Se prendiamo lo IAB Forum 2008 dal punto di vista dei puri numeri, sembra che la crisi economica non abbia (o quasi) toccato il settore della pubblicità online:

  • 80 espositori (infilati pure nei corridoi), con un incremento del 35% rispetto all’edizione 2007
  • 6.000 iscritti (convegni, workshop e stand super-affollati)
  • mercato 2008 in crescita del 23,3% rispetto al 2007 (e per il 2009 è prevista una crescita del 20% rispetto a quest’anno)

Ma per quanto sia da sempre un inguaribile ottimista, vorrei spendere un paio di parole anche a favore del bicchiere mezzo vuoto, miscelando considerazioni per la maggior parte mie, un pò di altri con cui ho parlando in questi 2 giorni di evento:

  1. la tendenza per le 3 aziende “del search” con cui ho avuto modo di discutere, è quella di andare verso la consulenza strategica. In pratica si passa dal concetto di agenzia SEO/SEM a quello di consulenti globali per tutte le attività online, a 360°. Ciò non significa che la figura del SEO/SEM specialist sia morta e sepolta, ma che è ormai impossibile, per i classici One Man Show all’italiana, riuscire a chiudere contratti con clienti di un certo peso.
  2. le concessionarie serie e di un certo spessore sono pochissime. Personalmente vedo meglio quelle verticali (ben rappresentate fra gli stand), che conoscono bene il settore nel quale operano e che magari lavorano con siti leader in quella nicchia, rispetto a quelle che aggregano “di tutto un pò” solo per fare numeri, e solo con l’obiettivo di vendere banner/impression “tanto al chilo”. Tra le altre cose, il CPM destinato ai siti verticali è molto più interessante del generalista… ;-)
  3. in prospettiva, col rafforzarsi delle grandi concessionarie in grado di lavorare sempre più in linea diretta coi grossi clienti (ovvero senza intermediari), intravedo il declino dei centri media, figure che perderanno man mano la loro ragion d’essere: ma ritengo ci vorrà ancora qualche anno…
  4. se i grossi siti vanno dalle grosse concessionarie, significa allora che chi ha soldi da investire dovrebbe comprare un bel pò di siti e magari aggregarli all’interno di una concessionaria? beh, visto anche il periodo di crisi, sono dell’idea che con poche decine di milioni di euro è possibile acquistare praticamente tutte le più belle realtà del web italiano… se vinci al SuperEnalotto, pensaci seriamente: potresti diventare in pochi anni il Rupert Murdoch del Bel Paese :-)

Concludendo

Una crisi economica non dura (come qualcuno ha ipotizzato…) qualche settimana, e il 2009 sarà l’anno dello spartiacque: chi è solido e ben strutturato soppravviverà (o addirittura si rinforzerà… molte realtà stanno infatti assumendo proprio in questo periodo, e sono alla disperata ricerca di personale ad altro profilo), altri (privi di idee, troppo fossilizzati sul loro business model e non in grado di evolversi camaleonticamente) verranno inevitabilmente spazzati via: per allora, augurati di stare sul carro del vincitore.

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