09mar
Postato da Tagliaerbe
Tag: branding, google, google-dance, matt-cutts
A quanto pare, l’update di Google del 18 gennaio (che avevo chiamato Brand Update) ha generato in ambito SEO un discreto polverone.
Matt Cutts, nel video qui sopra, ha voluto chiarire i dubbi sollevati da chi domandava se ora Google assegna un peso maggiore ai brand ai fini del ranking; ho estratto i punti più significativi della sua risposta (che scateneranno sicuramente dibattiti e riflessioni):
Non pensiamo al brand, ma ad altri parametri
Nel Search Ranking Team di Google non si parla di brand, ma di altri 5 parametri:
Si, il cambiamento c’è stato…
… ma è solo uno dei 3-400 cambiamenti che facciamo nel corso dell’anno: non lo chiamerei un update, è solo un piccolo cambiamento, che nel Googleplex abbiamo chiamato Vince’s change.
La cosa ha infatti impattato su un piccolo numero di query, e non ha avuto effetti sulla long tail. Un esempio? cercando su Google la parola ‘eclipse’, al primo posto non troviamo la Mitsubishi.
Il nostro obiettivo non è dunque quello di mettere sempre i brand ai primi posti delle SERP, ma i risultati che riteniamo migliori per gli utenti. L’obiettivo è ritornare risultati di alta qualità (con trust, reputation, authority, PageRank).
Quello che dovresti fare abitualmente, non cambia: lavora per costruire un buon sito, rendilo fantastico, diventa una autorità nella tua piccola nicchia, senza puntare per forza ad una nicchia enorme: le persone ti linkeranno, parleranno di te, sarai considerato un esperto al quale far riferimento.
Fonte: Google Confirms Algorithm “Change” But Down Plays Brand Push.
11 Risposte
Alessandro Sportelli
marzo 9th, 2009 at 09:24
1Non si può mica dare torto al nostro cutts!?! eheheh
Tagliaerbe
marzo 9th, 2009 at 09:32
2Leggi bene quanto dice Matt Cutts… i 5 parametri che ha indicato, ma soprattutto il paragrafetto finale (dove spiega cosa dovresti fare abitualmente), non equivalgono in fin dei conti al concetto di brand?
Ottantotto
marzo 9th, 2009 at 09:33
3Beh, io ritengo questa modifica interessante anche per i piccoli. Se anche un piccolo riesce a crearsi un suo piccolo brand e scrive bene in questa maniera sarà premiato da google più di chi scriverà i soliti articoli e verrà premiato perchè ha già la sua reputazione.
Insomma non lo ritengo un vero e proprio dramma, ma piuttosto una interessantissima novità da sfruttare al meglio!
Alessandro Sportelli
marzo 9th, 2009 at 09:38
4Si Taglia, mi sono espresso scherzosamente ma effettivamente pensavo la stessa cosa
… sempre che per “brand update” loro non intendano altro come ad esempio tenere in considerazione veri e propri “marchi registrati”… non so… magari è una cavolata. Ciao
Luca Bove
marzo 9th, 2009 at 09:40
5@tagliaerbe Daccordissimo… si tratta in effetti di traslare il concetto di “brand” in termini algoritmici.
Se lavori per un buon brand online ottieni buoni risultati
pdellov
marzo 9th, 2009 at 10:40
6Sinceramente non vedo grossi ed improvvisi cambiamenti.. è da tempo che, lentamente, ci si avvicina ad una cosa del genere…
@tagliaerbe: in effetti sì… quei 5 parametri sono le basi del brand sul web.. la stessa cosa detta in due modi diversi
Chameleon Copywriter
marzo 9th, 2009 at 12:43
7Mancanza di comunicazione? Michael Gray la vede così: http://www.wolf-howl.com/google/matt-cutts-failure-to-communicate/#more-2394
Andrea Serravezza
marzo 9th, 2009 at 14:44
8Qualcosa di interessante è uscita fuori già nei sitelinks per qualche sito/portale…
--------------- >>>>>>>>> Francesco Martino
marzo 10th, 2009 at 00:37
9Peccato che il tutto sia in inglese!!!!
Google Favorisce i grandi marchi? - Web Marketing Forum
marzo 10th, 2009 at 09:33
10[...] molto bello, ne parlava anche il taglia sul suo blog. Secondo me
Se gli update di Google favoriscono i grandi brand | SMM
marzo 16th, 2009 at 09:20
11[...] capire meglio di cosa parlo suggerisco una veloce lettura del secondo post di Tagliaerbe sulla [...]
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