03 mar
Postato da Tagliaerbe
Tag: guadagnare-online, paid-to-write, revenue-sharing, soldi

Mondo Informatico è uno dei tanti siti italiani (anzi il primo, in ordine di tempo) che permette di guadagnare scrivendo articoli: in pratica, in ogni pezzo pubblicato vengono esposti gli annunci AdSense dell’autore (nella misura dell’80%), permettendogli di accumulare una piccola somma per ogni click effettuato sui banner dai lettori.
“OK” – mi dirai – “ma quanto si può arrivare a guadagnare?”
Di recente Tuonorosso (webmaster di Mondo Informatico, che conosco da parecchio tempo) ha reso note le revenue incassate da uno dei suoi articolisti nel corso del 2008.
ARTICOLI SCRITTI: 45
GUADAGNO ADSENSE: 275$
MEDIA ARTICOLO: 6.1$
Tanto? poco? non voglio fermarmi a riflettere sulla ”media articolo” (vicina comunque a quanto offerto da parecchi noti blog per un singolo post), quanto sulla tipologia.
Tuonorosso dice infatti che il suo utente ha scritto principalmente “Guide e Tutorial”.
Incuriosito dalla cosa, mi sono fatto dare un accesso momentaneo alle statistiche di Google Analytics, ed ho estratto i numeri di una tipica guida ed di un tipico articoletto; iniziamo ad analizzare quest’ultima tipologia:

La classica fiammata: articolo di poche righe in grado di ricevere interesse (e quindi accessi) solo per poche ore, per poi spegnersi come un fuoco di paglia. E pochi accessi = poche probabilità di click sui banner = pochi soldi.
Osserva invece questa immagine:

