
Già 18 mesi fa scrivevo della decadenza del PageRank, e della nascita di un paio di “rivali” (che in realtà non hanno mai preso piede).
Allora però non si parlava (se non rarissimamente) di real-time search e di Twitter, e nessuno riusciva ad immaginare lo stravolgimento che l’utilizzo di questi strumenti “sociali” avrebbe portato nel mondo dei vecchi motori di ricerca (anzi, sarebbe meglio dire nel modo in cui certi utenti cercano informazioni sul web).
Cinque mesi fa accennavo a “un mondo parallelo dove migliaia (milioni?) di persone comunicano in tempo reale, dove il flusso di dati si muove in diretta e non in (leggera) differita come in un motore di ricerca, dove le informazioni si diffondono molto più rapidamente che attraverso un blog o un gruppo di discussione”: Twitter, a inizio 2009, era oramai un fenomeno di massa (cresciuto ulteriormente di questi ultimi tempi “grazie” al caso Iran, che lo ha sdoganato all’interno dei vari TG) e di pari passo hanno iniziato a diffondersi i motori di ricerca in tempo reale: a parte quello interno a Twitter, ricordo Collecta, PopIxy, CrowdEye… e OneRiot.
E proprio da quelli di OneRiot è arrivato un mesetto fa l’algoritmo di ranking dedicato al real-time search: sto parlando del PulseRank.
Il percorso logico è il seguente. Il PageRank si basa su quantità e soprattutto qualità dei link che una pagina riceve: ciò tende a favorire risorse altamente referenziate, come Wikipedia… la quale però non è in grado di restituire risultati rilevanti su fatti che avvengono in tempo reale. In buona sostanza il PageRank è statico: una pagina con un PageRank elevatissimo può aver avuto una enorme rilevanza ieri, ma non è detto che l’avrà domani. E i tradizionali motori di ricerca sono in grado solo di restituire risultati rilevanti riguardo al passato.
Il PulseRank ordina invece le SERP ponendosi queste 4 domande:
1. Freschezza: il contenuto pubblicato più di recente è da considerarsi come il più rilevante?
2. Autorità del dominio: solo perchè ho pubblicato un post sul mio blog che parla di Obama, potrebbe avere un peso maggiore di un articolo pubblicato, ad esempio, sul New York Times, sullo stesso identico argomento e alla stessa identica ora?
3. Autorità dell’utente: chi sta condividendo questa risorsa all’interno dei social? è un noto spammer che diffonde il suo link a destra e a manca, o ci sono più persone che stanno condividendo il link, ad esempio retweettandolo o diggandolo?
4. Accelerazione: ci sono più persone che stanno condividendo il link ora, di quante ce n’erano 2 minuti fa? come si può individuare una pagina web “emergente” rispetto ad una popolare che tutti già conoscono?
Cosa penso
Che il principale errore da parte di OneRiot sia il paragone troppo stretto fra PageRank e PulseRank: il PageRank, infatti, non è l’unico fattore che stabilisce il posizionamento nelle SERP di Google, e sovente si notano pagine a basso PageRank ottimamente posizionate (e viceversa).
Valido invece l’esercizio di lavorare su un sistema che possa mettere ordine all’interno del fiume in piena di contenuti (molti dei quali irrilevanti) e link diffusi attraverso i social: di informazioni utili e preziose i servizi di microblogging (e di news rating) sono pieni, e se è vero che (come affermano quelli di OneRiot) “40% of users perform search queries which display an intent that is best satisfied by realtime search results”, sarà il caso di fornire risultati sempre migliori e pertinenti, per spostare sempre più utenti dai vecchi ai nuovi motori. Google è avvertito
19 Risposte
Andrea Moro
luglio 17th, 2009 at 08:16
1Ottimo pezzo, interessante come sempre. Piccolo errore grammaticale “La percorso logico è il seguente.”
Martin Benes
luglio 17th, 2009 at 09:19
2Era ora! Ottima segnalazione.
Francesco Caruccio
luglio 17th, 2009 at 11:03
3Direi un passo in avanti.
YouON
luglio 17th, 2009 at 16:25
4è pensabile quindi che un blog relativamente giovane ma che pubblichi un contenuto altamente qualitativo, semplicemente venendo pubblicizzato da utenti twitter e sui vari social possa salire?
sarebbe fantastico.
Mai Dire Viaggi
luglio 17th, 2009 at 18:18
5OT:
Ma il pagerank siccome valuta la qualità/quantità/tematicità dei link perchè non è così importante?
Non è vero che più uno ha pr alto e più ha link di qualità in ingresso?
Pagerank non è uguale a link popularity?
