AdSense entra nei videogiochi… ed è solo l’inizio

Uomo 15-35 anni… no, non preoccupatevi non è successo nulla e non si tratta nemmeno della trascrizione di un episodio di CSI.

Ma di cosa sto parlando allora?
Semplicemente dell’utente-tipo fruitore di videogiochi.

Scusa, ma come mai tanto interesse ultimamente intorno all’ in-game adv?

Il primo motivo, in ordine cronologico, è il comunicato stampa di Google Adsense nel quale parla del suo nuovo servizio per l’inserimento di banner all’interno di videogiochi flash.



Questa nuova feature è molto interessante, perchè espande di molto il servizio offerto dal connubio Adwords – Adsense, portando spot targhettizzati anche all’interno dei videogiochi (ma a questo punto molto probabilmente anche all’interno di siti) che fanno uso della tecnologia flash.

Il secondo motivo, più recente, è quello legato alla campagna marketing che il partito democratico americano ha deciso di sviluppare all’interno di alcuni videogiochi editi dalla Electronic Arts.

Un manifesto di Barack Obama in un videogame

Nell’immagine potete vedere infatti sullo sfondo un cartellone pubblicitario con l’immagine di Barack Obama.

Sicuramente un’iniziativa pubblicitaria “alternativa” che sta facendo molto parlare in questi ultimi giorni, inoltre è notizia di poche ore fa che anche in un altro videogioco, sempre della EA, sono stati avvistati dei cartelloni di Obama: questa volta si tratta di Madden, un gioco dedicato al mondo del football americano.

Chi sarà il prossimo?
Secondo me, grazie anche alla segnalazione di Roberto dell’agency che segue l’in-game adv per l’EA, il prossimo gioco della serie sarà il tanto decantato NBA 09.

Al momento non si sa molto di quest’ultima modalità di in-game adv, se non il caso citato prima e pochi altri episodi meno “famosi”.

Sarà localizzata?
Se l’utente e’ collegato ad internet la risposta sarà con molta probabilità affermativa.
Basterebbe banalmente controllare l’ip del videogiocatore per fornirgli un contenuto pubblicitario adatto, almeno alla sua lingua (tanto per iniziare).

Funzionerà sul principio del CPM?
Teoricamente dovrebbe essere questo il metodo più adatto per gestire una campagna di banner in un videogioco.

Ma il funzionamento pratico?
Tempo fa mi ero addentrato in alcune teorie sul funzionamento del cpm in un ambiente 3d ed ero arrivato alla conclusione che gli approcci possono essere essenzialmente due:

  1. uno più grossolano che valuta il fatto che se il banner viene caricato è come se fosse stato visualizzato (un po’ come il cpm nei normali siti 2d).
    Io inizio a giocare, se lo schema, livello, circuito (etc etc) ha all’interno un banner, anche se non lo visualizzo fisicamente per il sistema viene conteggiato come una view (o meglio “possibile” view).
  2. uno più complesso, ma anche più politically correct, basato sull’analisi del viewport di gioco e quindi dello conteggio di impression del banner se e solo se l’utente ha realmente “guardato” il banner.

Un esempio pratico: tempo fa parlavo di un’analisi del posizionamento all’interno di un videogioco di corsa.
Secondo voi quale sarebbe il punto di in un tracciato, dove piazzare un bel cartellone per ottenere il massimo rendimento conscio e inconscio, come mi faceva giustamente notare fradefra in un commento su un post sull’argomento qualche mese fa.

Un grande cartellone a lato di lungo rettilineo? Un piccolo cartello lato pista prima di una forte staccata? Ai box?

Le opzioni sicuramente sono molte e quella ottima forse sarà difficile da trovare e saranno necessari molti test, ma se dovessi fare una
previsione io direi la 2 🙂

Concludo parlando di un’ultima forma di in-game adv di cui non avevo fatto menzione fino a questo momento: il full-in-game adv.

Devo dire che mi sono preso la libertà di creare questo neologismo dato che mi aiuta descrivere in maniera più esplicita un’ integrazione
completa della pubblicità all’interno del gioco, a partire dai menu fino al gioco vero e proprio.

Due esempi interessanti che posso portare sono quello di Grid, un videogioco edito da Codemasters, e il famoso Need For Speed della EA.

In entrambi i videogiochi la pubblicità è un fattore fondamentale, nel primo caso si emulerà la carriera di un aspirante pilota, quindi gli sponsor seguiranno il corso del gioco dall’inizio alla fine, mentre nel secondo caso gli sponsor verranno incontrati dal giocatore nella fase di customizzazione della vettura.






E secondo voi una campagna mkt di in-game adv funziona davvero?
Si può fare una prova empirica… provate a chiedere ad un amico che ha giocato a Need For Speed ad esempio quali siano i principali marchi di cerchioni o di freni sul mercato, molto probabilmente ve ne dirà molti fra quelli che sono presenti nel gioco, se non tutti.

Per pura curiosità io ho provato fare questo test, ovviamente su un panel limitato di amici, ma l’esito è stato quello che avevo anticipato poco sopra.
Tutti si ricordavano, molto probabilmente inconsciamente aggiungo io, i brand presenti nei menu del gioco.

Che dire allora… l’in-game adv è un’interessante risorsa da sfruttare per iniziative di marketing “alternativo”, sarà però molto difficile da gestire, almeno inizialmente, dato che il mercato è ancora acerbo e non abbiamo molti punti di riferimento per valutarlo, anche se, a pensarci bene, chi ha fatto “marketing stradale” lavorando su campagne pubblicitarie su tabelloni nelle città sarà sempre più avvantaggiato rispetto a chi ha sempre lavorato nel mondo bidimensionale di internet.

E voi, cosa ne pensate di questa nuova forma di marketing? Sareste tentati ad impostare una campagna marketing basata sull’in-game adv?

Autore: Matteo Crippa (di PostingIT) per il TagliaBlog.

4 Comments

  1. Fabio Sutto 21 ottobre 2008
  2. Luca Colomvo 21 ottobre 2008
  3. Matteo Crippa 22 ottobre 2008
  4. Marco 22 ottobre 2008

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