Oggi cade il Blog Action Day 2008, e il tema di quest’anno è la povertà.
Non essendo uno dei temi che abitualmente tratto (e quindi conosco), scriverò probabilmente un serie di inutili ovvietà… ma proviamoci
Il dizionario definisce povertà come lo “stato di chi versa in condizioni di grave disagio economico, di ristrettezza”, ma anche chi ha un “reddito pro capite insufficiente”: e arriverò proprio ad analizzare queste ultime 4 paroline.
“Il battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare una tromba d’aria in Texas” (recita un vecchio adagio).
Il crollo del sistema bancario mondiale non è forse paragonabile ad un piccolo battito d’ali, ma certamente ha creato un “effetto domino” notevole in tutti i settori dell’economia, talmente veloce da lasciare stupefatti.
La cosiddetta new economy è probabilmente fra i primi settori a prendersi sonore mazzate (perlomeno “a parole”): da qualche giorno girano infatti titoli del tipo “i dipendenti di Google guardano inorriditi il calo delle loro stock option“, mentre un notissimo VC (Sequoia Capital) si è affrettato ad annunciare pubblicamente che “i bei tempi son morti e sepolti” (guardati queste slide per capire cosa intendo):
Ma se il problema del crollo delle borse potrebbe lasciare l’italiano medio (almeno nell’immediato) indifferente (me lo vedo dire “tanto io di azioni non ne ho, e il mio conto corrente è più in rosso che in nero…”), non lo è invece quello del tasso dei mutui, che di anno in anno (o farei meglio a dire di mese in mese) è salito alle stelle: si, perchè l’italiano medio vuole la casa di proprietà, non ha (ovviamente) i soldi per acquistarla, e quindi si indebita.
Le banche, qualche annetto fa, concedevano mutui a destra e a manca, illudendo il malcapitato utente che “ce l’avrebbe fatta” a pagare… peccato che lo stesso disgraziato deve già pagare le rate dell’auto, dei mobili, degli elettrodomestici e pure della vacanza (già, perchè sembra obbligatorio andarci… mentre io sono 8 anni che non faccio ferie).
E quindi la coperta è diventata corta, troppo corta.
A parte la smania italica di acquistare SUV e vestiti firmati (manco fossimo tutti calciatori/veline…), una parte della colpa è da imputare al “reddito pro capite insufficiente”.
Non importa (o quasi) la qualifica, il settore in cui lavori, le competenze acquisite nel tempo, l’anzianità: ti proporranno sempre uno stipendio che balla intorno ai 1.000 euro al mese, magari un pò meno se fai lo stagista in un centro media, un pò di più se da qualche anno batti righe di codice su una tastiera (anche se non è detto…).
Non c’è, insomma, meritocrazia: il “sistema Italia” ha creato un popolo di lavoratori fantozziani, personaggi demotivati che aspettano solo lo scatto di categoria biennale per guadagnare qualcosina in più, mentre tirano sera (Brunetta permettendo…) alla macchinetta del caffè, aspettando il suono “della campanella” (un pò come si faceva a scuola
).
Fossi un pochino più giovane e senza moglie (e 3 figlie piccole), probabilmente sarei già fuggito all’estero… ma visto che la situazione non lo permette, potrei (visti i tempi) lanciare un bel blog sul risparmio (da rivendere poi a 15 milioni di dollari), o anche uno sul lavoro (pare che ultimamente gli accessi ai siti di recruitment stiano decollando… chissà come mai
).
P.S.: se questo post non ti ha ancora depresso a sufficienza, ti suggerisco 3 simpatici articoletti:
6 Risposte
EaMania
ottobre 15th, 2008 at 08:19
1(già, perchè sembra obbligatorio andarci… mentre io sono 8 anni che non faccio ferie).
wow, pensavo di essere l’unico che non va in vacanza da 8 anni
Abruzzo Seo
ottobre 15th, 2008 at 09:44
2La depressione di questo posto è minimale rispetto alla situazione generalizzata che un può percepire di più o di meno rispetto a quanto capisce di economia.
