
Mi accodo a quanto scriveva un paio di giorni fa il buon Luca Conti, sul come sia possibile trovare lavoro con il social web.
Mi accodo per “esplodere” un pochino quanto detto/linkato da Luca, parlando del mio caso e sgombrando il campo da facili illusioni ![]()
Nel titolo del post ho scritto che il lavoro si trova col Blog, e non con i Social.
Il motivo? perchè puoi essere iscritto a tutti network possibili e immaginabili, avere migliaia di contatti (spesso solo virtuali), ma quando avrai bisogno di un lavoro chi ti vuole assumere guarderà alla sostanza, e anche alla forma.
Intendo (oltre alle tue precedenti esperienze lavorative) la tua “presenza contenutistica” sul web, dal punto di vista qualitativo.
Ciò che scrivi sul tuo blog o sui forum, le tue foto, i tuoi video, potrebbero essere oggetto di osservazione da parte di possibili datori di lavoro, da ben prima che tu ne abbia effettivo bisogno.
Strettamente legata alla sostanza c’è la forma, ovvero il modo in cui esponi i tuoi contenuti.
Avere un blog pulito e ordinato, un profilo ben curato sul tuo sito (o nei vari social), ritengo sia estremamente importante per lasciare in chi legge una buona immagine di te.
Non so se è perchè (essendo un tantino “quadrato” e metodico) ho sempre rispettato (con le dovute eccezioni
) queste regole, oppure perchè ho coltivato amicizie non solo virtuali, ma concrete e reali: sta di fatto che ricevo costantemente offerte di lavoro (da parte di aziende operanti nel web marketing), nonchè diverse richieste di consulenza SEO/SEM (e anche di semplice aiuto, sia chiaro).
Cosa posso suggerirti?
Il tuo blog è il tuo curriculum vitae (recita Robert Scoble nel primo punto di un suo recente post).
Scrivici cose uniche e utili, mostra di essere competente nella tua nicchia, raduna attorno al tuo blog una community di lettori fidelizzati: vedrai che fra essi ci sarà anche il tuo prossimo datore di lavoro
16 Risposte
Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda
gennaio 16th, 2009 at 00:32
1Che aggiungere, dopo Robert Scoble c’è poco da dire se non ribadire che il curriculum concepito come eravamo abituati non ha più valore assoluto.
Oggi quello che conta è la reputazione sul web.
Questo lo hanno capito anche le aziende che prima di assumere un collaboraotre preferiscono farsi una “passeggiatina” sul web…!
stepius
gennaio 16th, 2009 at 02:40
2Beh, quando mio padre cerca operai per la sua ditta meccanica, non li trova certo attraverso un post o un filmatino di tre minuti su youtube (tanto per essere creativi). Nemmeno mio cugino che ha un’azienda di macchine utensili e sta spessissimo su Facebook ha mai reclutato qualcuno perchè attratto dalle performance sul web, anzi, devo dire che fatica proprio a trovare operai anche attraverso contatti diretti.
Insomma, oltre il Web 2.0, c’è il Mondo 1.0. Ogni tanto mi piace ricordarlo.
Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda
gennaio 16th, 2009 at 08:41
3@stepius: Dipende anche da come crei il tuo profilo sui social netowork. Non credo che Facebook venga utilizzato come Linkedin, ma volendo lo si potrebbe fare.
E’ chiaro che se sul mio profilo mettessi solo foto, gruppi inutili, commenti di poco senso, difficilmente riceverei un’offerta di lavoro.
Tagliaerbe
gennaio 16th, 2009 at 09:06
4Si stepius, in effetti mi dimentico spesso che c’è ancora un mondo “non connesso”
Diciamo allora che il post vale principalmente per tutte le professioni che hanno a che fare con Internet, o perlomento con l’IT… visto che penso sia quello il mio pubblico
Copes Flavio
gennaio 16th, 2009 at 10:23
5Stepius, come dice il TagliaErbe è una regola che vale per chi opera sul web e in generale in un mondo correlato ad internet.
Posso confermare in tutto e per tutto queste affermazioni, dato che più del 50% dei miei clienti mi contattano attraverso il blog.
Fabietto's Art
gennaio 16th, 2009 at 12:46
6Grazie mille per i consigli. Concordo pienamente!
Fabietto
Francesco Martino
gennaio 16th, 2009 at 18:12
7Sarei quasi d’accordo con tutti.
Vorrei solo aggiungere che per trovare lavoro, bisogna anche avere un po’ di umiltà.
Una volta ho ascoltato un colloquio fra due signore, di cui una diceva all’altra che suo figlio diplomato ragioniere voleva fare solo il bancario e nessun altro lavoro.
D’accordo che ognuno deve soddisfare le sue aspettative, ma è anche vero che se non hai l’umiltà di accettare il primo lavoro decente che ti capita, anche per farti conoscere, perché le aziende vogliono vederti all’opera; le chiacchiere su carta e sul web, o in video o qualunque altro sistema vanno bene, ma alla fine quello che conta sono le proprie capacità e soprattutto e ripeto soprattutto, anzi lo ribadisco SOPRATTUTTO in che modo ti rapporti con gli altri.
