
Un anno esatto fa eravamo alla prese con l’Halloween Update, un glitch di Google che fece sudare freddo più di un webmaster.
In questi giorni (le prime avvisaglie risalgono infatti al 29 Ottobre), abbiamo invece a che fare con l’ennesimo aggiornamento del PageRank, dopo circa 4 mesi dal precedente.
Ma la vera notizia risale a 15 giorni fa.
Il fantasma della Barretta Verde
Da un paio di settimane a questa parte, negli Strumenti per i Webmaster di Google è sparito ogni riferimento al PageRank.
Fino grossomodo alla metà di Ottobre, sotto Diagnostica -> Statistiche scansione erano infatti visualizzabili, oltre all’attività del Googlebot esposta su 3 grafici, 2 piccole tabelle. Nella prima (ecco uno screenshot che avevo salvato mesi fa)

veniva riportata la distribuzione del PageRank sulle pagine del sito in questione; nella seconda la pagina col PageRank più elevato (negli ultimi 3 mesi).
Ora questi dati non sono più visibili, e francamente mi risulta assai difficile comprendere questa mossa di Google, soprattutto in virtù del fatto che l’indicatore del PageRank è ancora presente nella toolbar, e i cosiddetti export (come si è visto) proseguono con una certa periodicità. Se la mossa fosse stata fatta nell’ottica di fornire una indicazione al gestore del sito, sarebbe stato infatti più ovvio eliminare il dato pubblico del bubbolino verde sulla barretta (visualizzabile da chiunque), e magari introdurre un maggior numero di informazioni “private” sul PageRank all’interno dei Webmaster Tools (accessibili solo dall’account Google del webmaster).
Invece, a quanto pare, Google preferisce mantenere viva e vegeta la diffusione della propria toolbar, nonchè il mercato dei link a pagamento (mercato che dice da tempo di voler combattere, e basato, in gran parte, proprio sul valore più o meno alto del PageRank): tu hai capito il motivo di questa mossa?
23 Risposte
regole-seo
novembre 2nd, 2009 at 01:10
1Bhe in effetti pare proprio sia una mossa (a mio giudizio azzeccata) per dare una spinta alla toolbar.
In oltre ricordo che:
“Per poter utilizzare le funzionalità della Toolbar ottimizzata è necessario che la Toolbar ci indichi quale sito stai visitando inviando a Google il relativo URL”.
Bella mossa
Stefano Bagnara
novembre 2nd, 2009 at 09:25
2Forse vogliono introdurre/dare più importanza alla stima sull’effettivo uso dei siti, alla Alexa, e quindi hanno bisogno di una diffusione maggiore della toolbar.
A quel punto i SEO che vorranno alterare le statistiche raccolte da google dovranno convincere gli utenti del proprio sito a scaricare la toolbar.
Se questo è il piano non credo che impiegheranno molto a monopolizzare… ma allora tanto varrebbe che costringessero a scaricare Chrome con toolbar integrata.
A meno che non decidano anche di includere il chromeframe nella toolbar….
Stefano Gorgoni
novembre 2nd, 2009 at 09:33
3stanno parlando a due target differenti (almeno in teoria):
rimuovendo il PR dal webmaster tools stanno dicendo ai webmaster che il PR non è importante
lasciandolo e aggiornandolo sulla toolbar stanno dicendo agli utenti che possono continuare ad usare quel parametro per valutare un sito.
peccato poi che il PR lo guardino quasi solo i webmaster
Pietro
novembre 2nd, 2009 at 09:41
4Io non ci ho mai creduto all’eliminazione del pr dalla toolbar. Me ne sono persuaso dopo aver visto gli ultimi sviluppi della toolbar: non ha molto senso eliminare l’indicatore del pr dalla toolbar, se esso è il motivo principale per cui viene scaricata.
Nei giorni scorsi ho fatto un discorso con un cliente, che nell’incarico, volendomi chiedere una migliore indicizzazione e presenza complessiva delle pagine interne di un sito, mi disse: insomma, un po’ di pagerank anche all’interno. Ora, siccome venerdì scorso ciò è avvenuto sono andato a farglielo vedere. E mi sono sentito rispondere: e io dove lo controllo il pagerank?
