24 lug
Postato da Tagliaerbe
Tag: branding, reputation, social-media, web-2.0, youtube

Qualche settimana fa, diversi quotidiani italiani online han dato ampio spazio alla disavventura occorsa a Dave Carroll.
Riassumendo i fatti per sommi capi: la compagnia aerea United Airlines distrugge la chitarra di Dave (valore: 3.500 dollari), Dave ne chiede il rimborso, United Airlines lo nega.
Ed ecco che scatta la vendetta 2.0.
La potenza di un viral video
Dave è un cantante, e quindi ha sfruttato il mezzo della musica per urlare tutto il suo disappunto nei confronti di United Airlines. Ha girato un video, l’ha inserito in YouTube, e il successo è stato strepitoso: più di 3,6 milioni di visualizzazioni in meno di 3 settimane.
Cosa avrebbe dovuto fare United Airlines?
SEOmoz suggerisce 7 punti che avrebbero permesso alla compagnia aerea di rigirare a proprio vantaggio l’accaduto:
Un portavoce della compagnia aerea ha infine ammesso: “His video is excellent and we plan to use it internally as a unique learning and training opportunity to ensure that all our customers receive better service”.
Ottima dichiarazione, ma forse un pò tardiva (qualcuno ha calcolato che il danno subito dagli azionisti della compagnia aerea è stato nell’ordine di 180 milioni di dollari!)
Conclusione
Cosa ci ha insegnato questa vicenda?
1. Che bisogna prestare la massima cura nel difendere la propria reputazione: esiste una vera e propria “disciplina”, denominata Reputation Management, che andrebbe studiata ed applicata da tutte le aziende presenti sul web.
2. Che un cliente insoddisfatto, o un paio di stupidi dipendenti, possono farti perdere milioni di dollari: basta andarsi a rileggere il caso di Domino’s Pizza.
3. Che online anche il più piccolo Davide, con una modesta fionda 2.0, può abbattere il più grande dei Golia: i grossi brand sono avvisati.
18 Risposte
FlashWebSolutions.net
luglio 24th, 2009 at 01:03
1Ottima idea in ogni caso penso che queste società dovrebbero cominciare a darsi una mossa senza aspettare per forza un’occasione per sfruttare il passaparola.
Omar Tringali
luglio 24th, 2009 at 04:12
2Grande post Davide. Eh si, tutto verissimo, basta poco per rovinarsi la reputazione e buttare al vento mesi o anni di lavoro. Grazie a internet, qualora dovessimo ricevere un’ingiustizia, possiamo perfettamente competere pure con i grandi del pianeta, per far valere i nostri diritti e ricevere quello che ci spetta. Ciao!!
Davide
luglio 24th, 2009 at 05:29
3Ottimo post, mi è piaciuto!
Web 2.0 e reputazione a rischio | FDS
luglio 24th, 2009 at 08:56
4[...] Dave Carroll e la sua chitarra (Tagliaerbe Blog – di Tagliaerbe) [...]
pecciola
luglio 24th, 2009 at 09:02
5Concordo con tutte e tre le conclusioni, ma la terza è stravera!
kawakumi
luglio 24th, 2009 at 09:23
6Bel post Davide!
Gabriele
luglio 24th, 2009 at 09:28
7Non sono state ancora svelate tutte le potenzialità della rete.. perciò amo questo lavoro!
Enrico
luglio 24th, 2009 at 09:47
8“online anche il più piccolo Davide, con una modesta fionda 2.0, può abbattere il più grande dei Golia: i grossi brand sono avvisati”
concordo, sottolineo e sottoscrivo!
http://bookmark.giorgiotave.it
luglio 24th, 2009 at 10:06
9Come una chitarra rotta può rovinare la reputazione online…
Tagliaerbe riepiloga la vendetta viral di Dave Carroll per la sua chitarra rotta dalla United Airlines….
Luigi Centenaro
luglio 24th, 2009 at 13:48
10“Sfruttare il legame che si è creato fra United Airlines e le chitarre”
Geniale
alex
luglio 24th, 2009 at 14:09
11Aggiungerei che c’è invece chi riesce a guadagnarci molto: la Tailor Guitar!
http://www.youtube.com/watch?v=n12WFZq2__0
markingegno
luglio 24th, 2009 at 16:17
12Vuoi vedere che quel “brutto mondo” (cit.) delle online PR, a qualcosa serve, alle aziende?
Questo è esattamente quello che intendo, Davide, quando ti dico che il buzz non è tutto, anzi è solo una fetta della torta, e probabilmente non la più gustosa, a mio giudizio.
Alessandro Cosimetti
luglio 24th, 2009 at 23:12
13Noto come siano sempre le compagnie aeree a sputtanarsi la reputazione sul Web per un “mea culpa” negato.
Tempo fa, fu il caso di Ryanair:
http://www.bloginazienda.com/blogger/come-conquistarsi-le-antipatie-della-blogosfera-il-caso-ryanair/
Lost Luvi Weblog S n°1 | LuVi Weblog
luglio 26th, 2009 at 00:02
14[...] Dave Carrolo & UnitedAirlines: Un moderno Davide armato di fionda web 2.0 contro un Golia indifeso … o forse no [...]
fradefra
luglio 26th, 2009 at 11:52
15Questo è il motivo per cui io lavoro molto all’immagine dei progetti che ho in gestione
Basta niente per perdere anni di lavoro.
Nel caso della chitarra c’è di mezzo qualcosa di solido, ma spesso si tratta di fenomeni meno tangibili, ma a volte anche più difficili da gestire.
Ad esempio la pubblicità non richiesta, link indesiderati, usi non consentiti di logo e marchio, interviste pubblicate senza controllo, tag messi senza autorizzazione, ecc. ecc.
Purtroppo noi stessi che ci occupiamo di Web Marketing, a volte per la voglia di essere visti, rilasciamo interviste senza chiedere dove vanno a finire ed in che constesti, ci vendiamo per un link senza neppure interrogarci su cosa ci sarà attorno, ecc. ecc.
Poi pretendiamo di insegnare Brand Reputation agli altri
turco
luglio 28th, 2009 at 22:36
16Certo che dopo aver ascoltato il pezzo spaccargli la chitarra è un obbligo
Nic
ottobre 1st, 2009 at 17:15
17Ci ha insegnato che non si porta la chitarra sull’aereo.
E moltiplicare 50 dollari pari pari per 3.6 milioni non richiede grandi doti.
√ » 5 ragioni per scegliere un blogger esterno all'azienda | blogger
marzo 19th, 2010 at 15:23
18[...] Ora, considerate il tipo di messaggio che inviate ai potenziali clienti quando si dispone di personalità multiple. La varietà è il sale della vita, ma quando si tratta di mantenere la vostra posizione sul mercato, dovreste selezionare le migliori personalità per rappresentare la vostra reputazione online. [...]
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