12 giu
Postato da Tagliaerbe
Tag: dominio, hosting, ip, matt-cutts, seo
A questa domanda ha risposto alcuni giorni fa in video il solito Matt Cutts:
Nulla di eclatante, ma un paio di concetti da ribadire ci sono:
1. Google prende in esame l’indirizzo IP del server, piuttosto che il TLD
A partire dal 2000-2001, Google ha iniziato a guardare l’IP del server (e quindi la sua ubicazione) invece dell’estensione del nome a dominio. Esempio: secondo Google, se un sito ha un dominio qualsiasi diverso da .fr, ma l’hoster è localizzato in Francia, allora significa che è utile per una utenza francese.
2. L’ubicazione del server può quindi determinare il ranking
Una ricerca in Google.com ritorna risultati differenti rispetto ad una effettuata in Google.co.uk. Google cerca dunque di restituire i risultati più pertinenti possibili ad ogni singolo utente in ogni singola nazione, e quindi la localizzazione geografica del server (a livello di indirizzo IP) ha la sua rilevanza.
Il TagliaBlog è un blog in lingua italiana, ma è su un .com che si trova su un server in Arizona… devo iniziare a preoccuparmi?
20 Risposte
Criss
giugno 12th, 2009 at 01:31
1Questo è un dubbio che mi ponevo qualche giorno fa dopo aver ripassato mentalmente l’intervento di Piersante Paneghel al corso di Madri.
Si diceva già da tempo, come ribadito, che non più l’estensione quanto la localizzazione dell’ip del server potesse aiutare il ranking.
Ok, il .it in Italia è sicuramente la situazione ottimale per un sito il lingua italiana.
Alchè pensavo…il WMT di google da quei famosi risultati di scansione temporale degli spider per raggiungere il nosto sito e caricare completamente una pagina. Il bot è con la bandiera a stelle e striscie a mò di mantello di superman e ha base negli hangar di muntain view.
Non è che un server localizzato in America sia sempre meglio in questi casi?
O meglio….
Cos’è più importante? Avere un .it in Italia dove la scansione media della pagina sia superiore al secondo o è meglio avere un .ext in america dove la scansione avviene in 0,3 secondi?
Magari non ho capito qualcosa io, però nel caso fosse così….
cosa ne pensate voi?
Mik
giugno 12th, 2009 at 03:23
2In un mercato globalizzato come quello dell’hosting e dei server dedicati, e dove la maggior parte dei siti sono ospitati negli USA non trovo il senso di una congettura del genere.
Google io guido una automobile francese, quindi secondo te mi piacciono gli escargots?
Andrea Moro
giugno 12th, 2009 at 06:06
3Cutts ha scordato qualcosa. Se tramite il WM Tools indichi la pertinenza linguistica del tuo sito, puoi avere il tuo sito anche su Giove e non ti cambia nulla nei meriti della ricerca.
Andrea @ EfficaceMente
giugno 12th, 2009 at 07:48
4Sono pienamente d’accordo con Mik. Che senso ha l’ubicazione del server? Scommetto che esistono altre informazioni per determinare la “nazionalità ” del blog.
Roberto Fumarola
giugno 12th, 2009 at 08:25
5Credo che l’ubicazione del server possa avere qualche rilevanza solo per siti piccoli e non con un ampio respire, dove entrano in gioco ben altre logiche.
Altrimenti come si comporterà con la nascente offerta di cloud hosting, disponibile anche per le medie organizzazioni?
Per esempio, il Taglia blog ha una rilevanta soprattutto in Italia anche eprchè ha utenti che provengono da quell’area geografica (oltre che la lingua utilizzata per i contenuti).
Chissà se google monitora in qualche modo i dati dell’utenza provenienti per esempio da Analytics, se installato…
Martino
giugno 12th, 2009 at 09:38
6Se hai un sito con un hosting americano, ma link solo dall’Italia, scordati di avere visibilità negli USA.