La mia ipotesi sulla sparizione del livello di PR dal webmaster tool è che:
1) Disincentiva il link-building basato sul pagerank
2) Sono dati troppo aleatori e generici per poter essere espressi in un grafico, nel senso che alla popolarità del sito, come noto, concorrono altri fattori che il pr potrebbe non rappresentare
3) Le pagine interne, più di altre, sono sottoposte a una continua ri-classificazione, sulla quale incidono criteri temporali e di autorevolezza nel tempo, che è inutile stare sempre a classificarle. Questo fenomeno appartiene più ai blog e ai siti di informazione. Un modo come un altro per favorire la ricerca in real time, e mettere a disposizione sempre fonti nuove oppure autorevoli. Inoltre si affida ad Analytics il compito puramente statistico di stabilire quali siano le pagine forti e quali no (oltre alla toolbar). Ma sto supponendo.
Saluti.
yuri
novembre 2nd, 2009 at 09:55
5Per fortuna che qualcuno se n’è accorto
OT:
.
Era davvero comoda la barretta nel CWG, se si modificava qualcosa si potevano vedere i risultati in tempo reale, si capiva se andava bene o se non andava, magari l’hanno tolta appunto per non rendere troppo scontato il funzionamento del PR, chi vuole fare il SEO deve sbattersi
Ciao,
Stay Tuned!
http://bookmark.giorgiotave.it
novembre 2nd, 2009 at 10:00
6Export PageRank Ottobre 2009…
Il pagerank ad ottobre si è aggiornato, ve n’eravate accorti?; se non l’avevate notato ve lo dice il tagliaerbe…
Giacomo
novembre 2nd, 2009 at 10:00
7Secondo me è un primo passo nella fase di eliminazione del PR che si è rivelato forse troppo pilotabile dagli utenti. Son sempre stato convinto che il vero scopo del PR è sempre stato favorire il mercato dello scambio link a pagamento. Poi opionione mia è
Lorenzo
novembre 2nd, 2009 at 10:37
8Concordo con Giacomo: che senso ha basare le valutazioni d un sito su un valore che può essere, con trucchi e trucchetti, modificato da un bravo webmaster? Mi sembra una stupidaggine visto che il valore del pagerank non fornisce più il reale valore del sit in questione ed anzi, può generare confusione – un utente che vede un alto pagerank può chiedersi se è reale oppure è truccato ma il problema è che non saprà rispondersi e dunque… non crederà più al pagerank! Se il pagerank perde di credibilità… che senso ha?
Roberto Chibbaro
novembre 2nd, 2009 at 12:27
9Potete dire ciò che volete, ma io da bravo artigiano, anzi operaio del web noto che con precisione cronometrica se si abbassa il PR perdo visite, se si alza le guadagno. Quindi, cosi ininfluente non è…
Lorenzo
novembre 2nd, 2009 at 12:38
10Ah io non sono un esperto ma… non è che se ti aumentano le visite ti aumenta il pr e se ti diminuiscono ti diminuisce il pr e NON viceversa? Ovvero, siamo sicuri che sia il pr a “generare traffico” e non che il pr segua il traffico che riscontra in un sito?
Io la butto là visto che non lo so e leggo questo blog con passione per imparare qualcosina…
Anna Bruno
novembre 2nd, 2009 at 12:46
11Ciao Davide.
Ho appena controllato il pr di due siti che seguo. Ebbene, il più popolare, il più trafficato, il più redditizio, il più aggiornato ha preso un pr3 al posto del pr4 sulla home (invariate le pagine interne che restano a 3); il secondo sito sul quale, è vero, stiamo lavorando molto (da un punto di vista tecnico e di contenuti), è passato da 4 a 5. Entrambi i siti vengono seguiti quotidianamente. Se dovessi mai dire quale dei due siti è il più popolare non avrei dubbi sul riferire che assolutamente il primo, ovvero quello che ha perso un punto di pr. Non parlo di posizionamento perchè è arcinoto che il pr non rivoluziona le serp. Un sito viene seguito al di à della segnalazione della barretta verde. A questo punto mi chiedo e soprattutto lo chiedo ai SEO: perchè seguire ancora il pr e soprattutto far credere ai clienti che il pr è importante quando tutti (o quasi) siamo consci del valore anacronostico e fuorviante del pr di Google? Non sarebbe più giusto lavorare solo ed esclusivamente sui contenuti di un sito e sulla sua trasparenza senza badare a questi strumenti che, a mio avviso, possono dare solo un po’ di gloria all’ultimo blogista di turno e forse allo stesso Google.
