
Non ho mai nascosto il mio rapporto di amore-odio (più odio che amore, in verità) per i social network, arrivando al punto di definirli inutili.
Oggi vorrei aggiungere al discorso un altro capitolo, riguardante i contenuti. La faccio riprendendo in gran parte il pensiero di randfish, pensiero praticamente identico a quello che ho in testa da tempo (e che ti offrirà sicuramente vari spunti di riflessione).
Spesso, SEO e webmaster creano ottimi contenuti, veicolabili in vari modi. Se hai creato un’ottima guida, un post, una foto, un video o anche qualche breve frase su un tema importante, che possa fornire un valore, questo contenuto dovrebbe servire a rafforzare strategicamente il traffico verso il tuo sito. Acquisire nuovi utenti attraverso l’uso di ottimi contenuti, nonchè la creazione degli stessi, non è certamente cosa da poco, ed è quindi molto importante capire cosa si vuol fare con i contenuti che si producono.
Quando pubblichi un contenuto sul tuo sito, ne hai sempre il controllo completo. Se i tuoi utenti lo condividono, otterrai nuove visite. Se il tuo contenuto riceve un link, questo link lo aiuterà a posizionarsi meglio nei motori di ricerca.
Se invece posti i tuoi contenuti al di fuori del tuo sito, puoi ricevere dei vantaggi secondari a livello di branding e di traffico, ma sicuramente non riuscirai a catturare il 100% dei benefici.
Mi spiego meglio, perchè non vorrei essere frainteso: non sto dicendo che postare sui social sia sempre una cattiva idea. Semmai intendo dire che se sei una azienda o un imprenditore con un tuo sito, dovresti fermarti a pensare a come e perchè distribuire il tuo contenuto da qualche altra parte piuttosto che sul tuo sito.
Se hai intenzione di utilizzare un social site, è importante pensare alla strategia. Lo stai utilizzando perchè è comodo e divertente, o perchè trovi che nel social ci sia un pubblico più vasto e partecipativo rispetto a quello che frequenta il tuo sito?
Ricorda che sul tuo sito hai il 100% del controllo, a livello di branding, di messaggio, di call to action, di ottimizzazione. Su un social non hai alcun controllo, e le “leve” che oggi riesci a controllare domani potrebbero sfuggirti.
Con alcune piattaforme (generalmente quelle di social news o social sharing, come Digg, Reddit, StumbleUpon e Delicious) non devi porti il problema: generalmente ottieni solo benefici e nessun svantaggio. In altri casi, come LinkedIn Answers, Knol o Scribd, devi ponderare meglio la cosa. I miei favoriti sono gli article submission aggregator, dai quali puoi ottenere link (non di altissima qualità), ma che tendono comunque a passare un pochino di benefici a livello di branding e traffico verso il tuo sito. Fra i peggiori invece c’è Wikipedia (e siti simili), dal quale non puoi ottenere alcun beneficio. Non riesco a capire come i grandi contributor di Wikipedia non si mettano ad aprire propri siti ed ottengano quindi il riconoscimento che meritano, invece di perdersi a discutere di magagne politiche.
Pensaci dunque molto bene prima di lasciare a qualcun altro il controllo dei tuoi contenuti.
Evita di disperdere nei social la totalità dei tuoi contenuti, utilizzali semmai per veicolare traffico verso il tuo sito.
In altre parole, punta principalmente sul suo sito, sul tuo blog, e utilizza i social solo per promuoverli. Fai in modo che i social abbiano sempre bisogno di contenuti esterni per sopravvivere.
Il tuo sito deve essere il sole, i social i satelliti… e non viceversa.
25 Risposte
Ottantotto
marzo 19th, 2009 at 00:35
1Un articolo davvero eccezionale! Anche io penso che i social network vadano presi con le pinze quando si tratta di pubblicare i propri contenuti… Mentre molti invece passano più tempo a segnalare ai social network che a scrivere articoli…
Grazie per aver dato un punto di vista davvero obiettivo di quello che è il social network online e di come non sempre segnalando le notizie e inviandole su vari social si ottengono benefici!
Stefano Piotto
marzo 19th, 2009 at 01:58
2Bisogna dire che una cosa è traslare i contenuti in un social network, un’altra creare contenuti appositi che parlino il linguaggio insito in Facebook, Wikipedia, ecc.
Se poi ci si aspetta traffico verso il sito, spesso si incontrano grandi delusioni. Chi li ama e li difende, dice che il valore della presenza nei social network è nel puro display, non nel traffico veicolato.
