
Chi utilizza Twitter in modo un pò più approfondito e interessato del sottoscritto (ci vuol poco, in effetti…), avrà notato che da qualche giorno è comparsa una nuova feature, che è riuscita a colpire anche ad un anti-micro-blogger come me: sto parlando delle liste.
Donatella Plastino ne ha scritto una ottima analisi (ottimi pure i commenti) dal punto di vista “social”, alla quale c’è ben poco da aggiungere… io mi permetto di dire solamente due paroline sul lato “search”.
Come verranno utilizzate le Twitter Lists in Google e Bing
Qualche giorno fa analizzavo il nuovo trend dei 2 principali motori di ricerca, che da poco han deciso di integrare i cinguettii provenienti da Twitter.
Ma inglobare un flusso scomposto di micro-messaggi, magari ordinati esclusivamente in base alla “freschezza” o al numero di follower, porterebbe alla generazione di SERP ben poco rilevanti: nell’alchimia ci vuole qualche elemento in più, elemento che potrebbe provenire proprio da una analisi fatta sulle liste.
Mi spiego meglio con una immagine.

Qui sopra puoi vedere come, in pochi giorni, il TagliaTwitter sia finito all’interno di una quarantina di liste.
Se noti, nella maggior parte di queste il nome ricalca in modo più o meno importante quello di cui parlo abitualmente: il mio account viene infatti identificato nell’ambito SEO/Web Marketing in più della metà dei casi.
Come utizzare questi dati nelle SERP di Google e Bing?
Semplicemente, associando all’account Twitter in questione uno o più tag, oltre ad un punteggio rilevanza determinato dal numero di follower/following dell’account (e della lista), nonchè dall’autorevolezza (e relativi tag) del twittatore e un pò di altri dati… ora spiego meglio
L’algoritmo della rilevanza di Twitter… ideato da me
Ecco come procederei:
1. Innanzitutto, prenderei il numero di follower dell’account mettendolo in rapporto al numero di following: più i due numeri sono vicini l’uno all’altro, e più un account è in odore di spam (= flag negativo).
2. Una prima analisi incrociata va fatta proprio su follower e following: in base a questa rete di relazioni, eliminando il rumore di fondo (=spammer), si può già capire qualcosa circa la tipologia dei contatti dell’account.
3. A questo punto, occorre analizzare il contenuto, i link, gli hashtag e i followfriday del twittatore, in modo da capire di quali argomenti parla abitualmente e quali account consiglia (nel caso del followfriday); anche in questo caso, sarà necessario isolare/eliminare i tweet poco rilevanti, concentrandosi su quelli “di qualità”.
4. Ai dati di cui sopra, aggiungiamo ora quelli estrapolati dalle liste: prendiamo il nome dato alla lista, analizziamo gli altri account inseriti nella lista (per comprendere autorevolezza e affinità al tema trattato), e guardiamo anche il numero di iscritti alla lista e la qualità degli altri follower di quella lista.
5. Esempio: Matt Cutts ha oltre 40.000 follower e segue meno di 200 persone (quindi un account del genere va inserito fra quelli “trusted”). E quasi sicuramente i 200 account che segue (e/o che consiglia con i followfriday) sono di qualità. Se poi aggiungiamo che Cutts è inserito in oltre 1.500 liste, molte delle quali con nomi tipo “google” o “seo”, e che il suo account è incluso in liste seguitissime di personaggi a loro volta autorevoli (come, ad esempio, Scobleizer), il quadro è completo: i tweet di Matt Cutts dovranno sicuramente avere una rilevanza superiore a quelli di altri nelle SERP, quando si cerca per argomenti affini a Google o alla SEO.
Penso che in Twitter abbiamo ragionato più o meno così, che ne dici?
10 Risposte
http://bookmark.giorgiotave.it
novembre 10th, 2009 at 09:13
1Algoritmo di Twitter per la rilevanza: potrebbe essere questo?…
Le liste di Twitter su Google e Bing e un’ipotesi sull’algoritmo di Twitter per la rilevanza….
Daniele D'Ausilio
novembre 10th, 2009 at 11:08
2Si credo anche io che sia questo il ragionamento e credo anche che sia un’ottima idea per determinare gli Account maggiormente credibili e da seguire assolutamente
Frankie
novembre 11th, 2009 at 07:03
3A proposito di novità: Taglia che ne pensi del nuovo pulsante “Retweet”?
paolo
novembre 11th, 2009 at 15:23
4ehi cos’ un tentativo di essere inserito nel google search team??
))
c’è solo una cosa che non mi è chiara nella tua analisi: “più i due numeri sono vicini l’uno all’altro, e più un account è in odore di spam (= flag negativo)”
in realtà da un lato ho sempre pensato potesse essere vero il contrario, più c’è disequilibrio tra questi due numeri più è possibile che si tratti di un account spam, se seguo 1000 utenti e solo 2 seguono me, beh significa che il mio account non è molto utile…
dall’altro lato visto che io ho 126 following e 124 followers… sono uno spammer???? (attenzione, la tua risposta potrebbe generare una grossa crisi d’identità…!!!)
Tagliaerbe
novembre 11th, 2009 at 15:34
5@Frankie: era inevitabile lo inserissero di default, anche se credo che tutti gli utenti abituali di Twitter non ne sentissero il bisogno. Aiuterà a “dirottare” più traffico agevolando il retweettamento? personalmente non noto differenze, semmai invito chi ha un blog a inserire un bottone che permetta il retweet all’interno dei post, per capire se la cosa può essere utile per viralizzare il link nella Twitter-sfera…
@paolo: intendevo dire questo: se i follower superano di molto i following, è OK. Se è vero il contrario, no. Soprattutto se si seguono migliaia di persone, cosa che è umanamente impossibile (e cosa che, spesso, noto). In questo caso, infatti, è chiaro che si segue solo ed esclusivamente con l’idea di essere seguiti, è questo, a mio modesto parere, si chiama spam.
paolo
novembre 11th, 2009 at 15:50
6ok, allora siamo sulla stessa linea e soprattutto…non sono uno spammer!!!
yeah!
------- >>>>>> Francesco Martino
novembre 11th, 2009 at 18:48
7Lo sapete che adesso Linkedin si è unito con Twitter
Mapendo
novembre 17th, 2009 at 19:47
8Twitter lists…
Sono un paio di mesi che non si parla – quasi – d’altro. Twitter le ha annunciate in settembre, subito ripreso da ReadWriteWeb, Scripting, Mashable, Scobleizer, TechCrunch.
Sono arrivate guide specifiche, integrazioni con Seesmic, FA…
Come Google “pesa” Twitter
gennaio 15th, 2010 at 00:05
9[...] Ricordi quando, un paio di mesi fa, facevo delle ipotesi su come potrebbe essere l’”algoritmo della rilevanza di Twitter“? [...]
Is Twitter Reputation the solution for Google Real Time Spam? | BeAloud Digital Media News
gennaio 15th, 2010 at 13:55
10[...] blogger Tagliaerbe understands that popularity isn’t an accurate measure of relevancy in Twitter and expands [...]
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