
Anche oggi rispondo ad una email giuntami qualche giorno fa:
“Perchè non scrivi 1 articolo su come chiamare un’azienda che fa SEO e web?”
La risposta è piuttosto complessa: la cosa coinvolge infatti sia la scelta del brand che quella del dominio, cose che molto spesso vanno di pari passo (e che non sono da prendere affatto alla leggera).
Proverò quindi a darti alcuni consigli, applicabili (in quasi tutti i casi) anche se il brand al quale stai pensando NON dovesse finire sul web.
Come deve essere il nome?
- Unico
Non (troppo) simile a qualche tuo concorrente: oltre al rischio della confusione dei marchi, magari finisci pure in qualche causa legale…
- Facile da scrivere
Occhio al cosiddetto mistyping.
Evita tutte le parole ad alto rischio di “errore di digitazione” (un esempio a caso che mi riguarda: tagliaerba anzichè tagliaerbe
)… potresti perdere diversi accessi diretti o addirittura portare traffico a qualche tuo concorrente!
- Facile da pronunciare
Fai questo semplice test: chiama 3 amici e digli il nome del brand che hai in mente.
Se in 2 casi su 3 ti chiedono di fare lo spelling, scegli un altro nome!
- Facile da ricordare
Nomi troppi lunghi, complessi o in una lingua straniera non restano facilmente in memoria.
Meglio un nome corto, composto al massimo da 2 termini, possibilmente in italiano (se il tuo mercato di riferimento è il Bel Paese, ovviamente.
- In grado di superare le mode
Stiamo assistendo in questi ultimi anni ad un proliferare di brand tutti più o meno simili (per capire cosa intendo, prova il generatore di domini 2.0
).
Se il tuo obiettivo è creare un brand che duri per più di qualche stagione, pensaci 2 volte prima di metterci dentro un paio di vocali di fila, o di farlo terminare con kr o icious, solo per seguire la moda del momento…
Come deve essere il dominio?
- Scegliere solo .com (o .it)
Sarò controcorrente, ma nonostante l’enorme numero di estensioni esistenti, ritengo che l’utente medio identifichi il .com come “parte integrante” del nome a dominio.
Stesso valore (o quasi) hanno le estensioni nazionali: pertanto, se il tuo sito si rivolge principalmente ad un pubblico italiano, registra (insieme o in alternativa al .com) anche il .it
- Registrare più domini
Come dicevo sopra, se vuoi proteggere adeguatamente il tuo brand è bene registrarlo almeno per le estensioni più famose e/o le nazioni al quale il tuo prodotto/servizio si rivolge.
Nel caso di un nome a dominio che si presta al mistyping, valuta anche di registrare tutte le possibili “variazioni sul tema”…
- Senza trattino
I SEO potranno dire quello che vogliono, ma pronunciare una frase tipo “il mio dominio è seo trattino web” non mi piace affatto.
Men che meno il doppio trattino (“seo trattino e trattino web”): orrendo.
Nei limiti del possibile, opta quindi per un nome a dominio senza all’interno trattini, numeri o altri elementi che possano creare confusione.
Quindi, che nome mi consigli?
Un (vecchio?) punto di vista SEO, suggerisce di mettere i termini di tuo interesse all’interno del dominio, per far immediatamente capire ai motori (e anche agli utenti) qual’è il tema trattato dal sito.
Vi è inoltre un altro motivo che rende la cosa… intrigante: se un sito ha come domino (ad esempio) “seo.com”, molto probabilmente verrà linkato con l’àncora “seo”, cosa che contribuirà a scalare i motori per quella chiave.
Ritengo comunque che ad oggi Google non avvantaggi più di tanto i domini con all’interno le keyword (anche a causa di anni di abuso di tale tecnica da parte di SEO e webmaster): perchè non provare dunque ad usare qualcosa di evocativo, che richiama l’oggetto del tuo business, anche senza inserire a tutti costi nel dominio la chiave principale? ad esempio, se la chiave a cui punti è “seo”, potrebbe essere simpatico un dominio tipo “PrimoSuGoogle.it”.
Secondo consiglio: se vuoi puntare su 2 chiavi molto competitive (come “seo” e “web”), meglio 2 domini (e magari 2 landing page o meglio 2 mini-siti) separati, piuttosto che cercare di mettere dentro allo stesso contenitore 2 argomenti che poco “c’azzeccano”.
E infine, un “problemino” che troverai sulla tua strada: purtroppo, in qualsiasi ambito siano i tuoi interessi, i domini che troverai ancora liberi saranno pochi, molto pochi.