Andrea Pilotti
luglio 17th, 2009 at 19:42
6Penso che la parte piu importante di questo algoritmo dovrebbe essere legata ai sistemi per valutare la reputazione dei poster.
seoroma
luglio 18th, 2009 at 07:56
7Non scordiamoci però che su ricerche che Google ha stimato appartenere ad una tipologia di ricerca di tipo “hot” (probabilmente basandosi sulla varianza rispetto al volume medio di ricerca) viene già utilizzato un correttivo di tipo “fresh” in cui il contenuto più recente ha un notevole incremento di rilevanza. Ed è un tipo di correttivo che esiste da parecchio….e i tempi di spiderizzazione di google per un certo tipo di contenuto come blog, microblog e news è impressionante al giorno d’oggi. In sostanza ci vuole qualcosa di più per scalzare sulla qualità quei ragazzacci
NBWeb.it
luglio 18th, 2009 at 10:02
8Bravo taglia, come sempre un post utile e fresco. Grazie
http://bookmark.giorgiotave.it
luglio 18th, 2009 at 14:52
9Il PulseRank sostituirà il PageRank?…
Il PulseRank sostituirà il PageRank?…
Il meglio della settimana 55# | JuliusDesign
luglio 19th, 2009 at 07:02
10[...] Il PulseRank sostituirà il PageRank? Già 18 mesi fa scrivevo della decadenza del PageRank, e della nascita di un paio di “rivali” (che in realtà non hanno mai preso piede). [...]
Il PulseRank sostituirà il PageRank? | MambaneroNet.com
luglio 19th, 2009 at 09:57
11[...] questo interessante articolo su TagliaBlog ci si interroga se il PulseRank sostituirà il PageRank. Vediamo, io lo trovo davvero molto [...]
Pietro
luglio 19th, 2009 at 17:38
12Ma non c’è ogni volta una contraddizione nell’affermare che il pagerank è solo uno dei fattori di posizionamento (come pensiamo tutti) e poi annunciare che verrà sostituito da un qualcosa di più hot e aggiornato o in linea con le tendenze?
Al limite: sarà affiancato (come spesso è successo in questi anni), migliorato, calmierato.
----- >>>>>> Francesco Martino
luglio 19th, 2009 at 17:59
13Per me parlate tutti arabo, ma vi seguo ugualmente
so soltanto che ho aumentato le visite al mio blog, poi sono diminuite, ma non capito come ho fatto
all’epoca frequentavo un po’ di social network e lasciavo commenti
Sarà per questo.
Danilo
luglio 20th, 2009 at 11:46
14Dovesse davvero arrivare questo PulseRank, ci sarà una gara nella condivisione dei propri articoli su tutti i social network?? bah…
Luca
luglio 21st, 2009 at 10:51
15Gira e rigira per essere amati dai motori bisogna sempre scrivere cose di qualità. Se i blogger imparano a fare quello (come te Tagliaerbe
uno se ne dovrebbe anche fregare del posizionamento, tanto verrà posizionato in modo naturale!
Silvano
luglio 26th, 2009 at 12:44
16Bel pezzo, io però faccio spesso ricerche sulle nuove tecnologie, sembra che google prediliga le “informazioni” a livello giornalistico, invece mi piacerebbe trovare “informazioni” dettagliate e di qualità, come dire una autority anche per i grado di informazione e sull’approfondimento di un argomento.
Saluti.
fradefra
agosto 6th, 2009 at 19:36
17Però bisogna prestare attenzione ad un fatto che i motori non scordano certo.
Un trattato di chimica, la Divina Commedia, un documento su come pulire le scale, la ricetta per fare la torta di mele, hanno valore a prescindere dal fatto che siano novità.
Una volta scritte, queste pagine, potrebbero restare valide per anni. Il motore non può dare la massima importanza alla novità importante a discapito di altre cose.
Quindi un parametro che leghi l’istante al contenuto è probabile che abbia un suo significato e non sarei neppure troppo sorpresso se fosse già attivo da un po’.
Però non diamo per morto il PR o meccanismi simili, che non potranno mai essere del tutto sostituiti.
Che il PR ad oggi non valga niente, infatti, è tutto da dimostrare e non è dimostrabile, in realtà. Possiamo solo dimostrare che quello che noi riteniamo essere il PR, sia meno utile di quanto fosse in passato (e scrive uno che ha avuto siti con PR 7, quando il PR 7 era una sorta di bomba innescata). Però non possiamo essere certi che non esistano altre forme di PR che il motore di ricerca non ci mostra…
In sostanza, ok l’importanza del real-time, ok il social networking, ma attenti a non farsi prendere da cose che ci paiono migliori solo perché nuove, solo perché ci piacciono e solo perché ci divertiamo.
my 2 cents
Gianni
agosto 20th, 2009 at 15:55
18Ciao, personalmente non mi piace la parte 3, ma la parte 1 che parla della freschezza dei contenuti mi piace molto.
Ciao Gianni
Il PageRank è morto | Web Marketing Digest
marzo 6th, 2010 at 12:48
19[...] potessere essere scalfito dal PageRank di Yahoo! e di Izea, o anche da quello “real-time” di OneRiot. E invece il Google PageRank è rimasto lì, continuando costantemente a far parlare di sé, e ogni [...]
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