Con le ultime letture di questa mattina posso parafrasare dicendo che, il titanic italia, prima colpito di striscio dall’iceiberg, successivamente in fase di allagamento, ha iniziato ad imbarcare così tanta acqua che la prua è già sotto.
Fate voi il resto.
Quanto all’esteo, caro Taglia, credimi c’è sempre tempo per scappare, basta solo trovare una manciata di coraggio e un forcone con il quale spronare i familiari che si oppongono
Alessandro Cosimetti
ottobre 15th, 2008 at 11:53
3Parlo dalla mia esperienza (non che sia un navigato!).
Ho lavorato per anni in una multinazionale e ho visto ex colleghi prendere mazzette a destra e manca, scappare di corridoio in corridoio in attesa della “campanella”.
Finte malattie e svogliatezza a non finire e tutto questo per una decina di banconote da 100 euro al mese.
Altre colleghe prostituirsi per un contratto indeterminato (sempre per le solite 10 banconote!).
Nel mio caso a 23 anni quando entrai in azienda, mi sono guadagnato il contratto dopo 2 anni di apprendistato contornato da straordinari non retribuiti (ero apprendista!).
Per andare in ufficio prendevo la metro, il treno per arrivare a Fiumicino, il pulman e 300 metri a piedi. Sole, pioggi, caldo e freddo….non cambiava nulla!
Non ho mai sperperato a caXXo i soldi che guadagnavo e di sicuro non mi sono mai indebitato per una vacanza (ma come si fa dico io!!).
Ho investito su me stesso ed ora vivo e lavoro nello stesso settore ma da libero professionista.
Non è facile, e dopo 8 ore di ufficio una volta tornato a casa mi rimettevo davanti al pc…ma se non lo facevo, di sicuro restavo dove ero.
Certo, esiste la crisi ma pure quelli che fanno 4 ore di fila per il cellulare da 500 euro, che aprono la finanziaria per la vacanza e poi…
…a me fanno una pena quelli tutti vestiti Armani, D&G, Gucci insomma i finti ricchi che per pagarsi gli occhiali all’ultimo grido devono lavorare 3 giorni…
Per concludere….la vera crisi inizia dal cervello di tanti soggetti.
Scusate lo sfogo!
Alessandro
Daniel - GenitronSviluppo.com
ottobre 15th, 2008 at 13:04
4Confermo quanto annuncia Alessandro anche da chi ha qualche anno in più di esperienza.
Sicuramente chi naviga in un settore come questo è difficile che non trovi il modo di imboccarsi le maniche e darsi da fare in 4.
Siamo o no degli inventori?!
Buon Lavoro a tutti
Daniel – GenitronSviluppo.com
Rossella
ottobre 15th, 2008 at 16:55
5Non è il blog demoralizzante, neanche la situazione generale. Lo è di più la mentalità diffusa.
Se un’eccellente neolaureato vi dice che per lui il sogno della sua vita oggi, 2008, è un lavoro fisso senza preoccupazionei, cosa ne pensate?
Io,che i potenziali cervelli o partono già demotivati o hanno una mentalità preoccupantemente retrò.
Per me l’intelligenza non va mai sprecata e dei neolaureati dovrebbero essere pronti almeno a lottare un paio d’anni in quello in cui credono…
Per me sentirsi stupidi come me dopo 8 anni di lavoro, dato che mi rendo conto che la meritocrazia è un sogno
thanks2world
ottobre 17th, 2008 at 01:13
6“scriverò probabilmente un serie di inutili ovvietà… ma proviamoci” … sara’ ma per me hai fatto un eccellente resoconto della nostra ormai misera realta’. Possiamo pure abbracciarci tutti e piangerci addosso perche’ a quanto pare la strada e’ ancora tutta in salita.
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