24 ott
Postato da Tagliaerbe
Tag: advertising, banner, pubblicità
ovvero “se io non mi conoscessi, mi fiderei di un blog come il mio ?”

Nella blogosfera attuale, dove sempre più inseguono il sogno del guadagnare su internet, credo oramai sia chiaro che monetizzare un blog sia qualcosa di più complesso del riempirlo di banner, inserire un pulsante “compra!” e aspettarsi che piovano automaticamente palate di soldi dal nulla.
A maggior ragione in un panorama, quello italiano, limitato da paletti linguistici che ne restringono (e di molto) le possibilità di espansione.
Riuscire ad impostare una proficua strategia di vendita di spazi pubblicitari sulle nostre pagine è quindi questione di comprendere alcune dinamiche mentali (per la verità abbastanza basilari) all’interno delle quali ricadiamo tutti senza rendercene conto.
Potremmo iniziare assumendo che le persone:
La capacità di un blogger di monetizzare le proprie pagine risiede dunque nel comprendere questi due punti e fare leva su di essi.
Come dicevano, le persone seguono la massa. La curva di apprezzamento (e quindi di potenziale guadagno) di un blog potrebbe essere nei primi tempi molto lenta, sino a diventare poi esponenzialmente maggiore mano a mano che viene a rafforzarsi un apprezzamento esterno. Parliamo di valore percepito. Più persone ti considerano autorevole, più altre ancora saranno invogliate a farlo.
Con “zona di sicurezza” potremmo definire quella specie di “bolla” che inconsciamente ci creiamo e all’interno delle quale ci riteniamo in grado di controllare ogni aspetto di ciò che facciamo e le sue possibili conseguenze future.
Investire in un blog comporta per il potenziale acquirente fare un passo per uscire dalla sua zona di sicurezza e mettere sul tavolo qualcosa di più che un backlink o un po’ di visibilità. Comporta prendere accordi, tirare fuori una carta di credito o un conto paypal e sperare di non aver gettato al vento una manciata di euro.
Si può capire quindi come un piccolo blog appena nato con una manciata di utenti al seguito abbia poche speranze di monetizzare in maniera concreta le proprie pagine, mentre mano a mano che l’apprezzamento cresce, i lettori aumentano e l’autorevolezza viene riconosciuta, aumentano in maniera collegata anche le possibilità di poter vendere spazi pubblicitari.
Ecco quindi che lavorare sul messaggio che andiamo a proporre ai nostri utenti è qualcosa di molto delicato e che deve essere cucito su misura rispetto alla nostra popolarità, autorevolezza e dimensione del target al quale siamo in grado di rivolgerci.
Dobbiamo in sostanza convincere gli utenti ad uscire dalla loro “zona di sicurezza”, farli sentire parte di un sistema che già funziona e porta i suoi frutti. Non aspettiamoci che essi compiano il primo passo, ma impostiamo un cammino preciso per guidarli fino a noi.
Non che io sia contro ai blog generalisti. Tuttavia è probabile che avendo un blog che parla “di un po’ di tutto” scoprirete che sarà molto più difficile trovare inizialmente gente disposta a comprare uno spazio banner. Questo perché solitamente chi vende, non vende “un po’ di tutto”, ma vende un preciso bene/servizio ad un preciso target. Se parlate già a quel target, siete a cavallo.
Non riducetevi a sponsorizzare i vostri spazi liberi in sordina, quasi come se aveste paura di rendere pubblica la cosa. Se così avete deciso, fatelo in maniera aperta e ben visibile, dedicandole una vera e propria sezione all’interno della quale parlare ai possibili acquirenti. Evitate termini “markettari” cercando di restare sul colloquiale; a nessuno piace avere l’impressione di parlare con un ufficio stampa e ci si sente a proprio agio sapendo che dall’altro lato del monitor c’è una persona in grado di aiutarci fugando i nostri dubbi.
All’interno della vostra pagina “pubblicità” inserite dunque prima di ogni altra cosa un’analisi del traffico che passa sulle vostre pagine.
Prevedete per punti chiave almeno un resoconto aggiornato al mese appena trascorso: il totale delle pageviews, i visitatori unici (condito da un grafico chiaro e leggibile) e il totale delle pagine indicizzate da Google.
