Ciao a tutti, il mio nome è Andrea “Gareth Jax” Scarpetta e quando Davide mi ha chiesto di fare un guest post su Squidoo, mi sono chiesto che tipo di “taglio” dare all’articolo, visto e considerato che l’audience di Tagliablog è sicuramente composta di professionisti di altissimo livello nel campo della SEO. Ho rivisto gli articoli del mio blog di internet marketing “unfiorino” e li ho trovati inadatti, compresi i filmati che sono rivolti ad un pubblico che si presuppone non sapere niente. Ho quindi rifatto un filmato di circa 10 minuti in cui illustro le caratteristiche fondamentali e mi sono gettato sulla scrittura dell’articolo.
Squidoo è una piattaforma per generare, pubblicare e diffondere contenuti online. Ma è anche una community di utenti che ha creato più di 600.000 pagine di contenuti, è un sistema di generazione di introiti economici, è un modo per generare backlinks e molto altro. Insomma è proprio una bestia tentacolare come il logo che la rappresenta!
Questa piattaforma è nata nel 2005 da un’idea di Seth Godin e si basa sul suo principio che “ognuno è esperto di qualcosa”: partendo da questo assioma, il sistema è stato strutturato in maniera da essere di aiuto alla scrittura dei contenuti e alla relativa diffusione. Questi due importanti traguardi sono stati raggiunti grazie a due peculiarità del sistema, la modularità e l’integrazione automatica della SEO.
Una pagina di Squidoo (chiamata “lens”) tratta di un solo argomento e viene creata aggiungendo dei moduli “prefabbricati”. L’utente decide la sequenza dei moduli e poi procede a riempirli di testo, immagini, collegamenti, ecc.

Ci sono moduli di diversi tipi, dal semplice box di testo (che può contenere anche html) fino ad un modulo che interagisce con youtube e consente di “embeddare” un filmato semplicemente incollandone l’url. (ad esempio questa pagina sui Monty Python)
Riconoscendone l’importanza vitale, Seth Godin e gli sviluppatori hanno concepito la piattaforma in maniera che sfruttasse i principi dell’ottimizzazione onsite e hanno creato una serie di “best practices” per aumentare il backlinking di una pagina. Tutto ciò sempre rispettando l’etica di google (anche perchè la maggior parte dell’utenza di Squidoo dubito che avrebbe modo di attuare politiche di “black hat SEO”). In ultima analisi il codice generato dal sistema è già ottimizzato, anche se rimane spazio per ulteriori ottimizzazioni (aggiungere alt e title su alcune immagini e link, ecc..).
Squidoo è un servizio gratuito, quindi per sostenersi economicamente inserisce sulle pagine dei banner pubblicitari (un mix di adsense e altro). La differenza sostanziale con molti altri servizi che offrono una piattaforma di contenuti è che Squidoo offre il cosidetto “revenue sharing”, ovvero una parte degli introiti viene ridistribuita agli utenti in maniera meritocratica: in base al numero di pagine attive e del “ranking interno”. Il ranking interno, detto lensrank, è una specie di classifica delle lens migliori in termini di traffico, aggiornamento, commenti, preferenza accordata dagli utenti. In base al lens ranking ogni mese vengono distribuiti gli introiti generati dal sistema (procedura interessante che rende inutile cliccare sugli adsense della propria pagina).
In più esistono moduli per collegare le pagine ad amazon.com, ebay.com e cafepress. Questi moduli generano un link di affiliazione che genera commissioni in caso di vendita di prodotti. Queste commissioni non sono spartite con l’intera community, ma solo tra l’utente che crea la pagina e Squidoo.

Infine è possibile mettere i propri link affiliati, a patto che non siano generati con javascript (che non può essere inserito nei contenuti di Squidoo).
Attenzione, ci sono alcuni argomenti che non possono essere pubblicizzati su Squidoo: squiddont!
La maggior parte dei link generati dal sistema è senza “no-follow”, quindi è in grado di trasmettere pagerank; ogni pagina prodotta è inserita nel profilo dell’utente, quindi anche senza link aggiuntivi, è visitabile dagli spider dei motori. In passato Squidoo ha subìto il cosidetto “google slap” cioè una grossa penalizzazione perchè diversi utenti usavano gli inline frame per inserire contenuti da altri siti, redirezionando gli utenti su pagine esterne. Da quel momento quelle pagine sono state bannate (compresi gli utenti) e il sistema è stato “perdonato” da google.
Inoltre la comunità si è fatta molto protettiva e quando ci sono situazioni strane o di spam, sono gli utenti stessi a fare rapporto ai gestori, affinchè venga fatta chiarezza.
