
Certamente conoscerai la teoria dei 6 gradi di separazione, in base alla quale tra noi e qualsiasi altra persona che vogliamo contattare sulla Terra ci sono non più di 5 “intermediari”.
Oggi ti vorrei invece esporre una mia teoria, che dimostra come sul web i gradi di separazione fra gli individui non esistono (o quasi).
Zero gradi di separazione
Più volte mi hanno chiesto cose del tipo “come sei riuscito ad intervistare così tante persone ?”, o anche “come sei riuscito ad entrare in contatto con certi miti (del web marketing/SEO)”?
Bella domanda
Non sono assolutamente popolare nel web (soprattutto nel web anglofono) e sono anche piuttosto timido, ma nel tempo ho sviluppato alcune tecniche che mi hanno portato a raggiungere praticamente chiunque abbia un indirizzo email (più o meno pubblico); ecco come opero.
Prerequisiti
Prima di contattare direttamente qualche personaggio di un certo livello, ci sono almeno 2 cose da tenere in considerazione. Bisogna:
• avere un sito/blog (e un profilo sui social) di un discreto peso. Conosco diverse persone che fanno un check immediato (di tipo quantitativo/qualitativo) dell’interlocutore che hanno davanti. Vanno su LinkedIn per capire chi sei, controllano il PageRank/Alexa Rank del tuo sito, verificano numero e contenuto dei post che scrivi sul tuo blog. Il mio consiglio è quindi quello di provare a scalare certe vette solo si ha una preparazione adeguata, altrimenti meglio rimandare a quando si ha qualcosa di interessante da “portare in dote”.
• saper scrivere una email di presentazione in un modo decente. Dovrà essere senza errori/refusi, evitando un linguaggio troppo “gggiovane” (=evita le k e le faccine a raffica). Se il tuo interlocutore è anglofono e (come il sottoscritto) hai qualche problemino a scrivere in un inglese corretto, ti consiglio di studiare un po’ di email commerciali.
Modus Operandi:
Se si rispettano i 2 “prerequisiti”, si può procedere nel tentativo di approccio in questo modo:
• informati bene sul personaggio che vuoi contattare. E possibilmente cerca di avere un sito/blog a tema con gli interessi/passioni del tuo interlocutore. Studia il suo profilo (i personaggi molto noti hanno spesso una pagina su Wikipedia), e quindi preparati all’azione.
• cerca l’email del personaggio. Non è così difficile: anche se il tipo sembra inarrivabile, molto spesso sul suo sito/blog è presente una pagina tipo contact o about me, nella quale si trova l’email o un form. Se non ci fosse, si può procedere cercando l’email tramite whois.
• manda una email personalizzata. Prepara una email cordiale, stringata ma accurata. Presentati molto brevemente, fai la tua richiesta (con estrema delicatezza), e ringrazia anticipatamente per l’attenzione che vorrà dedicarti. Io mi gioco pure un asso nella manica
: quando chiedo una intervista, linko la sezione del mio blog che contiene (attualmente) più di 50 interviste. Della serie se già 50 persone hanno risposto alle mie domande, perché non dovresti farlo pure tu?
• prepara in anticipo un buon set di domande. Se ti arriva una prima risposta alla tua email, non è garantito al 100% che riuscirai ad ottenerne altre. Molto spesso i personaggi molto noti sono anche molto impegnati, e quindi non saranno in grado di rispondere a decine di domande, se non in modo molto superficiale. Meglio quindi formularne poche, possibilmente inedite e curiose, ma buone.
• ringrazia. Se ottieni la tanto agognata intervista, non appena la pubblichi manda un link a chi te l’ha rilasciata. Quasi sicuramente ringrazierà, e se sei molto fortunato lascerà pure 2 righe nei commenti
Per riassumere: il Web 2.0 è fatto di rapporti, di relazioni, di connessioni. Le persone oggi sono online anche per ascoltare, non solo per parlare. Tira quindi fuori la tua migliore faccia di bronzo, salta tutti gli intermediari, e buttati senza paura sulla tua preda.
13 Risposte
Michele
marzo 15th, 2010 at 08:54
1Tutto vero, confermo che è come dici … io personalmente ho cercato per adesso nomi non famosissimi da intervistare nel mio blog (quelli importanti mi sto attrezzando epr delle videointerviste
) ma tutti si sono resi disponibili e cordiali.
Teniamo presente poi che possiamo contare su un valido backlink che se arriva da fonti autorevoli è sempre gradito …
A presto
Michele
clikkiamo.it
Alessandro Sportelli
marzo 15th, 2010 at 08:57
2Simpatica la leva della riprova sociale…funziona proprio sempre
Senti Davide e nel titolo della mail cosa ci metti? Sai che tante volte è proprio il titolo a fare la differenza tra una mail aperta ed una cestinata
Chameleon Copywriter
marzo 15th, 2010 at 09:54
3Bel post, quasi motivazionale direi.