A me il social non piace, ma i clienti lo adorano come un vitello d’oro: siccome sono un professionista, ci lavoro e lo uso, mantenendo quell’equilibrio che mi tiene lontano da quella che un tale portoghese ha definito prostituzione intellettuale
Confronta ADSL
marzo 19th, 2009 at 07:44
3Condivido pienamente il tuo pensiero.
Grazie Taglia, come sempre
- Nicola
Luca Bove
marzo 19th, 2009 at 07:45
4Cosa intendi per “article submission aggregator” ?
Federica
marzo 19th, 2009 at 08:50
5I social network sono utilissimi a mio avviso e non solo (sottolineato) per aumentare le proprie visite. Odio infatti chi usa ad esempio twitter unicamente per promuovere il proprio post del giorno senza dare ulteriori contenuti..
Per avere il massimo bisogna integrare i social network al sito, oppure ancora meglio integrare i social network alla propria vita privata. Sembra strano, ma a mio avviso da un’idea di trasparenza che aumenta il traffico del tuo sito senza nemmeno rendertene conto! ; )
Confronta ADSL
marzo 19th, 2009 at 09:17
6@Federica
quando dici “integrare i social network alla propria vita privata” lo intendi dunque come una sorta di “fidelizzazione”?
Te lo chiedo perchè pensavo la stessa cosa che hai pensato tu, solo che non ho ancora capito bene come colmare la discrepanza fra i clienti (ai quali “do del lei” e non so come possano interpretare i miei shout su facebook – ad esempio “stamattina c’è il sole e mi sento un leone”) e invece gli amici, ai quali fa piacere sapere della mia vita privata ma presumibilmente non compreranno mai uno dei servizi che promuovo con la mia azienda =)
Che ne pensate?
Federica
marzo 19th, 2009 at 09:23
7A molte persone che conosco succede questo…vogliono tenere separate parte di amici su facebook o quelli su twitter o altri…personalmente dipende molto dal lavoro che si fa.
Io mi “autopromuovo” per come sono con tutti, colleghi, professionisti, amici d’infanzia e nuovi amici…tutti mi vedono per come sono e solo così sono trasparente e più avvicinabile, anche per quello che riguarda il mio lavoro!
Tagliaerbe
marzo 19th, 2009 at 09:47
8@Luca Bove: credo che randfish intedesse parlare di quei servizi che consentono di diffondere, in modo più o meno automatico, uno o più articoli su vari siti di article marketing.
@tutti gli altri: grazie, come sempre, per gli ottimi spunti
Francesco
marzo 19th, 2009 at 09:51
9Io ritengo che le visite non siano un gran KPI per un progetto web. Ad esempio 10 iscritti al feed valgono più di 100 accessi, molti dei quali occasionali, dai motori. Considerazioni analoghe potrebbero farsi con i social network.
Tagliaerbe
marzo 19th, 2009 at 10:14
10@Francesco: dipende sempre dall’obiettivo che ti poni
), anche perchè il mio intento primario NON è monetizzare coi banner.
Posso assicurarti che c’è un sacco di gente che punta solo ed esclusivamente sugli utenti occasionali e/o provenienti dai motori, in quanto (solitamente) più propensi al click sui banner rispetto agli utenti fidelizzati.
Facendo invece l’esempio del mio caso, credo fortemente agli utenti affezionati (da poco ho superato i 1.500 iscritti al feed!
E’ un pò il concetto che si trova nelle 4 domande qui sopra…
Alberto
marzo 19th, 2009 at 10:54
11Anche io condivido questo articolo, ma non ho ben compreso cosa intendi con “article submission aggregator”. Ti riferisci a qualche sito in particolare?
Tagliaerbe
marzo 19th, 2009 at 10:58
12@Alberto: se fai questa ricerca: http://www.google.it/search?q=article+submission&rlz=1I7GGIT_it&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7 , ne trovi a mazzi
Ikaro
marzo 19th, 2009 at 11:02
13E già: Il tormentone “I social hanno ammazzato i blog” dovrebbe diventare “I social hanno ammazzato i blog di quelli che hanno smesso di postare contenuti rilevanti”.
I social casomai faranno esplodere quei pochi blog che continuano a sfornare buoni contenuti
Alessandro Sportelli
marzo 19th, 2009 at 11:22
14Taglia questo non te lo commento qui! eheheh
Federica
marzo 19th, 2009 at 11:24
15@ikaro condivido!
pdellov
marzo 19th, 2009 at 14:11
16Mi trovo completamente d’accordo sia con ikaro che con Davide. I social a mio parere sono dispersivi e per chi vuole promuoversi sono sì, ottimi strumenti, ma credo che scrivere NEI social network sia molto meno utile.