Stiamo parlando di un pezzo scritto il 27.03.2007, che ha ricevuto nel corso del 2008 oltre 40.000 visite… e la cosa più incredibile è che gli accessi tendono addirittura a crescere col passare dei mesi!
La lezione che possiamo imparare è molto semplice: per monetizzare con il Paid to Write devi puntare sui Pillar Article, ovvero articoli autorevoli, lunghi e ben sviluppati, con all’interno liste di consigli pratici e che siano, possibilmente, timeless.
Tali articoli avranno l’ulteriore vantaggio di raccogliere nel tempo nuovi link, con la conseguenza che scaleranno pian piano i motori di ricerca ricevendo così con costanza nuove visite da utenti propensi al click (l’utente proveniente da un motore è infatti solitamente molto più “cliccoso” di un utente fidelizzato): nel caso in questione, il solo traffico proveniente da Google ha superato i 36.000 accessi in 12 mesi, ovvero il 90% del totale.
Riassumendo, pillar article = link = visite = click = soldi: pensaci quando stai per scrivere un pezzo per il tuo Paid to Write preferito… o anche un post per il tuo blog
25 Risposte
bizbiz
marzo 3rd, 2009 at 00:55
1per la frasetta di chiusura… beh, ci rifletterei un po su
--------------- >>>>>>>>> Francesco Martino
marzo 3rd, 2009 at 01:13
2Bisogna avere un cervello molto aperto e non farsi deprimere dal basso guadagno, ma dalle visite che si possono ricevere al proprio blog, altrimenti se uno si preoccupa del compenso misero e dice non scrivo, dopo manco visite riceve, quindi il cervello puntato verso il futuro e soprattutto non farsi infinocchiare da quelli che invece i soldi li prendono solo loro, scrivi gratis, ma tutti i soldi sono loro, praticamente sono iscritto a tutti questo genere di siti, ma parecchi di loro non mi hanno convinto e li ho lasciati perdere, anche se non mi sono cancellato.
————— >>>>>>>>> Francesco Martino
Daniel - GenitronSviluppo.com
marzo 3rd, 2009 at 07:09
3Veramente ottimo articolo Taglia … visti i tempi! Complimentoni ancora!
Buon lavoro
Anel
marzo 3rd, 2009 at 10:48
4I siti Paid to Write li adoro….pensa che su ItalianBloggers.it con 24 articoli scritti (Di cui 6 nell’ultima settimana) Ho fatto più di 300 euro in un anno. Una media di quasi 17€ ad articolo. (Non ho contato nella media gli ultimi articoli). Se li sapete sfruttare…sono ottime fonti di guadagno secondo me!
Daniel - GenitronSviluppo.com
marzo 3rd, 2009 at 11:30
5L’ultimo commento mi sembra un ottimo modo per fare social marketing!
jajajajaj
Alex1980
marzo 3rd, 2009 at 11:59
6Bell’articolo
E’ ovvio che i guadagni dipendono esclusivamente dalla qualità e dalla visibilità dell’articolo che viene scritto . . a parer mio dunque non si può fare una media
arrgianf
marzo 3rd, 2009 at 14:20
7interessante, ma posso inserire in siti come mondo informatico un post del blog o parti di esso?
Massimo
marzo 3rd, 2009 at 14:25
8@arrgianf: puoi inserire degli abstract dei tuoi articoli, ma non ripubblicare contenuti già presenti in rete
arrgianf
marzo 3rd, 2009 at 14:31
9e negli abstrat non si può prndere direttamente dal blog facendo comparire qualche riga e poi c’è il rimando al mio? Tipo Wikio?
Massimo
marzo 3rd, 2009 at 14:33
10No, sarebbe del contenuto duplicato
arrgianf
marzo 3rd, 2009 at 16:09
11aspe.. ma duplicato se è tutto o molte righe.. ma se il post è di 20 righe e faccio un riassunto?
Massimo
marzo 3rd, 2009 at 16:28
12se fai un riassunto (o abstract che dir si voglia) utilizzando frasi non presenti nell’articolo originale allora va bene, ma se prendi 20 righe identiche a quelle che hai inserito nel tuo blog da 200 righe allora è contenuto duplicato
Anel
marzo 3rd, 2009 at 16:57
13Comunque mondoinformatico mi piace per ottenere buoni backlinks, non l’ho mai provato con Adsense…quasi quasi…
Paid to Write: guadagni di più con gli articoli lunghi o corti? | alVerde.net
marzo 4th, 2009 at 11:36
14[...] MondoInformatico. Davide, però, ha anche curiosato tra statistiche di analytics per capire quali articoli scrivere per guadagnare con il Paid to Write. Ottieni illimitati aggiornamenti sul guadagno online (GRATIS)** Ricevi gli articoli e le news di [...]
Pedro
marzo 4th, 2009 at 16:01
15Oddio, dipende sempre da cosa scrivi per il tuo blog. Il tempo è danaro anche in senso inverso. Se scrivo gratis per un progetto futuro che dovrà rendermi qualcosa in termini di ritorno di investimento, destinare questo tempo a 6 euro di compenso è una mezza perdita di denaro
Massimo
marzo 4th, 2009 at 16:06
16Certo…dipende…dipende sempre da qualcosa…dipende anche da quanto tepmo ci dedichi.
Se usi 20 minuti per scrivere un articolo, ne scrivi 3 in un’ora e sono 18 euro all’ora, che proprio poco non è
adriano
marzo 4th, 2009 at 18:03
17Molto utile il tuo post,io ho creato un blog sulle affiliazioni da circa un mese e mezzo,e mi sono dato da fare ho scritto quasi 40 articoli e non mi scoraggio anche se vedo da google analytics i visitatori.
Cerco sempre nuove idee ma non è facile,darò un occhiata a mondoinformatico.
Ikaro
marzo 4th, 2009 at 22:50
18Ti straquoto Davide.
Longevità delle informazioni e approfondimento sono una garanzia di successo.
Chameleon Copywriter
marzo 5th, 2009 at 11:43
19Articolo interessante. Mi domando però se valga la pena di pubblicare su un sito di paid to write un articolo che può generare 40.000 visite. O meglio, le genera proprio perché si avvantaggia della popolarità di Mondo Informatico o avrebbe fatto, sul lungo periodo, una performance simile anche se pubblicato sul sito/blog dell’autore?
Massimo
marzo 5th, 2009 at 11:51
20Io credo che un articolo può essere interessante ma:
- o è l’unico articolo dell’argomento in rete
- o è su un sito con un buon trust che permettere di essere in testa alle serp
Se è il primo caso allora è vero quello che dici tu, ossia che uno può scrivere l’articolo dove vuole e avrà quegli accessi, altrimenti credo che sia fondamentale il trust del sito (cosa che mondoinformatico ha).
Ciao
Il meglio della settimana #8 | BigThink
marzo 7th, 2009 at 14:06
21[...] Quali articoli scrivere per guadagnare col Paid to Write? Analisi di quale sia il miglior tipo di articolo da pubblicare sui siti di revenue sharing, per ottenere il maggior guadagno. [...]
Agoago
marzo 13th, 2009 at 00:50
22Complimenti, articolo interessantissimo.
bizbiz
marzo 22nd, 2009 at 12:36
23su problogger ho visto un’ offerta che paga, per articoli di circa 400 parole, 25dollari. Il tema è direct marketing, naturalmente.. in lingua inglese
abc24.it
ottobre 17th, 2009 at 21:42
24Confermo l’analisi di tagliaerbe, gli articoli più fruttuosi sono quelli che hanno un utilità e non scadono nel tempo.
Buoni articoli a tutti.
Paid to write
gennaio 11th, 2010 at 23:34
25Articolo interessante e direi molto neutro. Per esperienza posso dire che il paid to write puo’ esser molto remunerativo, ma occorre saper scrivere gli articoli, scegliere il giusto titolo, i giusti tag ed, ovviamente, la giusta categoria di articolo. Ci sono categorie molto remunerative ed altre estremamente poco.
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