
Un decennio fa, la maggior parte di noi usava Altavista o altri motori simili per effettuare le ricerche sul web. Nessuno si lamentava circa l’enorme quantità di spam e di “rumore” che si trovava fra i risultati perché sapevamo che non c’erano alternative. Poi è arrivato Google col suo PageRank, che ha avuto un grosso effetto sulla qualità delle ricerche su Internet. Improvvisamente (e fu una cosa davvero improvvisa) non si poteva più immaginare di tornare ad Altavista e alle sue SERP: per i dettagli di quella storia, ti consiglio il libro The Search: How Google and Its Rivals Rewrote the Rules of Business and Transformed Our Culture di John Battelle.
Il “paesaggio sociale” di oggi mi ricorda quello del search del 1999. E’ un gran casino, ma non ci si lamenta più di tanto perché sappiamo che non ci sono alternative.
Tutto è decentralizzato, e nessuno lavora per centralizzare. Ho foto su Flickr, Posterous e Facebook (e anche un paio su MySpace), recensioni su Yelp (ma recensioni di film su Flixster), location su Foursquare, Loopt e Gowalla, aggiornamenti di stato su Facebook e Twitter, e video su YouTube. Ho dozzine di social graph su dozzine di siti, e ricordare quali amici mettono le loro foto su quale sito è una sfida enorme.
E la quantità di spam e il nonsense generale che sta inondando tutti questi servizi è devastante. Come utente, spendo troppo tempo ad estirpare le erbacce per trovare le poche gemme di contenuti reali scritti da persone che mi interessano.
E finisco per perdere un sacco di contenuti importanti che voglio conoscere.
Qualcuno, prima o poi, ci aiuterà a dare un senso a tutti questi servizi, aiutandoci a separare il rumore dal segnale. Non so chi ha intenzione di farlo, e certamente non so come lo farà (se fossi capace io l’avrei fatto, invece di stare a scrivere su questo problema). Ma ad un certo punto uno dei “giganti di Internet”, o qualche nuova startup mai sentita, arriverà a risolvere questo casino.
Spero avvenga nel più breve tempo possibile. Perché i social oggi assomigliano ai motori di un decennio fa. Non funzionano, e aspettano solo qualcuno che li sistemi.
Fonte: Social Today Feels Like Search A Decade Ago: Lots Of Noise And Lots Of Spam, di Michael Arrington.
16 Risposte
graficando
febbraio 25th, 2010 at 06:22
1A tale proposito penso sia meglio occuparli di 2 al max 3 social … pochi ma seguiti bene.
Sir Vester
febbraio 25th, 2010 at 07:32
2So di essere controcorrente ma io sono uno di quelli che usava Altavista e ci si trovava davvero bene. Conoscevo tutti i comandi (come conosco ora quelli di Google) e difficilmente non trovavo quello che cercavo.
Anzi, per certi versi Altavista lo preferivo a Google (SIC!).
Inizialmente infatti passai da Altavista a Google solo per la maggiore capacità di indicizzazione (intesa come milioni di pagine indicizzate) e non certo per la qualità superiore dei risultati forniti.
Comunque stiamo parlando di un tempo in cui lo spam non era ai livelli di oggi, non esistevano spambot, splog et similia, SEO e black hat SEO erano cose praticamente sconosciute, etc.
Oggi, da vecchio sviluppatore, dico che gli algoritmi, per quanto ben congegnati, sono fallaci. Infatti Google non riesce a scrollarsi di dosso un sacco di immondizia e i risultati organici sono assai lontani da fornire – all’utente medio – quello che cerca. Non so se non ci riesce o non vuole (AdWords è un ottimo introito, no?) alla faccia dei 200 e passa fattori di ranking e dei nuovi algoritmi al caffè.
Alessandro Sportelli
febbraio 25th, 2010 at 08:58
3Dipende sempre dal punto di vista di ognuno ed in particolare della gente che non lavora nel nostro settore… per loro probabilmente il social è bello perchè è così come’è (altrimenti forse non avrebbe neanche il successo che ha). La cosa che non condivido è la ricerca di contenuto utile sui social… se li usi con questo obiettivo allora auguri
Chameleon Copywriter
febbraio 25th, 2010 at 09:37
4Mah… io vedo solo diversificazione e un mercato naturalmente più competitivo, sicuramente non vedo la necessità di crearsi account su decine di social network, a meno che non lo si faccia per puro divertimento e si abbia un sacco di tempo libero. Per fare business o comunque per dare visibilità alla propria attività/ai propri contenuti online o anche solo per stare in contatto con gli amici non c’è bisogno di frammentarsi tra mille portali.
Ennesimo post sui (contro i) social e un po’ nostalgico (addirittura rimpiangere Altavista mi sembra eccessivo).