Chiaramente non sono tutte rose e fiori:
Squidoo è una piattaforma che può servire diversi generi di utenti. Chi ha una certa esperienza potrà apprezzarne la possibilità di creare backlink, chi è all’inizio ne apprezzerà la facilità d’uso. Esistono sistemi simili (hubpages.com per dirne uno) ma non hanno lo stesso livello di successo, probabilmente perchè dietro ad un buon servizio, c’è una bella community (chiamata “SQUIDU” cioe’ Squid university) che aiuta gli utenti nuovi e fornisce interessanti feedback. Con questo articolo spero di avervi stimolato a provare il servizio, per maggiori dettagli potete leggere gli articoli sul mio blog di internet marketing “un fiorino” oppure potete visionare la pagina su di me su Squidoo
14 Risposte
10europerte
settembre 16th, 2008 at 00:48
1se mi dici come mettere la foto nel profilo
Sono 2 giorni che cerco ma non trovo dove aggiungere la foto.
Tnx
Esperto seo
settembre 16th, 2008 at 00:54
2Ritengo sqidoo una cosa assolutamente inutile per il nostro mercato
Aggiungo che è oltretutto superata come forma di sem, e che non porta nessun tipo di guadagno
Vendete i vostri prodotti, se ne avete, altrimenti rischiate di perdere tempo..
Scusate la durezza, ma è la pura realtà
Bobo
settembre 16th, 2008 at 01:15
3Sono rimasto stupito dal PageRank: sette!
Immagino però che una qualsiasi forma di backlink verso contenuti in lingua italiana risulterebbe quantomeno sospetta, cosa ne dite?
Borgo7
settembre 16th, 2008 at 09:15
4Bell’articolo Andrea! Non che mi aspettassi di meno. I miei dubbi li dichiarai sul blog di un fiorino… quasi superfluo duplicarli qua. Da utente normale e non seo, posso solo dire è da provare, finchè non lo provo non saprò mai effettivamente com’è.
Furious
settembre 16th, 2008 at 09:38
5Prima di buttarmici (ho un sito in inglese con target americano) potreste darmi 2 dritte sull’utenza di Squidoo? E’ pieno di geek o ci sono anche altre tipologie di utenti?
andrea
settembre 16th, 2008 at 09:41
6@10europerte: vai nella dashboard, in alto a sinistra dove c’e’ “edit your bio”, proprio sotto c’e’ il link change picture
10europerte
settembre 16th, 2008 at 10:44
7Andrea se clicco su change picture mi rimanda alla pagina con tutta la pappardella del mio profilo.
Personal Info
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Account Settings
In nessuna di queste voci c’è il form per uploadare la foto.
andrea
settembre 16th, 2008 at 11:10
8@10europerte: stranissimo, nel mio profilo dopo “name” e “screen name” c’e’ “default photo”. Per non incasinare i commenti di davide prova a scrivermi a garethjax@gmail.com, vedo di aiutarti in privato.
Daniele S.
settembre 16th, 2008 at 12:54
9Finalmente ho capito qualcosa su squidoo.
Grazie
Iscritto anche al fiorino feed
E c’è chi dice che i guest post non servono a niente
Alessandro Cosimetti
settembre 16th, 2008 at 15:39
10Uso Squidoo da circa 1 anno (vedi il mio blogroll). Ho anche scritto una breve guida gratuita.
E’ vero che ci sono moduli per la vendita in “stile affiliato” come Amazon, ma è anche vero che si possono vendere gli oggetti del proprio negozio eBay ad esempio.
Altrettanto si possono inserire i link dei siti con cui siamo affiliati e non soltanto quello che Squidoo ci offre (guadagni maggiori).
Interessante anche il modulo Rss che ci permette di evidenziare i nostri articoli. Io ad esempio lo uso in base alle categorie degli argomenti che tratto sul mio blog.
Nel tempo ho riscontrato ottime indicizzazioni su parole chiavi abbastanza competitive.
Alessandro
Diego SEO
settembre 16th, 2008 at 16:19
11“Ritengo sqidoo una cosa assolutamente inutile per il nostro mercato”
La pensavo come te EspertoSeo.
Poi mi sono chiesto come mai uno come Andrea (che per inciso non conoscevo prima d’ora) avesse tra le sue lens (la prima precisamente) roba del grande fratello… non mi sembrava molto il suo target…
e quindi ho cercato “grande fratello 9″
serp
bhe il sito per cui lavoro, totalmente in italiano, ricco di contenuti e bla bla bla… è 5°…
al 6° posto in serp c’è squidoo…
è chiaro che tra generare traffico e trovarsi 100 euro in saccoccia un po’ di strada da fare c’è…
Però quel risultato non mi sembra del tutto inutile
Luca Bove
settembre 17th, 2008 at 07:49
12Tra l’altro ci sono diverse lens in ITaliano
e c’è anche un gruppo che cerca di raccoglierle….
http://www.squidoo.com/groups/italiano
Le top news del web della settimana (15-21 Sett. 08)
settembre 21st, 2008 at 22:17
13[...] Post-guest del Tagliaerbe è Quello che tutti dovrebbero sapere a proposito di Squidoo e della SEO; l’autore è Andrea Scarpetta di [...]
Gstanzani
settembre 23rd, 2008 at 14:40
14Io ho trovato Squidoo utile per alcuni siti che gestisco. Forse non bisogna avere grandi aspettative ma di sicuro male non fa.
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