Più probabilmente tutti i nomi che hai pensato saranno già registrati e utilizzati.
Dovrai quindi usare tanta creatività e fantasia (e magari farti aiutare da tool come Ajax Whois) per trovare la giusta alchimia fra nome unico, semplice, memorizzabile ed estensioni non ancora occupate.
Buona caccia!
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9 Risposte
Andrea Pinti
settembre 22nd, 2008 at 00:45
1questa la tenevo nei documenti da tanto tempo
http://andreapinti.com/img/domain-name-registration.jpg
credo che sia perfetto per questo articolo (purtroppo).
Fabio
settembre 22nd, 2008 at 12:16
2Vi propongo un esperimento:
Andate su un sito tipo arsys.es (registrar di domini) posizionatevi nella casella per vedere se un dominio è già registrato. Prendete a pugni e a manate (letteralmente) la tastiera, pigiando tasti completamente a caso. uscirà qualcosa tipo (prendo a pugni la tastiera) ‘kjktfgy80g’. Cancellate tutto meno le prime 4 lettere e effettuate la ricerca. Il dominio risultante (nel mio caso kjkt.com) è preso SEMPRE! Ormai i domini corti sono oro. 5 lettere facilmente pronunciabile già è pagato nell’ordine di migliaia di dollari…
Fabio
settembre 22nd, 2008 at 12:17
3Mi riferisco al .com ovviamente
Tagliaerbe
settembre 22nd, 2008 at 13:32
4Ogni tanto ripenso a quando, nel 1995, impegnai i miei pochi soldi in un Cisco 2511 e 16 modem 14.400 (collegati ad una CDN 64k), anzichè a registrare un pò di domini interessanti (mannaggiammè).
In effetti un dominio interessante lo registrai: http://blog.tagliaerbe.com/2006/09/quel-giorno-che-registrai-yahooit.html , ma le cose non andarono poi per il verso giusto
Iron Mauro
settembre 23rd, 2008 at 12:52
5In questi giorni sono proprio in cerca, con l’aggravante che è per un sito in inglese…
fradefra
settembre 23rd, 2008 at 18:18
6Io farei un distinguo. Parliamo di Marchio (brand) o parliamo di posizionamento?
Se parliamo del primo, online io considererei tutto quello che hai detto, ma aggiungerei che si tratti di un nome non esistente in un vocabolario. Per inciso, questo è il motivo per cui abbiamo scelto maisazi (tutto attaccato) e Toomaki (con due o).
Se parliamo di posizionamento, allora certo, a volte (ma non sempre), meglio che ci sia qualcosa di maledettamente sensato.
Se invece parliamo di entrambe le cose, la situazione si fa dura. Sempre in aggiunta a ciò che hai detto tu, dovrebbe essere qualcosa che sia la fusione non esistente di un due termini con significato, se autonomamente considerati. Non per continuare a fare l’autorefernziale, ma solo perché (non casualmente) spiega bene il concetto: maisazi.
Adriano
settembre 23rd, 2008 at 22:34
7A proposito della difficoltà nel reperire nomi a dominio disponibili con estensione .com, capita spesso che i nostri clienti (come lavoro faccio il brand namer, ovvero creo nomi per aziende, prodotti, servizi, ecc…) ci richiedano un nome disponibile anche come dominio Internet sia con estensione .it che .com come se fosse la cosa più facile del mondo.
E’ difficile far capir loro che si tratta di un’impresa trovare una rosa di nomi con queste caratteristiche…e quindi giustificare i costi del servizio.
D’ora in poi proporrò loro di fare l’esperimento suggerito da Fabio!
YoYo - Formazione rotolante
settembre 24th, 2008 at 09:20
8Creare un brand, i Fungaroli Matti
Il vantaggio della nascita dal basso, nella creazione di un brand. Un caso, i Fungaroli Matti, nome che i componenti della comunità si sono dati da soli.
Sergio Gandrus
ottobre 1st, 2009 at 19:01
9Il post è vecchiotto ma ti faccio una domanda.
Mettiamo che ho registrati sia ecommercio.it che e-commercio.it.
Il secondo è il sito principale e lì faccio il 301 dal primo.
Come faccio a farmi indicizzare decentemente da Google anche per “ecommercio” (per e-commercio mi trovano)?
Ho fatto qualche ricerca tipo “cocacola” e “coca-cola” ma non è significativo perchè il brand è troppo forte…
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L'autore di questo blog e' Davide "Tagliaerbe" Pozzi. Dal 1995 si occupa a tempo pieno di Internet, e i suoi interessi attuali spaziano nei campi del:
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