12ago
Postato da Tagliaerbe
Tag: advertising, banner, google, yahoo
Dall’inizio della storia del web, la stragrande maggioranza dei siti Internet di una certa dimensione (=siti che a fine mese devono pagare lo stipendio a più di una persona) sta in piedi solo ed esclusivamente grazie alla pubblicità.
Ma molti utenti, che si credono più furbi ed evoluti di altri, continuano a non capirlo, e fanno di tutto per evitare che il loro PC venga “contaminato” da pochi pixel di annunci pubblicitari: ed ecco allora che si pavoneggiano nell’usare Adblock (che ha superato ad oggi i 10 milioni di download) o Adblock Plus (scaricato quasi 23 milioni di volte), oppure modificando il file hosts per eliminare anche la più lontana possibilità che sullo schermo venga visualizzato un banner.
Questi utenti oggi probabilmente esulteranno, sapendo che è finalmente possibile eliminare i banner di Google e Yahoo! con un semplice click, e senza strani trucchi; basta andare su 2 paginette “ufficiali” (=ospitate all’interno dei domini dei 2 motori di ricerca) e cliccare su “Opt-Out”:
Com’è possibile, ti chiederai, che Google e Yahoo! abbiano inserito una pagina di “Opt-Out” sui loro siti? non è forse una operazione suicida?
Partiamo innanzitutto col chiarire per bene i 2 concetti:
Opt-In significa quindi che devo compiere una azione prima di poter ricevere il messaggio (per esempio, recarmi su di una pagina, cliccare un bottone ed esprimere il mio consenso).
Opt-Out significa invece che quell’azione devo compierla “a posteriori” (ricevo il messaggio “di default”, e se non voglio riceverne più devo recarmi su di una pagina, cliccare un bottone e negare il mio consenso).
Ora, sarai d’accordo che, a livello statistico, è assai più probabile che un utente compili un Opt-Out piuttosto che un Opt-In, soprattutto se riguarda la ricezione di pubblicità… ma torniamo all’oggetto di questo post.
Secondo TechCrunch, “la verità è che sia Yahoo che Google hanno preferito optare per una azione simbolica, piuttosto che essere costretti a prenderne una più draconiana fra un pò.
Ben poche persone selezionaranno l’Opt-Out, la stragrande maggioranza non farà nulla.
Ma la cosa che davvero sarà in grado di sconvolgere il ROI degli annunci di Yahoo e Google sarà la decisione del Congresso in merito all’obbligo di rendere gli annunci targhettizzati (via cookie) esclusivamente in Opt-In.
Ci saranno sicuramente molte meno persone che attiveranno l’Opt-In via cookie di quelle che ora hanno attivato l’Opt-Out.”
Secondo questa ipotesi, ciò significherebbe che, in un prossimo futuro, se non si accetterà preventivamente di vedere gli annunci pubblicitari di Google e Yahoo!, questi non potranno essere visualizzati.
E tenuto conto che
il futuro dell’advertising online potrebbe iniziare ad essere davvero rivoluzionato (magari da soluzioni come quella di sostituire la pubblicità con una piccola quota annuale… mi viene in mente, a tal proposito, l’idea di Punto Informatico di qualche tempo fa…).
Tu che scenario immagini?
Ispirato da: Yahoo And Google Now Let You Opt Out Of Ads (Because It’s Better Than Letting You Opt In)
15 Risposte
Massimo
agosto 12th, 2008 at 01:06
1Cosa penso? ? ?
Ho i brividi…
fradefra
agosto 12th, 2008 at 07:38
2Io immagino un futuro in cui la pubblicità on-line acquisisce il valore che ha nell’off-line, quindi costerà molto di più e se ne farà meno.
Ehm… dovrei dire che forse sono di parte, visto che il nuovo sito che sto creando vivrà di pubblicità
Caracolla
agosto 12th, 2008 at 09:47
3Penso che bisogna continuare a pubblicizzare Adblock Plus e altri sistemi simili. Sono l’unica difesa per gli utenti e spero vengano perfezionati sempre di piu`. Tutto il resto e` inutile.
Paolo - alVerde
agosto 12th, 2008 at 10:24
4Senza pubblicità potrebbe esserci anche una rivoluzione a livello editoriale per produrre contenuti di migliore qualità. L’utente avrebbe 2 possibilità: guardare siti “normali/scadenti” gratuitamente o pagare un abbonamento per accedere ai siti di qualità. La selezione verrebbe fatta proprio dalla qualità dei contenuti, in quanto nessuno sarebbe disposto a pagare per accedere a contenuti scadenti.