Poi personalmente non mi piacciono molto i social network generalisti(facebook & co.), ma questa è un’altra storia.
Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda
marzo 19th, 2009 at 14:18
17Ci sarebbe da fare una distinzione tra bookmark, article marketing, social network e blog di proprietà.
Concordo sul fatto che “segnalare” è una cosa e “pubblicare” è altro. Chiaramente per quest’ultimo caso, lo farei soltanto nei miei siti/blog.
I social e Twitter se utilizzati con criterio e strategia sono un’ottima vetrina non penalizzante.
Alessandro
adriano
marzo 19th, 2009 at 16:12
18Un grande articolo complimenti,come sempre utili consigli.
CIAO
Nicola Riva
marzo 19th, 2009 at 17:39
19Interessante articolo e conclusioni, anche se, come in tutte le cose bisogna trovare il giusto equilibrio. Postare ad esempio, come molti fanno, giusto un ‘amo’ sui vari social network perchè la genti clicchi e vada poi a leggere i contenuti altrove, lo trovo, spesso, antipatico.
Direi che poi dipende dall’obiettivo finale. Se il mio obiettivo è, ad esempio, rendere noto a più gente il Marketing Guru che sono, un bell’articolo con contenuto interessante che scateni qualche discussione, lo metterei si su Linkedin. Lo trovo un bell’investimento per dare maggiore visibilitá alla mia professionalità e conoscenza. Chiaro con un bel paio di link per visitarmi e conscermi davvero.
Cmq, interessantissima riflessiona la tua, Davide.
Viking
marzo 20th, 2009 at 13:57
20Assolutamente d’ accordo , complimenti
fradefra
marzo 20th, 2009 at 22:23
21Io credo che però occorra fare alcune precisazioni. Anche se da sempre anche io ritengo che il sito sia il primo patrimonio aziendale, va anche detto che in certi contesti rende di più il contenuto su una comunità, che non sul sito.
In sostanza, come al solito, io credo che si tratti di definire degli obiettivi strategici e per questi mandare avanti il sito. Poi si definiscono degli obiettivi operativi e per questi è possibile che sia preferibile mandare avanti una comunità o un portale.
Non farei una regola standard. Ad un albergo, a volte, conviene di più una bella pagina su un buon portale turistico, che non un buon sito. Chi opera nel turismo, ben lo sa.
------------ >>>>>>>> Francesco Martino
marzo 22nd, 2009 at 00:24
22Bill Gates non amava Internet, poi ”ha dovuto” creare browser per andare in Internet.
Tante persone non amano i Social e poi te li ritrovi dentro.
Signori, in mezzo c’è la virtù, è chiaro che bisogna pensare prima al proprio blog e poi agli altri, le idee buoni vengono divisi con gli amici sui propri blog o creando degli ebook da distribuire sia gratis che a pagamento.
Bisogna imparare a sfruttare i Social per i propri usi e non il contrario.
Lascia dei commenti corti, oppure fai come me, visto che i social o i blog degli altri offrono dei spunti interessanti e ispirano dei commenti in un certo senso; lascia il commento anche se breve, ma nel frattempo copiatelo in un programma di Word e poi crea dei post più lunghi o degli ebook.
www
marzo 24th, 2009 at 06:18
23Ottimo post come sempre, e formidabili gli interventi di tutti.
Dico la mia: una piccola soluzione al ‘problema’ menzionato esiste già.
Fatevi un lifestream privato, dove vengano pubblicati automaticamente i vostri interventi sui social.
Un modo per ‘riprendersi’ i propri contenuti ed essere comunque presenti sui social con notizie e testi originali.
Dite che è una cattiva idea?
Confronta ADSL
marzo 24th, 2009 at 08:53
24@www
ciao, posso chiederti di spiegare meglio cosa intendi per “lifestream privato”?
www
aprile 7th, 2009 at 06:38
25Adibire una piccola sezione del vostro sito a raccogliere (attraverso un database) gli interventi che fate sui vari social media.
E’ facile, lo si può fare utilizzando i feed prodotti dai vari profili.
Esistono diversi script che te lo permettono; e plugin da implementare su wordpress, per esempio.
E’ chiaro che ha un senso solo se usi diversi canali, di modo che il mash up possa in qualche modo rappresentare realmente un ‘real time’ delle diverse attività che gestisci online, sui social.
E diventare quindi – anche – una ‘risorsa originale’ in più per il vostro sito.
Un modo in più per sfruttare – senza gelosie nè senso di tradimento del vostro blog – i social network.
Boh. Forse.
Ne ho visti parecchi in giro – magari non Italia – e quindi ho pensato di farmelo anch’io…. dite che è una c…zzata?
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