12 feb
Postato da Tagliaerbe
Tag: blog, blogging, copywriting, post

Attenzione: questo non è un normale post. Certo, a prima vista vi sembrerà tutto in ordine, perchè in realtà è quello che gli sta dietro a renderlo unico: questo post non sta venendo scritto con una tastiera ma dettato in un microfono, con la sola imposizione della voce.
Utilizzando infatti un’apposito programma di trascrizione vocale l’intero post è stato e sta venendo realizzato sotto dettatura: le potenzialità (e le difficoltà) di questa modalità di scrittura sono abbastanza uniche da richiedere un meta-post che racconti sé stesso e il modo in cui si è formato. L’idea viene da un blog, Goodbye Dodos, che sto portando avanti proprio con questa tecnica.
Scrivere sotto dettatura ha infatti enormi vantaggi ma anche spaventose controindicazioni: in questo post cercheremo di fornire alcuni consigli su come scrivere “semplicemente” parlando (ma come vedremo non è così semplice come sembra), spiegando quali sono i principali ostacoli che si potranno incontrare.
Nel fare questo ci atterremo al vecchio canovaccio dei pro e contro. Partiamo dai vantaggi, pochi ma (molto) buoni…
Scrivere sotto dettatura consente di risparmiare tempo prezioso e, una volta addestrato il software a riconoscere la propria voce, consente di ridurre al minimo anche gli errori di battitura. Il risultato finale è quello di una stenografa virtuale che registra e trascrive su testo tutto uno che viene detto in tempo reale: arrivando ad affinare al massimo la propria abilità di dettatura e ad allenare al meglio il software è possibile scrivere in un’ora intere cartelle di Word.
Non solo: utilizzando un registratore digitale e attrezzandolo con un buon microfono è possibile scrivere i propri post, i propri articoli e le propria mail in qualsiasi posto e in qualsiasi momento, senza la necessità di essere legati a un computer, così da poter cogliere l’ispirazione del momento o approfittare dei momenti “buchi” per portarsi avanti col lavoro.
Vantaggi non da poco che consentono di slegare il lavoro dal computer e di ridurre al minimo il numero di ore impiegate a scrivere: immaginate la comodità di questo sistema quando vi trovate a scrivere mail fiume a clienti o colleghi, o di poter scrivere un post mollemente adagiati sul vostro divano. Bello no?
Peccato che questi allettanti vantaggi siano bilanciati da una messe di problemi ed ostacoli, abbastanza cocenti d’aver impedito fino ad ora la sostituzione della scrittura con la dettatura su larga scala, nonostante gli avveniristici pronostici del passato.
Il primo problema è sicuramente quello dell’iniziale difficoltà di comprensione da parte del computer: l’essere umano, o meglio il cervello umano, è in grado nell’ambito della ricezione dei suoni (come delle immagini) di interpolare ed interpretare le informazioni ricevute che ci consente di comprendere voci ed inflessioni notevolmente diverse, ma anche di completare parole solo accennate, talvolta farfugliate, spesso “smangiucchiate”.
Un software, per quanto avanzato, ha notevoli difficoltà a svolgere un’operazione simile non potendo contare ovviamente sull’immenso “potere” di una rete neurale: per questo è necessario prima di tutto addestrare il computer ad interpretare la propria voce. Questo processo di addestramento è lungo e sfiancante e può durare fino al 3/4 settimane: dopo un’iniziale test di prova che fornisce al software i dati di base sulla propria voce incomincia l’addestramento vero e proprio, attraverso cui il software, in base alle correzioni effettuate dall’utente e all’accumularsi di termini e parole nuove, riesce a migliorare la sua capacità di interpolazione.
D’altra parte proprio questo tentativo di interpretare le frasi può portare a risultati che secondo il vostro umore possono risultare comici o snervanti: così la mail diventa una mela, il post diventa un posto e il blog diventa un brocco: una metamorfosi dei termini molto rischiosa quando si mandano mail a clienti che possono ritrovarsi ad interpretare metafore arcane e architetture semantiche incomprensibili.
E’ il primo girone infernale, la prima fatica di Ercole che chi vuole usare questo sistema dovrà necessariamente affrontare. Inutile negarlo: inizialmente questo problema vi porterà sull’orlo dell’esaurimento nervoso e si registreranno probabilmente lanci di cuffie e mosse di karate ai danni dello sventurato microfono. Con un po’ di pazienza e di stoicismo potrete arrivare però in fondo a questa prova: gioite, perchè un’altra, ben peggiore, sarà lì ad aspettarvi.
Il secondo grande problema è infatti più sottile, non fisico ma psicologico: parlare da soli in un microfono come una telefonista impazzita della Telecom è una sensazione strana ed inquietante, probabilmente simile a quella che in cui si trovarono coloro che per primi hanno affrontato il cursore lampeggiante su schermo bianco nei primi word processor e che probabilmente sentivano la forte tentazione di tornare a picchiare sulla vecchia macchina da scrivere.
