Non so quante volte si è parlato di nofollow su questo blog, ed oggi aggiungiamo al puzzle l’ennesimo tassello.
L’occasione me la offre Matt Cutts, che nel video qui sopra (scarta pure i primi 2 minuti, dove si parla d’altro) ribadisce i soliti 2 concetti principali sull’argomento:
Se il consiglio di Matt Cutts può sembrare scontato, trovo invece interessante come randfish di SEOmoz ha commentato il video:
“Volevo solamente aggiungere che – grazie a recenti esperienze con alcuni siti – mi permetto di diffidare dal rimuovere il nofollow completamente da un sito. Abbiamo avuto modo di osservare che la rimozione del nofollow da 3 siti web ha portato ad una drammatica perdita di traffico. Sembra che il motivo sia dovuto ad una indicizzazione meno profonda da parte di Google di pagine che ricevevano traffico da long-tail (tutti i siti erano piuttosto grandi). E rimettere il nofollow sembra abbia risolto il problema.
Ovviamente queste potrebbero essere coincidenze, ma mi sembra piuttosto improbabile. Il sito che ho avuto modo di osservare meglio mostrava un minor numero di pagine indicizzate da Google (quando è stato tolto il nofollow) e questo numero e tornato come prima non appena il nofollow è stato rimesso.
Il mio consiglio è – se il sito è nuovo o riprogettato – di scegliere con molta attenzione i link in modo che non sia necessario utilizzare il nofollow. Se stai invece pensando di levare tutti i nofollow che hai messo sino ad ora, ciò potrebbe essere pericoloso, e dovresti monitorare la cosa attentamente.
In ogni caso: nulla da dire rispetto a ciò che Matt Cutts ha affermato nel video, ma penso che le parole che dice sono pesate molto attentamente. Negli esempi che ha menzionato, l’eliminare il nofollow ha probabilmente senso, ma la cosa non è universalmente applicabile.”
Se anche tu hai avuto qualche esperienza, buona o cattiva, con l’uso del nofollow, condividila qui sotto
4 Risposte
Mario
agosto 18th, 2009 at 11:02
1Ciao, ho appena letto l’articolo e penso che dici sia valido fino ad un certo punto. Io con alcuni blog che gestisco ho provato ad eliminare il nofollow completamente e ho notato sicuramente una minore indicizzazione da parte di google, ma un aumento di traffico e di partecipazione al blog.
La maggior parte dei webmasters cercano blog in cui non ci siano i nofollow sui commenti e questa può essere un’ottima chiave per portare maggiori visite sul proprio blog/sito.
Molte persone si avvicinano al blog solo per avere un altro inbound link, ma la maggior parte poi divnteranno lettori fedeli sempre dando per costato che i contenuti siano utili ed originali come in questo blog ^^
Ivan
settembre 22nd, 2009 at 12:08
2La cosa più importante è sempre la materia prima, senza di questa la puoi confezionare in mille modi, ma se non c’è la sostanza …
webmaster
settembre 23rd, 2009 at 19:19
3Confermo assolutamente la tesi. Anche io in esperimenti effettuati in precedenza ho notato un sensibile calo delle visite da motori. A controbilanciare il tutto però stà il fatto che un buon sito con buoni contenuti e una buona moderazione dei commenti può, pubblicizzando la presenza di commenti “follow”, aumentare la partecipazione degli utenti al sito e quindi far crescere esponenzialmente le affiliazioni allo stesso.
Sotto certi aspetti penso che possa essere anche utile ma sicuramente un’arma a doppio taglio.
Ischia
dicembre 8th, 2009 at 23:34
4Io ho notato che da quando ho tolto il nofollow sul mio sito i commenti sono aumentati, le visite anche e addirittura gli incassi con adsense.
Quindi penso che hai fatto bene, poi e’ logico a quel punto chiunque come me lascia un commento magari inserendo una parola chiave che puo’ interessare, ma non si puo’ avere la botte piena e la moglie ubriaca… ad ogni modo per me e’ stato vantaggioso, scrivici anche se e’ successo su questo blog
RSS dei commenti per questo post · TrackBack URI
Lascia un commento
post recenti
commenti recenti
connettiti col tagliaerbe
Se vuoi seguire l'autore di questo blog, lo trovi su:
Il TagliaBlog (P.I. 02914290123) è realizzato su piattaforma WordPress - Il tema di base è BloggingPro, modificato da Mirko D'Isidoro di Blographik.it