di qualche supermercato (quelli si che proliferano) … per chi vuole lavorare nel web, il vuoto assoluto (e la relativa fuga).
“Fare qualcosa per lo sviluppo del proprio territorio”
“E’ la responsabilità sociale d’impresa vera” dice Pontremoli. Purtroppo questo modo di pensare non esiste più, e lo dice uno che vive in un territorio dove le fabbriche e le aziende sono tutte scomparse da anni, dove la maggior parte della popolazione vive grazie al frontalierato: in pratica, un delicato equilibrio basato esclusivamente sui posti di lavoro che può offrire un altro stato (la Svizzera). Per tanti altri, la prospettiva quotidiana è farsi qualche ora di mezzi per andare-tornare da Milano e limitrofi.
“Ho cercato di portare la connettività in tutta la valle”
Senza Internet non si va più da nessuna parte, e la presenza di Internet crea lavoro. Un bellissimo esempio di come il lavoro/telelavoro si possa creare e sviluppare ovunque, alla faccia di chi vuole che le persone si concentrino in enormi metropoli per fare quello che potrebbero fare in qualsiasi posto del mondo (anche da casa propria, ovviamente).
“A chi vuole stabilire una nuova attività vengono dati uffici e connettività quasi gratuitamente”
Il freno alle idee e ai nuovi business è spesso di natura economica. Ben pochi hanno il coraggio di rischiare, in un paese dove almeno il 50% di ciò che guadagnamo se ne va in tasse e balzelli vari. Abbattere i costi d’ingresso per una startup può essere un grosso incentivo a buttarsi nella mischia.
“Chi lavora d’intelletto, cerca l’alta qualità della vita”
E l’alta qualità della vita non sta nelle metropoli, dove invece però si trova il lavoro. Quindi assistiamo a persone che, loro malgrado, migrano verso le città e abbandonano luoghi “a misura d’uomo”. Ma a Bardi il circolo virtuoso è stato ricreato: miglior qualità della vita -> aumento delle persone -> richiesta di servizi -> aumento dei servizi…
Concludendo
“Se è vero che nel mondo globale vincono le cose uniche, siamo proprio dei coglioni se non riusciamo a farle vincere”, conclude Andrea Pontremoli.
Io invece, da persona che vive in un paesino prealpino di 2.500 anime (e riesce comunque a campare grazie ad Internet), mi congedo augurandomi che in Italia nascano più Bardi… e possibilmente anche più Pontremoli
10 Risposte
mino
maggio 12th, 2010 at 00:40
1Sante parole.
“Lo sviluppo sostenibile passa per la tecnologia” è anche il tema del mio dottorato, da 3 anni ormai.
Se il taglia si mettesse a bloggare di questo tema si chiuderebbe un po’ il cerchio
Tagliaerbe
maggio 12th, 2010 at 09:12
2P.S.: il video completo, con altri spezzoni interessanti, è disponibile qui: http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50177684 , dal 18esimo minuto in poi
Massimiliano
maggio 12th, 2010 at 11:07
3Impossibile non notare come la lungimiranza di alcuni imprenditori illuminati, contrasti con l’arretratezza di un mondo politico ed industriale, purtroppo maggioranza nel nostro paese, che non riesce ad abbandonare una cultura ormai superata dai tempi. Questo esempio, però, ci fa capire come ognuno di noi, anche da solo, possa aiutare questo Paese a cambiare rotta nel prossimo futuro. Facciamo la nostra parte: studiamo, innoviamo, partecipiamo, restiamo informati, viaggiamo e siamo curiosi di tutto ciò che ci circonda.
YouON
maggio 12th, 2010 at 12:58
4Il governo non ha interesse a spingere la banda larga e quindi siamo fregati a stare nelle grandi città… assurdo che si debbano aspettare investimenti di privati come nel caso della Dallara.
Gregorio
maggio 12th, 2010 at 16:28
5Niente banda larga ma in compenso tanta TV digitale terrestre. Questo fine settimana dovrebbe essere la volta della lombardia e qualche altra regione
Luca
maggio 12th, 2010 at 18:04
6Io ho abbandonato una grande città da due anni e vivo nel mio paesino più a misura di persona.
Quando una volta al mese scendo in città per sbrigare qualche impiccio, vengo sommerso da una ressa furibonda. Vedo dal mio finestrino automobilisti eternamente incazzati e gente che corre frenetica.
Lavoro da casa e guadagno grazie alla pubblicità su internet. A chi mi chiede che lavoro fai, a volte non so rispondere. Alcuni mi prendono per disoccupato; mio suocero già per pensionato come lui. I vicini che mi vedono al balcone a guardare la vallata si domandano ma questo come vive nella vita?
Sapessero che i miei siti si trovano a 10.000 chilometri da me e proprio ieri analitycs mi attestava accessi da oltre 50 stati nel mondo.
A volte mi sembra magia, a volte un sogno, a volte la felicità.
Marco Chiesa
maggio 15th, 2010 at 12:47
7grazie Tagliaerbe per avermi fatto conoscere la figura di Pontremoli, le sue parole e la sua visione del mondo mi infondono ottimismo.
Quarantotto.net » Chi lavora d’intelletto, cerca l’alta qualità della vita
maggio 16th, 2010 at 21:01
8[...] qui blog.tagliaerbe.com/ 16 maggio [...]
Maurizio
maggio 19th, 2010 at 21:09
9Per chi lavora d’intelletto e cerca la qualità di vita, e non può permettersi di lavorare su internet, propongo di vivere fuori città nel paesino più contenuto e più vicino allo stesso tempo. Funziona! ;-D
Michele Vitale
luglio 15th, 2010 at 17:30
10noi ci stiamo provando, a seguire l’esempio di Pontremoli.
Facendo i contadini:
http://www.agrycult.com/2010/07/una-esperienza-rivoluzionaria/
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