Se però la trasposizione dalla tastiera analogica della macchina da scrivere a quella digitale del computer poteva portare uno shock di breve termine, il blocco psicologico di dover monologare in un microfono può risultare sulle prime insormontabile e ci si ritrova a farfugliare termini sconnessi e fissare inebetiti lo schermo del computer con espressione vacua in volto. Personalmente ogni volta che ho questo blocco mi faccio forza e penso a Dostojevski che scriveva i suoi romanzi sotto dettatura. Poi mi guardo allo specchio e al massimo mi viene in mente “l’Idiota”, ma va beh…
Avete superato anche questa seconda prova e vi sentite pronti a spaccare il mondo? Errore: dovete ancora superare il terzo blocco, quello semantico. Perché nel momento in cui avrete superato i vostri tabù e le vostre inibizioni e comincerete a parlare a ruota libera incorrerete sicuramente nel problema opposto a quello del blocco dello scrittore-narratore: il flusso di coscienza Trapattoniano (prendo atto in questo momento del fatto che il mio programma conosce per scienza infusa la parola Trapattoni
).
In altre parole, dopo aver parlato per cinque minuti come un fiume in piena vi ritroverete a leggere una composizione scritta che assomiglia molto da vicino alle trascrizioni delle interviste impossibili di Trapattoni: questo perché pur non accorgendocene quando parliamo inanelliamo anacoluti, ripetizioni, frasi smozzicate che trascritte daranno vita ad un testo apprezzabile solo da chi abbia fatto pesante uso di droghe leggere (o viceversa). Ma anche in questo caso c’è una soluzione: il vecchio stratagemma della traccia che ci hanno insegnato quando eravamo ancora bambini con la matita infilata su per il naso si rivelerà il vostro migliore amico.
Organizzando il testo lungo una traccia ben precisa e soprattutto preparando frase per frase quello che dovete dire potrete dare un senso al vostro sconnesso flusso di pensieri. Questa resta comunque la sfida più difficile da superare e c’è il rischio concreto che i vostri post scritti sotto dettatura si rivelino fiumi in piena di difficile lettura.
Nonostante tutte queste difficoltà resta il fatto che poter scrivere e mandare una mail pochi secondi stravaccati sulla propria sedia senza nemmeno sfiorare la tastiera o poter dar libero sfogo alla propria vena creativa senza dover incappare nei rallentamenti di ritmo cui la scrittura ci costringe e per i più coraggiosi anche tentare delle navigazioni su Internet e delle ricerche su Google semplicemente sputazzando in un microfono resta una soddisfazione impagabile: ovviamente il consiglio è comunque quello di usare questa tecnica solo a casa perché se utilizzata i luoghi pubblici potrebbe attirare su di voi le attenzioni poco amichevoli di chi vi sta intorno.
E mi raccomando: ricordatevi di spegnere il microfono quando siete al telefono se non volete rischiare di mandare per errore ad un vostro cliente una mail con le ordinazioni per la pizza!
Questo articolo è stato scritto (a voce) da Antonio De Giovanni, Seo e Sem Supervisor. Antonio si occupa di Web Design e comunicazione, e quando non ha di meglio da fare imbraccia un microfono e riversa le sue deliranti teorie sul blog Goodbyedodos.com
20 Risposte
syymza
febbraio 12th, 2009 at 01:22
1Ottimo post! Unico dubbio che mi sorge è: quali software esistono o sono consigliati per cominciare?
Francesco Martino
febbraio 12th, 2009 at 01:30
2In questa frase ci sono due errori
Con un po’ di pazienza e di storicismo potrete arrivare però in fondo a questa prova: giote, perchè un’altra, ben peggiore, sarà lì ad aspettarvi.
storicismo=stoicismo
giote=gioite
Francesco Martino
febbraio 12th, 2009 at 01:38
3Non ti preoccupare che se sento parlare una persona da sola, non lo prendo per pazzo.
Sono abituato con i telefonini.
Ho visto tantissime persone diciamo parlare da sole , ma poi mi sono accorto che avevano il telefonino all’orecchio; in seguito c’è stato l’aggiunta del filo; quindi niente paura, nessuno ti prenderà per pazzo.
Anch’io ho un problema tecnico, ovvero ho un Mac, un vecchio mac di 5 anni e siccome tutti i programmi funziona su Pc, non posso utilizzare questa tecnologia, o mi sbaglio?
——->>>>Francesco Martino
Mirko
febbraio 12th, 2009 at 07:37
4Interessante..ma ho lo stesso dubbio di syymza..
Quale programma usi tu?
Mirko
pdellov
febbraio 12th, 2009 at 08:48
5Interessantissimo! Quale secondo te è il programma migliore e di più facile utilizzo per queste cose?