In 10 anni nulla è più come prima, e meno male aggiungerei.
Dario Ciracì
febbraio 25th, 2010 at 10:13
5E’ vero ci sono sempre più social media e gestirli tutti assieme sta diventando impossibile, anche a causa del poco tempo a disposizione.
Io sono però dell’idea che bisogna dividere i social media dai motori di ricerca; nel senso io per cercare qualcosa continuerò ad andare su Google, mentre per gestire relazioni e avere news e informazioni pertinenti i miei interessi userò Facebook come “catalizzatore” di social media.
Poi sono dell’idea, come diceva il primo commento, che è bene essere attivi solo sui più importanti e non su tutti, molti servizi alla massa sono sconosciuti.
Joel
febbraio 25th, 2010 at 10:36
6Ciao,
io penso che il problema nasca dall’incapacità dell’utente di usare i servizi che gli vengono proposti. Molti siti offrono funzionalità uniche ma limitate. Ad esempio su YouTube carichi video ma non fai discussioni (i commenti dei video praticamente inutili).
Servirebbe un contenitore che ti permetta l’accesso veloce a questi servizi filtrandone in modo efficace i contenuti. Cosa purtroppo non facile, nonostante i tentativi in questo senso.
Personalmente, uso il singolo servizio (video/foto sharing, etc) quando ho bisogno di qualcosa di estremamente specifico. Se voglio “limitarmi” a socializzare, uso l’unico social che ti permetta di sentire il respiro del web senza sentire il rumore (aka spam).
Meemi.it
P.S. Taglia è un pezzo che volevo segnalartelo ma mi dimentico sempre. Con chrome metà del nick di chi commenta si nasconde sotto il box con il numeretto
Attilio Viscido
febbraio 25th, 2010 at 11:15
7Hey avete parlato di Meemi
?
Se ci entrate non ne uscirete piu, ve lo giuro
graficando
febbraio 25th, 2010 at 11:31
8… @Attilio Viscido : peggio della galera a vita
(scherzo ovviamente)
Attilio Viscido
febbraio 25th, 2010 at 11:42
9hehe no scherzi a parte, Meemi è qualcosa di innovativo. Sia nelle funzionalità che nella community.
C’è aria di casa in Meemi, e nessuno ti snobba.
fcoraz
febbraio 25th, 2010 at 12:21
10Più la SERP è piena di spam, più gli Adwords diventano utili e quindi vendibili?
Mareforzanove
febbraio 25th, 2010 at 15:12
11un po di sana caciara social non ha mai fatto male a nessuno
Mik
febbraio 26th, 2010 at 01:36
12Ma che bello, tutte le informazioni personali ben organizzate, scrivi il nome di una persona e ti appare tutta la sua vita.
Una manna per fare stalking, social engineering, spionaggio industriale, furti di identità, truffe …
Seo Anziano
febbraio 26th, 2010 at 09:22
13Non crederei troppo nell’avvento di un qualche futuro “Gigante Internet” in grado di risolvere il problema dello spam nei Social. Lo spam/il rumore, nel Social come nel Search, non è molto diverso dall’inquinamento del pianeta.
Può essere risolto soltanto attraverso un rinnovamento morale degli utenti, delle persone che usano questi strumenti.
In particolare di quel 20% di spammers che, per la legge di Pareto, produce l’80% dello spam totale.
I motori/macchine/software, per quanto intelligenti e raffinati dal continuo confronto con gli spammers, non potranno mai risolvere il problema alla radice.
Il problema è di ordine morale/etico pittosto che tecnologico.
graficando
febbraio 26th, 2010 at 10:52
14@Seo Anziano – Giusto! ma nel frattempo vediamo di rendere la vita difficile agli spammers con difese tecnologiche (e non) sempre più efficienti … altrimenti troppo facile .. no?
Chameleon Copywriter
febbraio 26th, 2010 at 11:36
15“Lo spam/il rumore, nel Social come nel Search, non è molto diverso dall’inquinamento del pianeta.
Può essere risolto soltanto attraverso un rinnovamento morale degli utenti, delle persone che usano questi strumenti.” This.
Alessio
febbraio 27th, 2010 at 13:18
16la duplicazione degli stessi contenuti è disarmante, ma in fondo un sito (ad esempio) pubblica i suoi contenuti su diverse “piattaforma” facebook, twitter, feed, bla bla bla in realtà nella speranza di “acchiappare” utenti che predilgono un sistema piuttosto che un altro… in fondo non c’è nulla di male… ma il ridicolo effettivamente sta nel continuare ad aggregare e riaggregare gli stessi dati… io aspetto con ansia gli aggregatori degli agreggatori degli aggregatori dei feed dei siti
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