Quando il modello di business non c’è (ma ci sono sogni e passione)

Hai presente l’insegnamento che ti vanno ripetendo tutti i venture capital (perlomeno in Italia)? che una buona idea deve essere profittevole. Deve aver dietro un ottimo business plan (e un ottimo team). Deve permettere di decuplicare (o magari centuplicare) l’investimento iniziale in pochissimi anni.

Io invece, nonostante l’età, continuo a preferire il concetto di sogno. Mi piace pensare che uno ha un sogno, lo trasforma in progetto, lo presenta ad un investitore, e chi mette i capitali fa in modo che questo sogno possa avverarsi.

Mi piace ascoltare video come quelli qui sotto, dove si parla di difficoltà, di fiducia, di umiltà, della forza del trascinare (rispetto allo spingere), del seguire la propria passione.







E soprattutto si parla di sogni.

“La forza del sogno è quella di disegnare qualcosa dove agli altri vogliono essere”, esordisce Andrea Pontremoli nel video.

Queste le parti più “ispiranti” (ho inserito alcune piccole modifiche per rendere il discorso più filante):

“Sotto il monumento di Cristoforo Colombo che si trova a Lisbona, qualcuno ha scritto: “in fondo si era perso”. Colombo ha raccontato una bellissima storia sul fatto che voleva andare in India, in molti l’hanno seguito, ma in fondo si era solamente perso, aveva sbagliato completamente.

Questa è la forza del sogno: magari puoi arrivare a fare cose grandissime, partendo da presupposti sbagliati. E’ la capacità di aggregare gli altri intorno al sogno che fa la differenza.

Ci sono storie che sono belle viste a posteriori. Anche Obama non so se l’aveva pensata così quando ha cominciato: sicuramente ci vuole il sogno, ci vuole la passione e la capacità di aggregare molti intorno a questo sogno. E alla fine può essere che le soluzioni vengano fuori da altri e non da te.”

Mi dirai che sono belle parole, ma che alla fine con i sogni non si mangia.

E allora spiegami chi è quel pazzo che ha messo 500.000 dollari in Facebook nel 2004, e quell’altro che ne ha messi 12,7 milioni nel 2005, ben prima che Facebook riuscisse ad incassare qualche euro (credo iniziò a monetizzare seriamente solo a partire dallo scorso anno).

Oppure parliamo di coloro che hanno scommesso, nel 2007, 5 milioni di dollari su Twitter, azienda che solo nel 2009 ha raggranellato un pò di soldini grazie ai deal con Bing e Google.

Mi devi spiegare perchè il venture italiano non vuole rischiare, perchè preferisce investire su un qualcosa di già visto/sentito altrove, qualcosa con un rischio assai limitato (e che probabilmente avrà un successo, se lo avrà, altrettanto limitato).

Io preferisco sognare.

25 Comments

  1. ------ >>>>> Francesco Martino 3 febbraio 2010
  2. MarcoTogni.it 3 febbraio 2010
  3. Francesco Caruccio 3 febbraio 2010
  4. Alessandro Sportelli 3 febbraio 2010
  5. Gae79 3 febbraio 2010
  6. IceMat89 3 febbraio 2010
  7. Alexabbi 3 febbraio 2010
  8. Arvey 3 febbraio 2010
  9. Alessandro Giagnoli 3 febbraio 2010
  10. Wolly 3 febbraio 2010
  11. Lorenzo 3 febbraio 2010
  12. Emanuela De Vecchi 3 febbraio 2010
  13. Alessio Di Domizio 3 febbraio 2010
  14. zetaraffix 3 febbraio 2010
  15. Fabietto's Art 3 febbraio 2010
  16. Davide Galli 3 febbraio 2010
  17. KDeP 3 febbraio 2010
  18. dario 3 febbraio 2010
  19. capobecchino 3 febbraio 2010
  20. Andrea Pilotti 3 febbraio 2010
  21. luca 12 febbraio 2010
  22. Zerofolle 7 marzo 2010
  23. Brunella 11 agosto 2010
  24. Brunella 11 agosto 2010
  25. Spataro 18 agosto 2010

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