Altra domanda: una volta “addestrato” il programma verrà riconosciuta solo la nostra voce? Ad esempio quando si hanno difficoltà a parlare(raffreddore, mal di gola…) la voce appare modificata: il programma la riconoscerà ugualmente?
Antonio De Giovanni
febbraio 12th, 2009 at 11:03
6@Symza e Mirko: ho evitato volutamente di indicare il programma nel post per non farlo sembrare una marketta
Comunque apparentemente il migliore sulla piazza è Dragon Naturally Speaking, qualche spanna avanti rispetto agli altri (io uso la versione 10)
@Francesco Martino: mi ero informato anch’io (per la mia ragazza, che ha un Mac) e a quanto pare al momento in effetti non sono ancora usciti programmi degni di nota o versioni Mac di quelli già esistenti per Pc. Forse man mano che la tecnologia progredirà e con essa l’uso di questi programmi la lacuna verrà colmata
@Pdellov: apparentemente la sensibilità alle variazioni di una stessa voce non è altissima, probabilmente perchè una volta capite le dinamiche e il tempo di snocciolamente delle parole (oltre a identificare quali parole si “mangiano” abitualmente) il programma riesce a capire abbastanza bene: se però la voce è troppo bassa son dolori
syymza
febbraio 12th, 2009 at 11:20
7@Antonio: Arg, è decisamente caro, purtoppo
Francesco Martino
febbraio 12th, 2009 at 14:35
8Secondo me bisogna quasi sillabare,
con un mio amico tipografo sillabavo per fare le correzione ai manifesti.
Soltanto che magari bisogna essere un po’ veloce, altrimenti sempre secondo me, perché non conosco questo genere di programmi, vengono dei monosillabi e poi ci vuole più tempo per correggere.
Ma secondo un amico che lavora in comune e che devono sbobinare tutti i consigli comunali, questi sistemi non sono buoni, perché si perde più tempo per le correzioni e conviene di più la battitura diretta che usare questi software.
——– >>>> Francesco Martino
Francesco Martino
febbraio 12th, 2009 at 14:38
9Dopo aver postato questo commento, mi sono ritrovato il titolo di questo post; ed ho pensato:
- Perché lo hai chiamato post, quando questo è un phonopost o fonopost?
——– >>>> Francesco Martino
Mirko
febbraio 12th, 2009 at 14:38
10non pensavo così tanto..:S
Fabio
febbraio 12th, 2009 at 17:06
11Non potrei mai usare un programma del genere. Scrivo i post poco alla volta, spesso non nell’ordine in cui verranno letti. Non sono capace a parlare improvvisando. Inoltre finito il post riscrivo, cambio, taglio, incollo, sposto, elimino, aggiungo, correggo… sarebbe molto più scomodo.
Matt Kazz
febbraio 12th, 2009 at 18:42
12Hai dimenticato di specificare che se canti si stampano anche le note musicali.
Antonio De Giovanni
febbraio 12th, 2009 at 19:21
13@matt kazz
Hai ragione, sorry ! Allora ne approfitto per ricordarvi di non mangiare MAI fagioli prima di cimentarvi con la scrittura
P
Salvatore
febbraio 13th, 2009 at 15:22
14Se funzionasse davvero, 200€ non sarebbe neppure un prezzo eccessivo. E’ che sono andato sul sito e non sembra ci sia una versione demo disponibile per testarlo, ed è un vero peccato.
technotizienews
febbraio 15th, 2009 at 20:15
15Come scrivere un post… parlando!
Utilizzando infatti un’apposito programma di trascrizione vocale l’intero post è stato e sta venendo realizzato sotto dettatura: le potenzialità (e le difficoltà) di questa modalità di scrittura sono abbastanza uniche da richiedere un meta-post…
Come scrivere un post di 1.000 parole in 30 minuti
febbraio 26th, 2009 at 00:05
16[...] a scrivere velocemente. A meno che tu non abbia deciso di scrivere un post parlando, l’unico modo che hai per scrivere più velocemente è quello di imparare a digitare più [...]
ilprincipino89
marzo 5th, 2009 at 18:11
17uooooooooooo questo mi è nuova, vorrei provarlo
… Ne hai scritti altri a voce?
Come curare un blog avendo pochissimo tempo
giugno 16th, 2009 at 00:02
18[...] Ma ci sono tecniche che possono aiutarti nell’impresa: puoi provare (ad esempio) a scrivere parlando, oppure imparare a digitare 1.000 parole in 30 [...]
alfredo
gennaio 17th, 2010 at 14:57
19salve potrei gentilmente sapere dove trovare un programma (scrivere parlando ) grazie
Tagliaerbe
gennaio 17th, 2010 at 15:27
20@alfredo: ne trovi alcuni elencati qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Riconoscimento_vocale
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