Potrai essere un genio, ma se tratti male le persone, corri il rischio di essere licenziato, anzi non lo corri, sei licenziato e basta.
Dico questo perché i giovai d’oggi credono di essere dei padreterni, saranno anche bravi, ma poi hanno dei comportamenti strampalati; se gli sei utile, ti rispettano e ti trattano bene, se non gli sei utile, ti trattano da imbecille e soprattutto hanno sempre la mosca al naso.
Gli americani, invece, trattano bene tutti, anche la manovalanza e soprattutto non rimprovano nessuno, ma usano un piccolo trucco.
Se per esempio hanno da ridire sull’operato di un meccanico, non lo rimprovano, dicono: – Conosco un meccanico che fa così e cosà e sbaglia, se facessi così …
Il meccanico capisce l’antifona e fa quello che vuole il proprietario dell’auto, ma non si sente offeso, perché non parla direttamente di lui.
E questo è marketing, anche se sembra che non vendo niente.
Adesso sto vendendo il comportamento degli americani e chi conosce l’inglese d’ora in poi potrà notare questa cosa, gli americani non dicono che sei imbecille, ma usano un giro di parole per dimostrarlo.
Perciò chi vuole lavorare, qualunque sistema voglia utilizzare, si ricordi l’umiltà e il saper convincere il datore di lavoro sulle proprie capacità senza montaggi di testa.
Sempre per tornare agli americani, quanti film hai visto dove anche se uno è ricco e il padre ha un’azienda, va a lavorare nei supermercati o comunque lavorare per gli altri per abituarsi sempre a come trattare gli altri.
Rifletti bene su quello che ho detto.
———->>>>>>>>>> Francesco Martino
andrea micronarrativa
gennaio 16th, 2009 at 18:20
8Molto interessante! Ho scovato un po’ per caso il tuo blog, mi piace molto.
Andrea
Tagliaerbe
gennaio 16th, 2009 at 19:14
9@Francesco: le cose che dici le conosco benissimo, non sono più un ragazzino da un pezzo (ho 40 anni e 3 figlie
).
Anzi, ti racconto un aneddoto (reale, si intende): nel 1994 lavoravo in una grossa multinazionale, un lavoro poco stimolante e interessante.
In una serata di quell’autunno-inverno scoprii Internet, mi “folgorò”, e cosa feci? mi licenziai dal mio posto sicuro, presi la mia magra liquidazione e mi misi a fare l’Internet Provider, con grande umiltà e modestia.
Son quasi 14 anni che con Internet ci vivo, ho visto alti e bassi, new economy e “bolle scoppiate”… ma sono ancora qui, con la stessa passione di allora (e forse anche di più).
Francesco Martino
gennaio 17th, 2009 at 01:40
10Sei più “pazzo” di me.
Spero che prima di lasciare quel lavoro, già cominciavi a guadagnare qualcosa.
L’incoscienza va bene, ma quando è calcolata.
Cambiare lavoro all’improvviso senza aspettative, beh!
Spero che tua moglie non ti abbia tirato le orecchie.
——>>>>> Francesco Martino
Tagliaerbe
gennaio 17th, 2009 at 08:23
11Quando mi “buttai” nel mondo di Internet, non avevo nè moglie, nè figli
Se posso dare un suggerimento ai lettori, è forse questo: certe cose fatele solo quando siete molto giovani (e molto incoscienti), quando non avete un mutuo da pagare e la famiglia da mantenere.
Oppure fatele comunque, ma mettete via abbastanza soldi per campare almeno un annetto (e magari tenete aperta una “opzione retromarcia” con l’azienda per la quale lavorate).
» Educazione, sistema di apprendimento e mondo del lavoro
gennaio 18th, 2009 at 09:30
12[...] sistema di apprendimento
Simone
luglio 9th, 2009 at 10:30
13Questo vale per le aziende fortemente inserite in un contesto tecnologico e soprattutto web..ma ragazzi siamo in Italia..abbiamo tante aziende che lavorano ancora con la mentalità di 30 anni fa..non credo che qua un blog faccia più di tanto la differenza..Forse all’estero..
Mammachefatica
ottobre 21st, 2009 at 11:22
14Beh! Noi ci stiamo provando (con
CaseinItaly.com ed il blog di Mammachefatica), speriamo che la nostra sfida vada avanti e
di essere un esempio da emulare per altre donne/mamme.
valentina
novembre 30th, 2009 at 12:25
15Credo che internet e mondo del lavoro sia un ottimo binomio
Offerte Lavoro
dicembre 28th, 2010 at 15:40
16Fate molto attenzione a non confondere lo strumento (Internet) con l’impiego.
Un mezzo per trovare lavoro si, un mezzo con cui vivere no, sempre che non siate Mark Zuckerberg o Larry Page
ciao
Luca
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