Ti sarà sicuramente capitato di trovare in una SERP di Google un paio di risultati raggruppati in questo modo:

Si tratta dei risultati indentati (o indented listings, come dico gli anglofoni), ovvero di 2 risultati facenti capo allo stesso “terzo livello” (Google raggruppa solo URL di domini di terzo livello identici, come due post inclusi in blog.tagliaerbe.com, e non un post di blog.tagliaerbe.com e una pagina web di www.tagliaerbe.com), che Google mette l’uno accanto all’altro quando questi si trovano nella “stessa decina”.
Mi spiego meglio, utilizzando anche i “consigli video” di SEOmoz:
Se per una determinata query una pagina del tuo sito ha un risultato “da primo posto” e un altro che, secondo gli algoritmi di Google, merita una posizione compresa fra la seconda e la decima, ecco che Google raggruppa i 2 risultati mettendoli uno accanto all’altro.
Puoi facilmente capire il potenziale della cosa a livello di CTR: se riesci a “monopolizzare” 1/5 dei risultati naturali della SERP, è molto più facile che qualcuno clicchi sui tuoi risultati, piuttosto che su altri (che occupano solo 1/10 della pagina di Google): in pratica, grazie agli indented listings puoi esattamente raddoppiare la probabilità di prendere un click su un tuo URL.
A ciò si aggiunge “l’effetto calamita”: se (ipotesi) abbiamo il nostro URL al primo posto e riusciamo a piazzarne un altro al decimo posto (per la stessa query), quest’ultimo verrà “calamitato” al secondo posto e indentato sotto il primo. Non male, vero?
Come riuscire ad ottenere i risultati indentati
Come si diceva sopra, per fare in modo che i 2 risultati risultino indentati devono essere piuttosto ravvicinati. Per esempio, non possono essere uno fra il primo e il decimo, e un altro fra l’undicesimo e il ventesimo: devo essere dentro la stessa “pagina” (per “pagina” si intende la divisione standard che Google fa delle sue SERP, che sono normalmente divise in gruppi di 10 risultati per pagina).
Ecco quindi che per ottenere l’indentazione del risultato più “lontano” devo fare in modo di “avvicinarlo” a quello meglio posizionato. Come fare?
1. Innanzitutto, devi trovare 2 pagine del tuo sito che siano indicizzate (e ben posizionate) in Google per la stessa parola chiave. Per fare ciò, è sufficiente aprire Google e scrivere una formula del tipo “keyword di mio interesse site:dominiodelmiosito.com”; in risposta otterrai un elenco di URL “papabili”.
2. Verifica ora che un tuo risultato sia nei primi 10 posti, e un altro entro i primi 20 (più sono vicini, meglio è). Per allargare la ricerca da 10 a 20 risultati, è sufficiente inserire &num=20 in coda alla query (oppure entrare in Ricerca avanzata e abbassare la prima tendina in alto a destra): se effettivamente i 2 risultati sono presenti uno per pagina, la visualizzazione che otterrai nella “pagina da 20″ ti mostrerà già “l’effetto calamita”! (questo esempio, tratto da How to Identify Indented Listings Opportunities), ti chiarirà le idee:)

3. Ora devi trovare il modo di “far salire” il risultato in seconda pagina: potresti (ad esempio) linkarlo dall’altra tua pagina meglio posizionata, oppure fare un po’ di link building da altri siti che controlli / con cui sei in contatto.
Ci sono controindicazioni?
Si, una controindicazione c’è: se la pagina meglio posizionata aveva un ottimo livello di click e conversioni, potrebbe perderne una parte a favore dell’altra pagina, quando questa finirà nella posizione immediatamente sotto (o, peggio, immediatamente sopra, se esageri un pò troppo con i link
). Pertanto dovrai fare in modo che la somma delle conversioni prodotte dalle 2 pagine sia superiore (o almeno uguale) alle conversioni della singola pagina, altrimenti togli i link e lascia tutto come prima.
Buona indentazione!
23 Risposte
DanielSan
novembre 27th, 2009 at 00:13
1Grazie mille per le perle
Andrea Moro
novembre 27th, 2009 at 00:16
2Bel post. Rand ti ha dato una mano. Un piccolo appunto (personale) io li ho sempre chiamati aggregati e non indentati, e anche i miei colleghi inglesi con i quali lavoro sembrano seguirmi sulla stessa lunghezza d’onda.
Siamo sicuri che Rand non se ne sia uscito con un termine nuovo e ora tutti lo seguiranno a pappagallo?
regole-seo
novembre 27th, 2009 at 00:55
3Davvero un’ottima chicca!
La cinguetto su twitter
caruccioweb
novembre 27th, 2009 at 01:43
4Bella questa, non l’avevo mai sentita. Grazie mille, veramente utilissima.
http://bookmark.giorgiotave.it
novembre 27th, 2009 at 09:00
5Risultati indentati e effetto calamita in Google…
Come sfruttare l’effetto calamita per indentare i risultati in SERP e aumentare il numero di click….
Tyrser
novembre 27th, 2009 at 09:13
6:-O
Stai dicendo che per migliorare il posizionamento di una pagina “basta” mettere qualche link? Magari da altri siti fatti apposta per linkare il tuo main site? E tutto il discorso sul contenuto, sull’user king etc…
Tagliaerbe
novembre 27th, 2009 at 09:21
7@Tyrser: no, la logica è un pochino diversa.
Intendo dire che se (ad esempio) per una determinata query sei già posizionato al primo e all’undicesimo posto, servirà probabilmente una piccolissima “spinta” per far passare il risultato che si trova undicesimo al decimo posto.