Il server pesa di sicuro (a parità di backlink vince l’hosting “nostrano”) ma alla fine come peso assoluto vincono ancora i link…
flapane
giugno 12th, 2009 at 10:22
7Chi diamine gli ha detto di fare così?
Io l’ho riportato in Italia solo a gennaio, e penso di riportarlo in America l’anno prossimo, per quale motivo dovrei essere svantaggiato? O.o
Mi sembra veramente una pessima scelta…
Simone
giugno 12th, 2009 at 10:40
8A fronte di questo, qualcuno ha idea (o vuole buttarsi) di come si comporterà Google su siti .com che al suo interno racchiudono più di una lingua e sono sviluppati e hostati in Italia??
Google premierà dunque solo le pagine italiane “uccidendo” quelle straniere? Sarebbe delirante…
Fabio
giugno 12th, 2009 at 10:56
9A tale proposito sto effettuando un test. Ho in gestione il posizionamento di un un sito .com ospitato in Italia, in italiano, tedesco, inglese e spagnolo.
I BL sono tutti dall’Italia e il sito è posizionato benissimo per tutte le parole chiave su google.it. All’estero solo le parole chiave secondarie compaiono nelle prime pagine di google dei rispettivi paesi. Da qualche mese ho registrato un .com negli USA solo ed esclusivamente in inglese per cercare di salire con le parole chiave primarie. Nonostante il sito non abbia ancora dei BL in USA e abbia solo qualche mese di vita, nelle serp ha già scavalcato quello registrato in Italia per quanto riguarda le parole chiave secondarie. A mio avviso, già solo questo comportamento da parte di google, potrebbe far capire l’importanza che viene assegnata all’ubicazione del server.
Simone
giugno 12th, 2009 at 12:32
10Ciao Fabio,
io mi occupo di SEO/SEM “trasversalmente” in quanto sviluppatore web, ma utilizzo dei metodi che permetto la gestione del sito multilingua in modo completamente parallelo: questo obbliga che tutte le versioni localizzate risiedano sul server italiano.
Mi trovo così, decisamente “penalizzato” per quanto riguarda il posizionamento all’estero. Il sito in questione riceve BL da tutte le parti del mondo, ma mi era già parso di capire che la maggior parte degli accessi tramite search engine fosse italiana. Sono dell’idea che il posizionamento del server sia decisamente meno importante dei backlink ricevuti e Google dovrebbe modificare questo processo.
Il futuro del web sarà sempre più basato, per progetti di grosse dimensioni, su strutture di tipo cloud come Amazon o Google stessa che, guardacaso, sono negli USA…
http://bookmark.giorgiotave.it
giugno 12th, 2009 at 14:33
11Relazione tra ranking su Google e ubicazione del server…
Quanto e come impatta l’ubicazione del server rispetto al rankking ? L’rticolo e i commenti fanno il punto della situazione….
Alberto
giugno 12th, 2009 at 15:42
12A mio avviso il peso dato dall’IP del server incide solo o soprattutto sul valore attribuito ai links. Se, quindi, un sito ha 10 links esterni, di cui 4 provenienti dallo stesso IP (stesso server, diversi siti) Google non considererà più i link come esterni (e quindi portatori di PR e TR). Questo perché molti webmaster gestiscono più siti su un solo server, creando artificiosamente link esterni che in effetti tali non sono.
camu
giugno 12th, 2009 at 17:24
13Boh, tutti commenti interessanti ma quello che vedo io è che non importa troppo l’IP. Ai miei clienti americani vendo spazi basati su Tophost (italiano) e non lamentano problemi di indicizzazione
Roberto Fumarola
giugno 13th, 2009 at 09:34
14Io torno sull’arogomento “analisi del traffico”. Con tutti gli strumenti che ha Google a disposizione per capire se un sito è significativo per una determinata area geografica, è più logico che sfrutti la qualità del traffico diretto sul sito stesso.
