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	<title>Commenti a: Il Neuromarketing per monetizzare YouTube?</title>
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	<description>Web Marketing Blog</description>
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		<title>Di: Monetizzare Youtube e il video online &#124; Mapendo</title>
		<link>http://blog.tagliaerbe.com/2008/10/il-neuromarketing-per-monetizzare-youtube.html/comment-page-1#comment-14532</link>
		<dc:creator>Monetizzare Youtube e il video online &#124; Mapendo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 06:13:26 +0000</pubDate>
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		<description>[...] un modo per coprirli. Dopo aver provato varie strade,  dal pagamento dei video al più fantasioso neuromarketing, Google potrebbe aver trovato la strada [...]</description>
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		<title>Di: Carlo D'Angiò</title>
		<link>http://blog.tagliaerbe.com/2008/10/il-neuromarketing-per-monetizzare-youtube.html/comment-page-1#comment-9067</link>
		<dc:creator>Carlo D'Angiò</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 20:04:18 +0000</pubDate>
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		<description>Il neuromarketing è una scienza molto interessante che parte dal 
presupposto che ogni uomo è più egocentrico di quanto sa di 
essere. Viene prima il suo benessere e la sua sicurezza... e poi 
tutto il resto.

Le neuroscienze parlano di tre strutture concentriche del nostro 
cervello, quello rettiliano (primitivo), quello emotivo e quello 
razionale. Dai test condotti sino a oggi, sembra che il primo, quello ancestrale, sia il vero decision maker, ovvero, il cervello che prende le decisioni più importanti, ma soprattutto quelle che hanno rilevanza con il benessere e la sicurezza di cui sopra.

Secondo il mio punto di vista, oltre al fatto che non bastano 40 persone a fare un test attendibile, bisogna sempre fare i conti
con il cervello antico, come dicono le neuroscienze. Tutto ciò che rappresenta una minaccia (o che viene così percepito) attira l&#039;attenzione. 

I fatti insoliti o &quot;a sopresa&quot; vanno in questa direzione. 

E&#039; evidente che l&#039;abitudine rende sicurezza al cervello antico e lo pone in uno stato di non interessamento, neutralizzando ogni tipo di marketing.

Alla fine, anche YouTube può avvalersi del neuromarketing, ma dovrà farlo con interventi ripetuti e creativi per fare breccia ogni volta che tecniche nuove. 

L&#039;obiettivo è sempre lo stesso: aggirare l&#039;abitudine!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il neuromarketing è una scienza molto interessante che parte dal<br />
presupposto che ogni uomo è più egocentrico di quanto sa di<br />
essere. Viene prima il suo benessere e la sua sicurezza&#8230; e poi<br />
tutto il resto.</p>
<p>Le neuroscienze parlano di tre strutture concentriche del nostro<br />
cervello, quello rettiliano (primitivo), quello emotivo e quello<br />
razionale. Dai test condotti sino a oggi, sembra che il primo, quello ancestrale, sia il vero decision maker, ovvero, il cervello che prende le decisioni più importanti, ma soprattutto quelle che hanno rilevanza con il benessere e la sicurezza di cui sopra.</p>
<p>Secondo il mio punto di vista, oltre al fatto che non bastano 40 persone a fare un test attendibile, bisogna sempre fare i conti<br />
con il cervello antico, come dicono le neuroscienze. Tutto ciò che rappresenta una minaccia (o che viene così percepito) attira l&#8217;attenzione. </p>
<p>I fatti insoliti o &#8220;a sopresa&#8221; vanno in questa direzione. </p>
<p>E&#8217; evidente che l&#8217;abitudine rende sicurezza al cervello antico e lo pone in uno stato di non interessamento, neutralizzando ogni tipo di marketing.</p>
<p>Alla fine, anche YouTube può avvalersi del neuromarketing, ma dovrà farlo con interventi ripetuti e creativi per fare breccia ogni volta che tecniche nuove. </p>
<p>L&#8217;obiettivo è sempre lo stesso: aggirare l&#8217;abitudine!</p>
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		<title>Di: Mik</title>
		<link>http://blog.tagliaerbe.com/2008/10/il-neuromarketing-per-monetizzare-youtube.html/comment-page-1#comment-9049</link>
		<dc:creator>Mik</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 00:14:11 +0000</pubDate>
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		<description>e bastano 40 cavie per decretare la bontà di una nuova tecnologia?

tralaltro:
- la consapevolezza di essere cavie può influire molto sui risultati
- qualsiasi nuovo formato pubblicitario all&#039;inizio riscuote un grande successo, appena l&#039;utente si abitua, impara a evitarlo già a livello inconscio

mi pare quasi scontato che in un sito di video la pubblicità vada collocata laddove si concentra l&#039;attenzione dell&#039;utente, cioé sul piccolo rettangolino del video, ma credo sia molto presto per cantar vittoria

penso ci siano tante altre strade ancora da esplorare, in particolare nel B2B: e-learnig, videoconferenze, piattaforma di pay 2 view ... una sorta di lulu dei video, maggiori collaborazioni con i network televisivi, e perché no, la IPTV (o webtv)

per ora la gestione google di youtube è stata deludente, mi pare strano che sia questa la loro migliore trovata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e bastano 40 cavie per decretare la bontà di una nuova tecnologia?</p>
<p>tralaltro:<br />
- la consapevolezza di essere cavie può influire molto sui risultati<br />
- qualsiasi nuovo formato pubblicitario all&#8217;inizio riscuote un grande successo, appena l&#8217;utente si abitua, impara a evitarlo già a livello inconscio</p>
<p>mi pare quasi scontato che in un sito di video la pubblicità vada collocata laddove si concentra l&#8217;attenzione dell&#8217;utente, cioé sul piccolo rettangolino del video, ma credo sia molto presto per cantar vittoria</p>
<p>penso ci siano tante altre strade ancora da esplorare, in particolare nel B2B: e-learnig, videoconferenze, piattaforma di pay 2 view &#8230; una sorta di lulu dei video, maggiori collaborazioni con i network televisivi, e perché no, la IPTV (o webtv)</p>
<p>per ora la gestione google di youtube è stata deludente, mi pare strano che sia questa la loro migliore trovata</p>
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