E quando questo si troverà al decimo, “l’effetto calamita” lo porterà al secondo posto
Gae79
novembre 27th, 2009 at 09:23
8Che bella dritta! Questa la posto su tutto!!!
Tyrser
novembre 27th, 2009 at 09:29
9@Tagliaerbe
Ciao! Ero volutamente estremo
Quindi tutto è subordinato al fatto di avere già una pagina tra le prime 10 e di “spingere” una seconda a salire per “attaccarsi” alla prima.
Pero’ se la seconda supera la prima (che dovrebbe essere quella più “sensata” delle due per il sem) vuol dire che quello che cambia davvero il posizionamento sono i link e solo i link. Ma vado OT.
MasterDany
novembre 27th, 2009 at 10:49
10Ho provato a farlo tempo fa e con ottimi risultati ovviamente per la mia inesperienza in questo metodo sono incorso nelle controindicazioni.
La pagina che ha avuto l’effetto calamita ha sorpassato la prima.
Comunque bell’articolo!
Ciao
Guadagnare online
novembre 27th, 2009 at 11:06
11Ma non avevi detto che non volevi occuparti più di SEO?
Scherzo ovviamente, ottima dritta, non sapevo che si chiamassero “Risultati indentati”!
Dario Salvelli
novembre 27th, 2009 at 13:11
12Indentati però è bruttissimo (d’altronde tradurlo in altro modo non si può), meglio usarlo in grafica. Bel posto comunque!
Mik
novembre 27th, 2009 at 15:31
13Ma il primo posizionato non potrebbe subire conseguenze dello sforzo compiuto per attirare il secondo link?
Esempio
Periodo X
1°) http://www.miosito.com/pagina1
2°) http://www.sitoconcorrente.com
…
12°) http://www.miosito.com/pagina2
Periodo X+1
1°) http://www.sitoconcorrente.com
2°) http://www.miosito.com/pagina1
3° identato) —– http://www.miosito.com/pagina2
Carlotta
novembre 27th, 2009 at 15:37
14Sperimenteremo.. dopo anni sono riuscita ad avviare la mia attività, il mio sito è un neonatino che ha poco meno di un mese… spero di testare questi indent a breve…
Grazie come sempre per la chicca!
Filippo A.
novembre 27th, 2009 at 18:36
15Da tempo per i miei siti sfrutto questa possibilità di google
comunque ottima descrizione dell’ argomento ^^
Fotografo Matrimonio
novembre 28th, 2009 at 05:52
16Molto interessante, soprattutto per chi cerca una copertura territoriale.
Grazie.
Rocco
novembre 28th, 2009 at 12:49
17Bella spiegazione dell’argomento,
ma secondo la mia personalissima opinione , preferirei puntare su una sola pagina, perchè? Secondo me non ne vale la pena “attaccare” le due pagine perchè si avrebbe una perdita in conversioni ecc. per “attaccare” una pagina che non serve( nella maggior parte dei casi io , nella mia famiglia , e molti amici quei link secondari nemmeno li guardano)
Che cosa sono i risultati indentati
novembre 29th, 2009 at 11:48
18[...] Per saperne di più, leggi l’interessante articolo di Tagliaerbe. [...]
scarpetta
novembre 29th, 2009 at 20:42
19approfitto di questo post, per sottoporre un dato che forse vi è sfuggito o che io sto sovravalutando. Nelle ultime settimane, Google ha variato un po’ le serp. Ora non si trovano più 2 link indentati, ma addirittura 3 se non di più. Un vera fortuna/sfortuna a seconda dei casi.
Ho cercato di capire quale fosse il meccanismo che unisse 3 link insieme ma invano. Sono riuscito solo a individuare le categorie.
In pratica se si cercano dei brand (evidentemente molto popolari), Google mette insieme 3 link indentati. Faccio un esempio: Mattel Barbie. Potete immaginare quale vantaggio sia per un sito che ha proprio quel dominio. Ovviamente potete fare altre ricerche e verificare.
La mia domanda è come scardinare questo e rompere la catena?
Sunday Morning #11 | My Social Web
dicembre 15th, 2009 at 08:55
20[...] Risultati indentati (in Google) e tecniche SEO – Tagliablog ci illustra come ottenere e ottimizzare i risultati delle SERP “indented”. [...]
Adriano Cotella
febbraio 3rd, 2010 at 11:55
21Esperimento riuscito! Grazie Tagliaerbe per le dritte.
Ecco i dati: avevo 2 pagine indicizzate con una keyword (secondaria per il mio sito ma perfetta per l’esperimento).
La pagina1 era in 5° posizione assoluta mentre la pagina2 era in 27°.
Ho semplicemente aggiunto un link che puntava alla pagina2 su una pagina (con PR4) di un altro mio sito.
Dopo un paio di mesi oggi mi ritrovo con:
pagina1 al 4° posto
pagina2 al 5° posto (indentato)
La pagina2 è passata prima dal 27° al 21° posto e quando è entrata nelle prime 20 posizioni è stata calamitata dalla pagina1.
Grazie Taglia!
Seo, risultati indentati e piccole soddisfazioni | Pecciola
maggio 11th, 2010 at 07:03
22[...] Novembre, infatti, leggendo questo post del TagliaBlog, mi son detto..perchè non provarci?! Si parlava di risultati indentati (o indented [...]
Indicizzazione articolo blog in tempi record - Web Marketing Forum
maggio 11th, 2010 at 16:28
23[...] [...]
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