camu
novembre 2nd, 2009 at 14:08
12Secondo me ha ragione Matt Cutts quando dice che la gente è troppo fissata col pagerank e perde di vista altri aspetti più importanti. Ecco perché l’hanno tolto dai GWT
EmaWebDesign
novembre 2nd, 2009 at 15:01
13Il pagerank non deve essere una “ragione di vita” ma è comunque ancora molto importante e, come dice Roberto Chibbaro, un pagerank alto aumenta le visite mentre un pagerank basso le diminuirà.
A proposito di questo aggiornamento di ottobre 2009, voi avete notato cambiamenti?
Al momento mi sembra quasi che non sia avvenuto nulla.
camu
novembre 2nd, 2009 at 15:08
14Io non ho notato cambiamenti nel pagerank, che da 6 di Aprile era passato a 4 a Giugno-Luglio e così m’è rimasto ora ad Ottobre. Però dopo la riconsiderazione da parte di Google a fine Agosto (ero finito in lista nera a Giugno per dello spam sul blog che non avevo ripulito per tempo) il mio traffico è triplicato. Il che conferma che PR e traffico sono si legati, ma non sempre
Anna Bruno
novembre 2nd, 2009 at 15:10
15Non conosco Roberto Chibarro ma vorrei capire da EmaWebdesign che si appella ad una frase di Chibarro, in che modo un pagerank alto aumenta le visite e in che modo un pagerank bassa le abbassa. Grazie
EmaWebDesign
novembre 2nd, 2009 at 16:41
16@Anna Bruno
il pagerank non è un fattore determinante per ottenere visite. Ma è uno dei parametri da tenere in considerazone.
Sul mio blog personale e su altri siti che gestisco ho notato, con un quotidiano lavoro di web analytics, che al variare del PR si verificava una variazione del numero delle visite.
Questo non si è verificato su tutti i siti che gestisco.
Non ritengo il PR fondamentale poichè nell’ultimo anno il mio PR su EmaWebDesign non è cambiato ma le visite sono aumentate, ma vuol dire che lo tengo sempre in considerazione così come altri aspetti altrettanto importanti o anche più importanti.
Roberto Chibbaro
novembre 2nd, 2009 at 17:05
17Personalmente + 8% fisso…ecco perche notavo cosi tanto il cambio PR
Filippo A.
novembre 2nd, 2009 at 17:06
18il PR è un geniale mezzo di Marketing che google utilizza alla grande (oltre che uno dei tantissimi componenti del sistema di indicizzazione)…
Secondo me le ultime mosse son state fatte per spingere la toolbar.
Comunquesia il rendere pubblici questi dati fa molti danni alimentando il mercato della compravendita di link e lo spamming….
Mdv
novembre 2nd, 2009 at 18:40
19Ciao Taglia,
sono ora a pagerank 3 (prima ero a pagerank 0) e volevo sapere se è facile o difficile passare da pagerank 3 a pagerank 4.
E anche se secondo voi google lascierà o meno il pagerank nella Toolbar o se lo rimuoverà nei prossimi anni.
Thanks
Alb3rt1
novembre 2nd, 2009 at 23:29
20Io con un mio aggregatore son passato da pr 3 a pr 1 ma nel frattempo ho decuplicato le visite passando da 150 a quasi 1000 unici al giorno, nel giro di una settimana. Se rimane tutto così quei due punti di Pr Li regalo volentieri
Luca
novembre 3rd, 2009 at 23:15
21io invece sono passato da PR3 a PR4 senza che vi sia stato un aumento di visite o link in entrata. cmq sono contento
Google Caffeine ed il terremoto della SEO: come cambieranno le SERP di Google? | Dario Salvelli's Blog
novembre 11th, 2009 at 13:10
22[...] del tanto amato-odiato PageRank, l’indice di “popolarità” che da qualche tempo non è più presente neanche nel Google Webmaster Central ma che sopravvive ancora nella toolbar di Google. Forse per alimentarne ancora il mercato che [...]
webmaster
novembre 12th, 2009 at 01:57
23Ormai da tempo ho smesso di pensare al pagerank..Davvero inutile, lui scende e le visite salgono..bah..
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