A parte questo, la pubblicità si può fare anche tramite recensioni e link testuali difficili da bloccare
Infine, si può costringere l’utente ad attivare la visualizzazione della pubblicità: o guardi i banner o non entri nel sito dato che ci sono degli stipendi da pagare.
extrabyte
agosto 12th, 2008 at 11:45
5@Caracolla
Allora inizia a mettere mani al portafoglio per pagare i servizi offerti da moltissimi siti web che lo fanno gratis proprio grazie ad Adsense e simili.
Il tuo comportamento è molto simile a quello del marito che si spara sulle pxxxx per far dispetto alla moglie. Tra l’altro, la pubblicità Adsense è la meno invasiva, anzi spesso utile agli utenti in forza della sua capacità di allinearsi al contenuto del sito (la famosa “pertinenza”)
Caracolla
agosto 12th, 2008 at 12:23
6@extrabyte
Vedo che AdBlock provoca reazioni un po` scomposte
Hai ragione a porre la questione dei siti non ‘istituzionali’. Ma ormai il web e` diventato una discarica di banner flash fastidiosissimi con sempre meno spazio per i contenuti. Il fatto e` che il modello di business che permette di “pagare stipendi” con Internet e` ancora incerto. Forse il product placement e` una buona strada da percorrere. Non ho ricette definitive, per ora i filtri sono (a mio avviso) l’unica possibilita` di usare il web senza beccarsi una crisi epilettica.
extrabyte
agosto 12th, 2008 at 12:34
7@Caracolla
guarda che AdSense non ha nulla a che vedere con banner flash, a meno di usare a sproposito annunci grafici anzichè testuali. E guarda caso quest’ultimi sono quelli che rendono di più, proprio perchè forniscono informazioni utili all’utente e al tempo stesso non sono invasivi.
P.S. Non ho avuto alcuna reazione scomposta. Semplicemente gestisco un paio di siti con pubblicità adsense, giusto per ripagarmi del tempo speso. In questo modo fornisco un servizio GRATUITO agli utenti. È ovvio che se un domani mi sparisce adsense, il servizio divverà a pagamento o alternativamente chiudo baracca, e alla fin fine chi ci rimette è l’utente (magari lo stesso che blocca adsense) e non certo il sottoscritto.
Kya
agosto 12th, 2008 at 12:54
8Quoto Paolo.
Nessuno scriverà più a favore di chi si rifiuterà di visualizzare gli annunci pubblicitari.
Chi avrà un sito con ottimi contenuti potrà anche rimuoverla, facendo pagare il semplice ingresso nel sito sotto forma di abbonamento (cosa che già succede per molti siti interessanti, del resto).
Chi avrà un sito di contenuti accettabili ma che non sono all’altezza di richiedere un vero e proprio pagamento, potrà subordinare la possibilità di accedervi all’accettazione della visualizzazione della pubblicità.
E’ sempre una questione di bilanciamento di pro e di contro: l’utente sarà disposto a pagare tanto più, quanto riceverà in termini di utilità dal sito.
Se pensiamo all’offline troviamo esempi di riviste che oltre a farsi pagare profumatamente la copia, la infarciscono di pubblicità. E i clienti non battono ciglio.
Nel mondo di internet, fatto di condivisione del sapere, pare invece che tutto sia dovuto gratuitamente e quindi si storce il naso di fronte alla pubblicità nei siti, quasi che i proprietari cercassero di fare i furbetti, speculando su utenti bisognosi di conoscenza.
Furious
agosto 12th, 2008 at 15:50
9L’utente medio in Italia forse ancora sarà intontito da tutti gli annunci pubblicitari nel web, ma forse tra qualche tempo riuscirà tranquillamente a schivare come “noi” tutti i banner e i testi non pertinenti alle nostre ricerche.
Detto questo la linea dei 2 big engines non può che far bene al web visto che si profila una pulizia generale di dimensioni epiche: ma quante migliaia di siti vengono costruiti è abbandonati poco dopo ci sono in giro?
gianrudi
agosto 12th, 2008 at 16:42
10L’unico obbligo di opt-in all’esame del congresso (per quello che sono riuscito a trovare) riguarda il monitoraggio delle abitudini degli utenti operato da Nebuad, e non la pubblicazione di annunci di google o altri.