Google ha a disposizione, per capire che utenza visita un sito:
- analytics
- la toolbar (qualcosina sparerà indietro ai server di google…)
- chrome (per quello che vale adesso come % di ultilizzo)
- gli utenti che cliccano sui link nelle serp corrispondenti a quel sito
Alla luce di questo, il posizionamento del server in un dato paese potrebbe essere l’espressione di un livello di servizio maggiore per un certo gruppo di utenti, nient’altro.
Bisogna vedere alla fine come queste varie variabili incidano effettettivamente.
L’esempio fatto prima da Fabio sul nuovo dominio .com potrebbe essere solo una coincidenza. Ovvero, il sito con più lingue ed ospitato in italia ha già una sua storia di visitatori di diversi paesi e quindi godere di una certa considerazione per gli algoritmi di google.
Il sito in inglese (ed hostato all’estero), potrebbe avvantaggiarsi del fatto che, anche se nuovo, ha solo utenti stranieri provenienti principalmente da un unico paese proprio perché ha contenuti solo in inglese. Bisogna poi vedere i BL che ha attualmente (anche se non in USA) che tipo di traffico qualificato gli viene inviato.
Sarebbe vederlo dal report di provenienza per pauese su Analytics, sarebbe interessante far confronti in questo senso.
----- >>>>>> Francesco Martino
giugno 14th, 2009 at 17:28
15Per me tutti questi discorsi sono abbastanza strani,
certo che se Google si basa solo sugli IP,
vuol dire che gli americani sono scemi,
Nell’era del computer facciamo ancora questi errori?
In fondo si tratta di un semplice programma che capisca da dove provengano realmente i link e voi che ne capite qualcosa, fate aumentare un po’ la confusione.
Andrea Pilotti
giugno 15th, 2009 at 18:02
16Penso che il fattore predominante, sia l’analisi degli IP che si collegano al sito. Avendo la maggioranza di utenti che si collegano dall’Italia, un sito anche se ospitato all’interno di server dislocati negli Stati Uniti, dovrebbe avere una categorizzazione geografica Italiana. Google raccoglie sicuramente una grossa quantità di dati di questo tipo. Ovviamente il mio pensiero è legato esclusivamente ad un ragionamento basata su un minimo di buon senso.
Seo a Beverly Hills
giugno 16th, 2009 at 20:52
17Ma diciamo che se vogliamo affinare il SEO ulteriormente l’ubicazione può influire, ma relativamente, nel senso che comunque con il web master central puoi dire a google qual’è la destinazione geografica del tuo sito, quindi a quale nazione ti rivolgi
Cristiano
giugno 22nd, 2009 at 15:18
18Io ho un idea diversa visto che in tal caso si chiuderebbe un certo mercato. I francesi vendono solo ai francesi, gli italiani agli italiani, e così via.
Forse non è più reale una situazione di questo genere? vado ad indicarla:
Sito in inglese, server USA, estensione .com= indicizzato da google.com con maggior facilità di un sito in italiano, server usa, estensione .com
Sicuramente google.it dà più importanza a siti scritti in italiano ma non perchè i server sono localizzati in italia, ma perchè sono in italiano.
Sbaglierò sicuramente visto che non sono un SEO, però sarebbe molto assurda una cosa del genere a meno che google stesso da domani venda server geolocalizzati, allora si che penserei che tutto dipenda dagli ip.
Le tattiche SEO di SEOmoz
giugno 24th, 2009 at 09:58
19[...] di posizionamento “geografici” Più o meno confermato quanto diceva Matt Cutts in questo video: l’estensione del dominio riveste una grande importanza, unitamente all’ubicazione del [...]
Che influenza hanno i “meta geo tag”?
luglio 9th, 2009 at 00:04
20[...] il discorso iniziato qualche giorno fa col post sull’impatto dell’ubicazione del server nel posizionamento su Google, che ha lasciato molti interrogativi [...]
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