18 mar
Postato da Tagliaerbe
Tag: google, penalizzazioni, seo, seomoz
Torno sull’argomento penalizzazioni perchè poche ore fa randfish di SEOmoz ha pubblicato una “Guida per principianti ai miti, alle penalizzazioni e allo spam” davvero notevole.
Ne ho estratto e tradotto questo significativo flowchart sul “Come gestire una penalizzazione da parte di Google”:

Il tuo sito risulta indicizzato (scrivendo in Google site:urldelsito.com)?
Se la risposta è NO: il sito è probabilmente bannato. Verifica cosa ti dice Webmaster Central, e compila una richiesta di riconsiderazione quando avrai rimosso i contenuti spammosi
Se la risposta è SI: Il tuo sito risulta ancora posizionato per il suo nome a dominio (o altri termini che identificano univocamente il brand)?
Se la risposta è NO: stai probabilmente soffrendo di una penalizzazione legata ai link o ad una attività di spam on-site (cloaking, keyword stuffing, etc). Per prima cosa, rimuovi tutti i link in uscita verso siti negativi, stoppa tutte le campagne di link a pagamento (che Google potrebbe aver scoperto) e fai pulizia di tutti i problemi on-page. Fatto ciò, vai in Webmaster Central e fai un richiesta di riconsiderazione, ammettendo che hai utilizzato tecniche scorrette e promettendo che non ne farai nuovamente uso.
Se la risposta è SI: Quando cerchi con 5-6 termini che si trovano nel tag Title delle tue pagine, trovi il tuo sito entro i primi 10-20 risultati?
Se la risposta è NO: probabilmente molti dei link che ricevi hanno perso il loro valore. Il Google Spam Team identifica ed elimina ogni giorno il valore contenuto nei link di molti siti e network. Vai in Webmaster Central e fai un richiesta di riconsiderazione, scusandoti dei tuoi bad link e chiedendo perdono. Quindi procurati ottimi link di alta qualità e naturali, che ti aiuteranno a posizionarti nuovamente bene.
Se la risposta è SI: non sei penalizzato, probabilmente hai solo perso alcune posizioni. Procurati link naturali e di alta qualità, e fai una verifica dei tuoi fattori SEO on-page.
Fonte: Rewriting the Beginner’s Guide Part IX: Myths, Penalties and Spam.
16 Risposte
pomhey
marzo 18th, 2009 at 01:43
1Il mio sito ha avuto una super penalizzazione il mese scorso per 24 ore (ero dopo il primo si nello schema).
Ho eliminato tutto cio che potevo levare e sono tornato su.
Più tardi ho capito chi era il responsabile, un banner pubblicitario della azienda klikir molto comune e molto usato che faceva un redirect strano.
Quel giorno ho perso 10 anni….
Martino
marzo 18th, 2009 at 09:33
2Segnalo che proprio ieri abbiamo tradotto lo stesso grafico, rifacendolo daccapo con Lucidchart
------------ >>>>>>>> Francesco Martino
marzo 18th, 2009 at 16:47
3Mi sembra strano che chiedendo perdono, Google ti perdona.
Mica Google è il nostro prete a cui dobbiamo
confessare i nostri peccati!
Francesco Martino
camu
marzo 18th, 2009 at 20:38
4Io non capisco il passaggio della Manipulative Link Activity, probabilmente per ignoranza in materia. Cioè se io vendessi link nella mia barra laterale, questo mi farebbe penalizzare? E come fanno a dimostrare che un link è venduto o solo un omaggio che ho fatto ai colleghi blogger (blogroll) che più mi stanno simpatici. Questo è il mio dubbio…
Tagliaerbe
marzo 18th, 2009 at 20:49
5@camu: la tua domanda è ricorrente; qui: http://blog.tagliaerbe.com/2008/01/come-google-riconosce-i-link-a-pagamento.html avevo provato a fare qualche ipotesi…
camu
marzo 18th, 2009 at 20:58
6Grazie per la segnalazione, quell’articolo me l’ero perso
Comunque mi sembra di capire che sostanzialmente molto si basa su una revisione umana dei link da parte di qualcuno.
giacomo
marzo 18th, 2009 at 23:26
7Ciao, avevo lasciato un commento nello scorso post sulla sand-box nel quale descrivevo la situazione con il blog di mia moglie, che da settimane era scomparso dall’indice google. Le ho provate tutte ho chiesto aiuto su vari forum.
Ho eliminato qualsiasi fonte di possibile, anche vago, problema (tags, link strani, ecc)
Poi stamane, dopo aver letto l’articolo qua sopra ho deciso di prostrarmi al cospetto di google e ho fatto richiesta di ammissione. Il risultato? Ma per ora, incrociando le dita, sembra ritornato tutto alla normalità, speriamo duri….
Martino
marzo 19th, 2009 at 10:32
8@Francesco Martino: ricordati che Google è americano. E gli americani ragionano così. Se riesci a dimostrare la buona fede o un sincero pentimento, funziona.
