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	<title>Commenti a: Perché Google Buzz ha fallito</title>
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	<description>Web Marketing Blog</description>
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		<title>Di: Tagliaerbe</title>
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		<dc:creator>Tagliaerbe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 19:39:56 +0000</pubDate>
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		<description>Il flop è stato infine ammesso oggi anche da Google: &lt;em&gt;&quot;In a few weeks we’ll shut down Google Buzz and the Buzz API&quot;&lt;/em&gt; (tratto dall&#039;Official Google Blog: http://googleblog.blogspot.com/2011/10/fall-sweep.html ).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il flop è stato infine ammesso oggi anche da Google: <em>&#8220;In a few weeks we’ll shut down Google Buzz and the Buzz API&#8221;</em> (tratto dall&#8217;Official Google Blog: <a href="http://googleblog.blogspot.com/2011/10/fall-sweep.html" rel="nofollow">http://googleblog.blogspot.com/2011/10/fall-sweep.html</a> ).</p>
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		<title>Di: Google +1, il Facebook Like di Google</title>
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		<dc:creator>Google +1, il Facebook Like di Google</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 22:05:11 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Google Buzz ha fallito in quanto servizio &#8220;insipido&#8221; e fondamentalmente inutile. Buzz è cresciuto come un aggregatore senz&#8217;anima di contenuti postati su altri social, e fa leva su una base &#8220;utenti sociali&#8221; tutto sommato modesta (rispetto a quella di Facebook e Twitter); inoltre ha avuto un bel po&#8217; di problemini di privacy, che hanno contribuito a tarpargli le ali. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Google Buzz ha fallito in quanto servizio &#8220;insipido&#8221; e fondamentalmente inutile. Buzz è cresciuto come un aggregatore senz&#8217;anima di contenuti postati su altri social, e fa leva su una base &#8220;utenti sociali&#8221; tutto sommato modesta (rispetto a quella di Facebook e Twitter); inoltre ha avuto un bel po&#8217; di problemini di privacy, che hanno contribuito a tarpargli le ali. [...]</p>
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		<title>Di: Dal Social Network al Social Circle</title>
		<link>http://blog.tagliaerbe.com/2010/04/google-buzz-flop.html/comment-page-1#comment-29731</link>
		<dc:creator>Dal Social Network al Social Circle</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 22:02:33 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Blippy ha fallito perché non ha compreso cosa vuol dire essere social. Hanno fatto un prodotto che condivide gli acquisti fatti tramite carta di credito. Hanno basato il modello sul &#8220;tutti amici, tutto condiviso&#8221;.  Questo sarà un mantra dei social fino a quando Facebook e la sua era arriveranno al termine. Nel frattempo i siti che seguiranno questo modello falliranno, come è stato per Blippy, Ping o Google Buzz. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Blippy ha fallito perché non ha compreso cosa vuol dire essere social. Hanno fatto un prodotto che condivide gli acquisti fatti tramite carta di credito. Hanno basato il modello sul &#8220;tutti amici, tutto condiviso&#8221;.  Questo sarà un mantra dei social fino a quando Facebook e la sua era arriveranno al termine. Nel frattempo i siti che seguiranno questo modello falliranno, come è stato per Blippy, Ping o Google Buzz. [...]</p>
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		<title>Di: Quando ci vuole un leader visionario</title>
		<link>http://blog.tagliaerbe.com/2010/04/google-buzz-flop.html/comment-page-1#comment-27607</link>
		<dc:creator>Quando ci vuole un leader visionario</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 23:02:57 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la superficie, però, non sono tutte rose e fiori. Google Buzz e Google Wave sono stati 2 fallimenti. Nel frattempo, Facebook è divenuta una minaccia per Google, [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la superficie, però, non sono tutte rose e fiori. Google Buzz e Google Wave sono stati 2 fallimenti. Nel frattempo, Facebook è divenuta una minaccia per Google, [...]</p>
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		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://blog.tagliaerbe.com/2010/04/google-buzz-flop.html/comment-page-1#comment-27349</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 09:22:13 +0000</pubDate>
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		<description>Io penso che lo stesso Google Buzz fosse complicato da (non dico capire, ma) inquadrare e spiegare.
Ciò che ancora ad oggi ne decreta il fallimento non è la presenza di Facebook col quale è certamente in competizione; non si capisce infatti secondo quale principio il numero di utenti di Facebook possa solamente rimanere stabile (o addirittura salire) secondo le teorie matematiche sopra riportare.
La massa critica può essere erosa poi dimezzata poi decimata.

Ed in effetti Buzz offre qualcosa di più, come si evince dalla stessa presentazione del prodotto. Puoi condividere, lo puoi fare più semplicemente, più rapidamente e con maggiore qualità (es. le immagini); ma questa massa critica non l&#039;ha nemmeno scalfita.