Considerate anche di includere una breve introduzione spiegando a quale target vi rivolgete, il vostro ritmo di crescita e in generale qualunque cosa contribuisca a rafforzare il valore percepito del vostro sito (Ranking Alexa, recensioni, a voi la scelta).
A questo punto potete sbizzarrirvi nell’elencare quali spazi mettete in vendita. Ma ricordate, non c’è niente di peggio che investire in qualcuno non avendo chiara idea di come funzionino le cose.
Spiegate in maniera precisa che tipo di formato viene messo a disposizione, il potenziale di visualizzazione e perché dovrebbe venire acquistato.
Se avete diversi spazi in vendita separate ognuno di essi in sottosezioni e condite il tutto da immagini esplicative. Se lavorate anche sulla vendita con accordi diretti, senza cioè passare da servizi come LinkLift che automatizzano il tutto, assicuratevi di indicare in maniera precisa cosa succede prima, durante e dopo la trattativa, compresi i requisiti tecnici e i termini entro i quali il materiale deve essere fornito per poter andare online correttamente.
In quest’ultimo caso siate chiari con clausole o condizioni che possono vincolare l’accettazione di un determinato partner. Per comodità vostra, vi consiglio di indicare a chiare lettere che l’ultima decisione riguardo al materiale accettato spetta a voi.
Avrete capito come i punti sopra esposti siano votati ad un solo scopo: fare si che gli utenti vedano l’acquisto di spazi sul vostro blog come un qualcosa di chiaro, funzionale, proficuo e affidabile.
Ricordate che sapersi vendere è importante tanto quanto averlo, qualcosa da vendere
Autore: Francesco Gavello (per il TagliaBlog).
7 Risposte
Andrea
ottobre 24th, 2008 at 09:36
1Trovo l’articolo molto interessante. A mio avviso però manca un anello di collegamento che mi piacerebbe vedere approfondito: se è vero che le persone sono come “le pecore”, è altrettanto vero che esistono i “pastori”, persone che creano opinioni, ed indirizzano le “pecore”.
Chi sono i “pastori” nella blogosfera? i social network? i blogger autorevoli?
Sarei interessato ad approfondire questo argomento.
Grazie.
Andrea.
Francesco sul TagliaBlog! (2) - Francesco Gavello Webdesign Portfolio
ottobre 24th, 2008 at 10:31
2[...] L’articolo: Advertising, utenti e zone di sicurezza: ovvero ““se io non mi conoscessi, mi fiderei di un … [...]
yuri
ottobre 24th, 2008 at 12:06
3ottimo post francesco!
complimenti, davvero interessante e sopratutto mi piacciono le cose realiste.
Per esempio ieri per trovare un programma free con la query free xxx download o anche gratis o freeware ho trovato 20000 demo e/o shareware, alla fine l’ho trovato su un noto blog…questo ne aumenta di sicuro l’autorevolezza, non faccio il nome del blog altrimenti fan tutti le pecore
yuri
èrri
ottobre 28th, 2008 at 11:02
4Ho poche visite dalle 80 alle 250 dipende dai giorni e dal periodo, quindi probabilmente non faccio testo.
Ho un blog generalista ed ho escogitato ogni sistema per aumentare il ctr della pagina. Purtroppo, mi fermo globalmente al 5% con sole pubblicità sotto al titolo del post e all’8% di ctr utilizzando anche sistemi che detesto come link sotto al menu.
Ho notato anche una diminuzione della contestualità degli annunci con l’aumento del pr.
Cercherò piano piano di ripensare gli spazi e di introdurre anch’io andando avanti nuove forme di pubblicità. Nel frattempo, mi guardo in torno e cerco di capire quale sia la migliore soluzione per me. Potrei anche fare scelte drastiche, come concentrarmi su argomenti più remunerativi e in numero ridotto o riconcepire tutto il blog fino alla radice.
Daniele@LG
ottobre 28th, 2008 at 18:00
5Ottimo post. Parole sagge.
Daniele@LG
ottobre 28th, 2008 at 18:01
6Credo che soprattutto il targhetizzare sia una delle sezioni chiave. Essere delle fonti affidabili e possibilmente i primi a parlarne.
Napolux
ottobre 29th, 2008 at 21:45
7Ottimo post. Lo metterò in pratica quanto prima
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