11 feb
Postato da Tagliaerbe
Tag: buzz-marketing, google, paid-link, pay-per-post, social-media-marketing, yahoo

Spesso sono portato a pensare che il monopolio di Google, nel campo dei motori di ricerca, sia globale.
Se ciò è (forse) vero per USA ed Europa, ad Oriente le cose stanno diversamente: in Cina abbiamo Baidu, in Russia Yandex, in Corea Naver e in Giappone Yahoo!, che (secondo comScore/Settembre 2008) con i siti sotto il suo cappello totalizza il 51,2% di share (contro il 39% di Google):

Anche dal punto di vista delle pageview (secondo Nielsen/ Ottobre 2008), Yahoo! Japan batte Google alla stragrande: 3,5 miliardi di pagine contro le 2,5 di BigG.

Come ha dunque deciso di operare Google per sconfiggere (o quantomeno arginare) lo strapotere di Yahoo! sul territorio nipponico? innanzitutto, lanciando delle campagne pubblicitarie (online e offline) per spingere i suoi servizi (come, ad esempio, Picasa), e quindi mettendo in campo una strana strategia…
Settimana scorsa, l’home page di Google.jp è stata modificata con l’inserimento di una sezione che mostra i 5 termini più cercati nella versione locale del motore:

Per gli utenti è stato inoltre messo a disposizione un gadget (per iGoogle) e un widget (per inserire l’elenco delle chiavi nel proprio sito/blog).
Ma non è tutto.

Per spingere la nuova feature, Google si sarebbe rivolta a Cyberbuzz per pianificare una campagna Pay-Per-Post (si, i tanto odiati/penalizzati post con all’interno link a pagamento).
Lo dimostrerebbe il fatto che cercando in Google Blog Search con la chiave “Google Hot Keywords Ranking+Blog Widget+CyberBuzz” compaiono diversi articoli sull’argomento, i quali riportano in coda una dicitura del tipo “Questo post fa parte di una campagna Cyberbuzz”.
Troppo facile accusare Google di predicare bene e razzolare male.
Parlerei invece di come non abbia alcun senso cercare di promuovere un proprio servizio (minore) a suon di link, quando l’obiettivo dovrebbe essere quello di erodere importanti quote di mercato ad un grosso rivale.
E anche di come non sempre sia possibile avere successo con un motore di ricerca “fotocopiato” da un modello occidentale, in paesi con un diverso background storico, linguistico e soprattutto culturale.
O forse Google sperava davvero di colmare il divario che lo separa da Yahoo! tramite la diffusione di un semplice widget?
Fonte: Google Japan Buys Dirty Pay-Per-Post Links (ripresa anche da Pay Per Post: Google Uses Every Trick To Beat Yahoo In Japan).
3 Risposte
Francesco Martino
febbraio 11th, 2009 at 01:33
1In Guerra e in Amore tutto è permesso.
Le strategie di vendita devono essere adeguate al PAESE al quale ti rivolgi.
Secondo me non è sbagliato,
sarebbe stato sbagliato,
se non l’avesse fatto.
——————– >>>>>>>>>> Francesco Martino
Gianluca & Kanako
febbraio 11th, 2009 at 21:10
2Ottimo post e molto chiaro.
Una curiosità che forse qualcuno non ne è a conoscenza è che EBAY in giappone non esiste(o meglio non più). Esiste invece un vivace mercato “clone” interno alla nazione che gira su piattaforma yahoo ..uno dei motivi della sostenuta supremazia del motore di ricerca.
Tagliaerbe
febbraio 12th, 2009 at 09:14
3BREAKING NEWS
: Matt Cutts ha annunciato su Twitter (http://twitter.com/mattcutts/statuses/1200910626) che ora il PageRank di Google.jp è passato da 9 a 5.
In pratica, Google.jp è stato penalizzato per i post a pagamento!:
http://searchengineland.com/google-penalizes-google-japan-16541
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