Non mi pare che l’ipotesi di vincolare la visualizzazione di annunci sia all’esame del congresso, naturalmente potrei sbagliare ma anche così a naso mi sembra veramente molto improbabile, per varie ragioni, che possa passare una cosa simile, e in ogni caso non avrebbe vigore in europa e lascerebbe ampio spazio alle altre agenzie.
Un altro discorso, secondo me più rilevante, è invece quello che riguarda i browser e i plugin. Per adesso i 30 milioni e passa di adblock su firefox sono trascurabili, ma cosa accadrebbe se internet explorer inserisse il blocco totale della pubblicità di default?
Personalmente, da publisher, se il blocco diventasse una pratica significativa, penso che inserirei nei siti un codice tale da sostituire i div pubblicitari bloccati con avvisi, gentili ma organizzati in modo da essere un po’ più fastidiosi degli annunci (non tanto, solo un po’), che segnalano come in quello spazio ci sarebbe stata un’innocua pubblicità, per nulla invasiva e magari interessante, ma purtroppo bloccata.
fradefra
agosto 12th, 2008 at 16:56
11–> “Personalmente, da publisher, se il blocco diventasse una pratica significativa, penso che inserirei nei siti un codice tale da sostituire i div pubblicitari bloccati con avvisi, gentili ma organizzati in modo da essere un po’ più fastidiosi degli annunci (non tanto, solo un po’), che segnalano come in quello spazio ci sarebbe stata un’innocua pubblicità, per nulla invasiva e magari interessante, ma purtroppo bloccata.”
Ecco, questo è proprio l’esempio di atteggiamento per cui poi la gente odia la pubblicità. La presunzione per cui se uno non vuol vederla, bisogna infastidirlo.
Poi ci chiediamo perché i pubblicitari da molti son visti come e peggio degli avvocati?
Scusa Gianrudi, ma visto che tu non vuoi venire ad un mio corso (ipotiziamo), ti scoccia se adesso comincio a dirti ad ogni tuo messaggio cosa avresti guadagnato se ci fossi venuto?
La tua proposta, suona grossomodo così ed onestamente per me sarebbe già motivo sufficiente per uscire dal sito :p
gianrudi
agosto 12th, 2008 at 18:02
12Gentile (?!) fradefra, la scelta di sostituire i messaggi pubblicitari bloccati con altri messaggi che tendano a rendere non vantaggioso il blocco della pubblicità, continua tuttavia a sembrarmi un’opzione adeguata.
Le ragioni sono molte e sviscerarle qui sarebbe probabilmente improprio, però ci ho pensato abbastanza e sarei certamente in grado di argomentarle, se necessario.
Devo invece declinare ogni responsabilità in ordine alla reputazione dei pubblicitari e al presunto odio della gente verso la pubblicità: non c’entro e posso dimostrarlo.
fradefra
agosto 12th, 2008 at 18:46
13Gianrudi, dai non prendertela
Per fortuna ognuno può avere la sua opinione, quindi tu la tua, come io la mia.
Diciamo che per quanto mi riguarda, ho sempre ritenuto che a conti fatti la pubblicità debba essere meno invasiva che mai, anche a costo di perdere qualcosa in termine di ROI. Soprattutto in Italia.
Tutto qui
Mik
agosto 18th, 2008 at 21:07
14ho fatto opt-out e io continuo a vedere pubblicità adsense
perché a voi invece funziona?
ma l’avete letta quella pagina?
da quel che ho capito io, non serve a bloccare la pubblicità,
ma i cookie che servono per targettizzare le pubblicità
esempio cerchi hotel, e dopo due ore cercando assicurazioni ti compare pure la pubblicità di hotel
cliccando su opt-out, l’ad server di google, non riconosce che sono io, e ogni volta mostra solo pubblicità contestuale alla pagina (non anche a me)
Liberarsi dalla pubblicità e velocizzare la navigazione con Firefox, AdBlock Plus e FlashBlock | Matteo Moro
agosto 19th, 2008 at 07:00
15[...] Molti blog (compreso questo) utilizzano delle forme di pubblicità più o meno esplicite. Che serva a finanziare l’hobby o a farsi un secondo (primo, in alcuni casi) stipendio poco importa: per chi usa Firefox esistono AdBlock Plus e FlashBlock, un’estensione veramente comoda per liberarsi da buona parte della pubblicità online, con buona pace di chi vorrebbe che gli utenti si sentissero in qualche modo in colpa per questo. [...]
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