I motivi, a mio avviso, sono riconducibili a:

1) poco appeal: perchè è pur vero che si sono concentrati sullo sviluppare meglio la parte più funzionale di Facebook rendendola più &quot;professionale&quot;, ma è altrettanto vero che è stato tutto il contorno di svago, non funzionale, inutile a far affezionare gli utenti a Facebook. Se gli utenti avessero continuato a visitare il loro profilo 1 (o 2-3) volta a settimana come era immaginabile senza il desiderio di sfruttare qualche applicazione o in generale &quot;svagarsi&quot;, non sarebbe mai divenuto il fenomeno di massa che è oggi.
In poche parole: la torta sembra molto buona, ma senza ciliegina non ho l&#039;istinto di darle un morso.

2) l&#039;indissolubilità tra gmail e buzz: è chiaramente un aspetto positivo e direi indispensabile, per rendere il prodotto competitivo, perchè offre la possibilità di sfruttare i contatti comunemente utilizzati. Ma per chi non ha un account gmail diventa un ostacolo (anche psicologico) davvero insormontabile. Io sarei disposto a farmi un altro account per un qualsiasi  social network dalle flebili speranze di crescita... ma un altro account email, da usare attivamente (perchè altrimenti perde ogni utilità se diventa un account secondario.... faccio prima a mandare una mail da quello primario sebbene meno &quot;interattiva&quot;) no.
Non è altro che una applicazione per migliorare le funzionalità delle email in sostanza. un po&#039; la critica che si faceva a Facebook agli inizi: cosa ti permette di fare di più?!?! niente, sino a che no nè diventato un aggregatore, ma per farlo è passato attraverso la &quot;fidelizzazione&quot; dell&#039;utente.

Sorte non troppo diversa è capitata in fondo a google talk nei confronti di altri sistemi di chat storici. L&#039;aspetto innovativo era l&#039;introduzione di un&#039;agevole interfaccia web che ne permettesse un facile utilizzo anche in situazioni in cui non fosse possibile installare software aggiuntivo sul computer. Anche in questo caso l&#039;integrazione con il servizio di posta elettronica era un valore ma aggiunto, ma non presentava i medesimi risvolti negativi. Ne consegue un esito più roseo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso che lo stesso Google Buzz fosse complicato da (non dico capire, ma) inquadrare e spiegare.<br />
Ciò che ancora ad oggi ne decreta il fallimento non è la presenza di Facebook col quale è certamente in competizione; non si capisce infatti secondo quale principio il numero di utenti di Facebook possa solamente rimanere stabile (o addirittura salire) secondo le teorie matematiche sopra riportare.<br />
La massa critica può essere erosa poi dimezzata poi decimata.</p>
<p>Ed in effetti Buzz offre qualcosa di più, come si evince dalla stessa presentazione del prodotto. Puoi condividere, lo puoi fare più semplicemente, più rapidamente e con maggiore qualità (es. le immagini); ma questa massa critica non l&#8217;ha nemmeno scalfita.</p>
<p>I motivi, a mio avviso, sono riconducibili a:</p>
<p>1) poco appeal: perchè è pur vero che si sono concentrati sullo sviluppare meglio la parte più funzionale di Facebook rendendola più &#8220;professionale&#8221;, ma è altrettanto vero che è stato tutto il contorno di svago, non funzionale, inutile a far affezionare gli utenti a Facebook. Se gli utenti avessero continuato a visitare il loro profilo 1 (o 2-3) volta a settimana come era immaginabile senza il desiderio di sfruttare qualche applicazione o in generale &#8220;svagarsi&#8221;, non sarebbe mai divenuto il fenomeno di massa che è oggi.<br />
In poche parole: la torta sembra molto buona, ma senza ciliegina non ho l&#8217;istinto di darle un morso.</p>
<p>2) l&#8217;indissolubilità tra gmail e buzz: è chiaramente un aspetto positivo e direi indispensabile, per rendere il prodotto competitivo, perchè offre la possibilità di sfruttare i contatti comunemente utilizzati. Ma per chi non ha un account gmail diventa un ostacolo (anche psicologico) davvero insormontabile. Io sarei disposto a farmi un altro account per un qualsiasi  social network dalle flebili speranze di crescita&#8230; ma un altro account email, da usare attivamente (perchè altrimenti perde ogni utilità se diventa un account secondario&#8230;. faccio prima a mandare una mail da quello primario sebbene meno &#8220;interattiva&#8221;) no.<br />
Non è altro che una applicazione per migliorare le funzionalità delle email in sostanza. un po&#8217; la critica che si faceva a Facebook agli inizi: cosa ti permette di fare di più?!?! niente, sino a che no nè diventato un aggregatore, ma per farlo è passato attraverso la &#8220;fidelizzazione&#8221; dell&#8217;utente.</p>
<p>Sorte non troppo diversa è capitata in fondo a google talk nei confronti di altri sistemi di chat storici. L&#8217;aspetto innovativo era l&#8217;introduzione di un&#8217;agevole interfaccia web che ne permettesse un facile utilizzo anche in situazioni in cui non fosse possibile installare software aggiuntivo sul computer. Anche in questo caso l&#8217;integrazione con il servizio di posta elettronica era un valore ma aggiunto, ma non presentava i medesimi risvolti negativi. Ne consegue un esito più roseo.</p>
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