------------ >>>>>>>> Francesco Martino
marzo 22nd, 2009 at 06:22
9@ Martino mio omonimo, ma forse è il nome
Allora bisogna correggere quella frase che dice:
Gli americani so’ forti
in
gli americani so’ scemi
camu
marzo 22nd, 2009 at 14:23
10@Martino, se mi spieghi perché sarebbero scemi, te ne sarei grato. A me queste prese di posizione a cavolo mi danno molto fastidio e dimostrano la stupidità di chi le pronuncia
www
marzo 23rd, 2009 at 04:46
11Non sono scemi. Fin troppo sibillini semmai.
In effetti – anche stavolta – il tema del Manipulative Linking Activity è del tutto lasciato all’interpretazione.
MI chiedo: al di là dei link a pagamento – o della loro individazione – cosa è considerato una ‘manipolazione’ del ranking e quali sono gli ‘High quality, Non-Manipulative Links’?
Quelli gratis? Ok. Quelli ’spontanei’? Ok.
E cosa c’è di più soggettivo e opinabile della spontaneità?
Martino
marzo 23rd, 2009 at 09:24
12Non ho affatto scritto che sono scemi
Ricordiamoci che hanno un sistema giuridico diverso dal nostro e sui “reati” sono abituati a ragionare diversamente. Se fai una cosa una volta, ti fanno mettere per iscritto che prometti di non farla più.
Ma non perché sono scemi.
Ma perché se lo fai di nuovo, dopo averlo promesso, è un’aggravante.
Infatti fossi in voi eviterei di fare il furbo una seconda volta…
@www: concordo in parte sul discorso della Manipulative Linking Activity, anche se sono sicuro che un margine di individuazione “algoritmica” c’è di sicuro. I link manipolati ad esempio tendono a crescere molto in fretta e secondo un pattern di rete che appare sicuramente “artificiale” ad un’analisi matematica.
Per quello sono importanti le tecniche di Link Baiting: perché fanno guadagnare molto link, anche in breve tempo, ma secondo un pattern “naturale” (più caotico)…
La rassegna della settimana (6): SEO, Google Analytics, AdWords e social | TSW Blog
marzo 23rd, 2009 at 14:24
13[...] Traduzione italiana di un post sulle penalizzazioni di Google [...]
SEODart
marzo 26th, 2009 at 17:15
14Non condivido assolutamente il diagramma e l’opinione di seomoz.
Nel senso che conosco un sito che risponde sì a tutte e tre le domande ma è stato penalizzato da Google perché vende link.
Se per penalizzati, non ci si riferisce alla barretta verde allora è un altra cosa.
Ma a mio parere un PR in calo (magari un brusco passaggio da 5 a 2), non penso sia una promozione
Simone Parma
marzo 27th, 2009 at 14:13
15mi sembra una semplificazione eccessiva della questione..
Antonio
agosto 24th, 2009 at 15:15
16Sembra proprio che abbiamo un Dio in cielo e un Dio in terra chiamato Google, quest’ultimo ha la capacità divina di portare il nostro sito in paradiso a godere dei tanti visitatori che il nostro Dio ci dona giorno dopo giorno e in più ci da il pane con adsense, basta adorarlo e seguire le sue leggi ma…attenzione…Dio Google non perdona chi esce dalla via da esso stesso tracciata, dal paradiso ti porta all’inferno, niente visitatori, niente pane quotidiano e carestia fino a quando non ci postreremo davanti ad esso, chiedendo umilmente perdono e stracciandoci le vesti prometteremo di non farlo mai più!!!
Ragazzi…ma scherziamo o diciamo sul serio, siamo in un regime autocratico che fa il bello ed il cattivo tempo a suo piacimento, quello che mi rompe tantissimo è che non c’è un’altro motore in grado di stracciarlo o perlomeno di competere, i colossi di una volta…vedi altavista, yahoo, msn ecc…sono diventati solo come dei moscerini della frutta che al massimo riescono a solleticarlo ma niente di più.
Google ha stravolto tutto e con il nostro aiuto, noi lo abbiamo fatto crescere ed ora è diventato così grasso (la parola “Grande” non gli si addice) si diverte a dettare le sue regole, vero è che le regole sono necessarie per evitare il crearsi di una giungla, ma è altrettanto vero che se è il solo a leggiferare…permettetemi di dire che siamo in un regime, in una democrazia come in un mercato libero, si deve avere la possibilità di scegliere da chi essere governati, ebbene questo non c’è, qualcuno potrà dire…ma ci sono altri motori…sei libero di ignorare Google e per esempio affidarmi a Yahoo, vero, il problema è che Google porta nel tuo sito almeno l’80% del traffico, il resto se lo dividono gli ex grandi come Yahoo.
Rimango in attesa di un’alternativa che tarda ad arrivare, qualcuno dice cuil, altri bing, vedremo, ma finchè non ci sarà un valido competitor saremo sempre come foglie al vento…il vento che soffia Google e che non serve a fare volare le foglie ma anche a gonfiare, gonfiare cosa? Fate voi.
Un saluto affettuoso
Antonio
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