Funzionamento di Google GAUDI

Google Audio Indexing (per gli amici, GAUDI), è l’ennesimo esperimento uscito dai Google Labs.

Il servizio (attualmente limitato solo ad alcuni video di YouTube nell’ambito politico/elettorale) consente all’utente di cercare fra le parole chiave pronunciate all’interno del video, permettendo di ascoltare l’esatta porzione di video nel quale la parola in questione viene pronunciata.

Come funziona

Dopo aver trovato il video di tuo interesse, scrivendo la keyword nel form e cliccando su “Search inside this video”, ti viene proposto un elenco di snippet estratti dal video, nei quali è inclusa la parola chiave cercata.

Cliccando sul quadratino col simbolo “play” posto alla sinistra dello snippet, puoi ascoltare il punto esatto del video (evidenziato in giallo sulla barretta) in cui viene citata quella determinata keyword.

Una curiosità

La notizia, per quanto possa suonare come nuova, gira già da alcuni mesi: la tecnologia alla base di GAUDI era stata infatti avvistata a metà luglio all’interno di un Google Gadget (Elections Video Search).

Gli sviluppi lato SEO

Ovvi, direi:

  1. La tecnologia di GAUDI verrà estesa man mano a tutti i video di YouTube.
  2. Il contenuto dei video verrà indicizzato e posizionato più o meno come avviene per il contenuto di un articolo o di un post (finendo anche all’interno del motore di ricerca di Google).
  3. YouTube diverrà di conseguenza la piattaforma preferenziale per chi fa video con fini legati alla SEO.
  4. Nascerà una nuova figura professionale: come esiste il SEO copywriter (ovvero chi sa scrivere per il web), si renderà ora necessario il Video SEO Specialist, personaggio in grado scrivere un buon testo (adatto per ben “video-posizionarsi”) e di saperlo anche recitare a menadito.
  5. P.S.: se pronuncio un URL all’interno di un video (magari con http:// davanti), rischio di linkare qualcuno? ;-)

Conclusione

Otto mesi fa, scrivevo:

“E fra poco Google brevetterà una tecnologia che:

  • estrae la traccia audio dai video;
  • la converte in testo (e magari l’inserisce direttamente in uno spazio a fianco del video);
  • confronta il contenuto audio (e anche quello testuale) del video con il titolo, la categoria e i tag del video stesso;
  • in base a tutti questi parametri, attribuisce al video il giusto rank nelle SERP.”

Chiamami pure Nostradamus :-)