Alessia
marzo 15th, 2010 at 09:55
4Sono d’accordo con te in tutto ciò che hai scritto! Volevo anche aggiungere che , molte volte, le interviste potrebbero arrivare quando meno te lo aspetti! Solo l’altro giorno ho incontrato un ragazzo simpaticissimo su youtube che mi ha concesso un intervista sull’home cockpit che aveva costruito….e non era per niente premeditata. E’ arrivata e io l’ho colta immediatamente
Ilaria Cardani
marzo 15th, 2010 at 10:10
5“Il Web 2.0 è fatto di rapporti, di relazioni, di connessioni. Le persone oggi sono online anche per ascoltare, non solo per parlare.”
E’ vero, verissimo e questa è la vera rivoluzione del nostro tempo.
Personalmente credo che tutto ciò (il Web 2.0 e quello che comporta) sia una delle cose belle della vita, una delle cose per cui vale la pena vivere.
E chi non è online per ascoltare, non vale la pena che parli e dunque meglio lasciar perdere il fatto di intervistarlo.
KDeP
marzo 15th, 2010 at 10:46
6Solitamente quando scrivo in inglese mi faccio controllare e correggere le email da un’amica insegnante di lingue.
Per evitare di romperle le scatole in continuazione, quando non la disturbo, uso una frase che mi tira fuori dagli impicci se sbaglio a scrivere qualcosa.
La mia formula segreta di introduzione è: …Sorry for my bad English, i am italian.
Quando utilizzo questa frase, spesso nella risposta leggo: non ci sono problemi, il tuo inglese è sicuramente migliore del mio italiano.
Inoltre per avere maggiori probabilità di ricevere risposta credo sia importante essere diretti, concreti, essenziali.
Non ho potuto fare a meno di notare che inglesi e americani (parlo di personaggi di spessore) rispondono sempre alle email.
Alcuni ci mettono anche diversi giorni prima di farlo, altri replicano quasi in tempo reale.
In ogni caso se la tirano molto meno di parecchi personaggi della blogosfera italiana.
Ilaria Cardani
marzo 15th, 2010 at 11:00
7“Se la tirano molto meno di parecchi personaggi della blogosfera italiana”: questo è cosi’ ed è sempre stato cosi’ anche al di fuori della blogosfera e di internet .
Gli anglosassoni sanno quanto è importante l’immagine per il successo e la retribuzione e sanno esattamente come gestirla e quali sono le leve davvero importanti.
Gli italiani, no: sono convinti che l’ego sia piu’ importante e sono legati a una visione medievale (parlo letteralmente) dei rapporti tra persone.
Damiano Congedo
marzo 15th, 2010 at 12:14
8Vero vero, ho avuto la possibilità di intervistare numerosi gruppi musicali proprio con metodologie simili di comunicazione. Il web è una grande fortuna
Fabio
marzo 15th, 2010 at 16:28
9Posso aggiungere una cosa?
Puntate in alto: Il mio blog non è (era, non l’ho più) particolarmente conosciuto, però ho intervistato Jeremy Schoemaker (che ha anche commentato sul blog), John Chow (a lui ho potuto fare solo tre domande), Skellie Wag, Kevin Muldoon, Daniel Scocco… Tutta gente disponibilissima (solo Darren Rowse mi ha dato buca). Personalmente invio le domande nella prima e-mail di contatto, così non devo disturbare due volte.
E poi un retroscena: sono arrivato a pochissimo da avere un’intervista da Matt Mullenweg… La sua segretaria mi aveva dato la sua disponibilità, ma alla fine deve essere stato impegnato e non ha risposto. Ho insistito un po’, poi ho lasciato stare. Peccato, sarebbe stato un bel colpo!
Emanuela De Vecchi
marzo 16th, 2010 at 16:46
10Quindi chi è il prossimo? Bill Gates?
Tagliaerbe
marzo 16th, 2010 at 17:16
11@Emanuela: beh, una volta arrivato ad Obama: http://blog.tagliaerbe.com/2008/06/sullinutilita-dei-social-network.html , chi mi ferma più?
sara
marzo 24th, 2010 at 10:26
12Ora c’è un nuovo esperimento per scoprire se è vero: http://www.digrii.com Attraverso questo social network è possibile valutare direttamente il proprio grado di connessione con chiunque al mondo!
Geolocation Wars: e in Italia?
maggio 10th, 2010 at 00:01
13[...] Davide, urgono ripetizioni sulla teoria dei zero gradi di separazione!! [...]
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