Il vecchio company site istituzionale di poche sterili pagine è ormai morto e sepolto da anni.
Il potenziale utente/cliente va aggredito (brutto termine… diciamo raggiunto, che è meglio
) attraverso tutti i canali possibili e immaginabili.
E’ la cosiddetta multicanalità, nella quale rientrano diversi elementi offline, ma anche una profonda revisione di quelli online (raffigurati in questa immagine):

Gli 8 elementi da affiancare/integrare al sito aziendale sono:
Se il tuo sito è ancora formato dalle classiche 4 pagine (home page, chi siamo, prodotti/servizi, contatti), è giunto il momento di rimboccarsi le maniche
Immagine tratta da: Search Illustrated: Business To Business Credibility Through Optimization Of Content
6 Risposte
garethjax
giugno 19th, 2008 at 00:39
1Per quella che e’ la mia esperienza personale nella ditta dove faccio attualmente il consulente in partiva iva (e chi deve intendere…) questo concetto è alieno come una donna con 4 seni.
Abbiamo clienti molto grossi, quindi sicuramente non hanno problemi di budget, ma i responsabili del marketing e della comunicazione sono quanto di piu’ arretrato ci possa essere. Proporre un marketing multichannel ha dei costi “creativi” che non sembrano comprendere ed accettare : non si tratta chiaramente di sacrifici umani, ma di uno sforzo creativo e produttivo per ottenere dei contenuti rimarchevoli.
Vedo sforzi lavorativi notevoli per ottenere dei siti dall’impatto visivo notevole e poi dietro mancano dei testi appropriati.
Come mai ?
Tagliaerbe
giugno 19th, 2008 at 09:36
2Perchè il sito deve piacere all’amministratore delegato di 70-80 anni, e al suo entourage di responsabili (marketing/comunicazione/etc) di pochi anni più giovani di lui (oppure han 30-40 anni, ma guai a contraddire il boss e a portare in azienda qualche idea rivoluzionaria…).
E nessuno di questi capisce nulla di Internet, se non che bisogna avere il “sito-vetrina” (=qualche pagina, possibilmente in flash, assolutamente inutile).
Salvo poi lamentarsi con frasi del tipo “Internet non serve a nulla, te lo avevo detto…”.
Fino a che non cambia ’sta generazione, c’è ancora da sputare sangue…
EaMania
giugno 19th, 2008 at 12:08
3Verissimo Tagliaerbe, quoto tutto, sia l’articolo che il tuo post qui sotto.
Andrea Girò
giugno 19th, 2008 at 12:14
4La discrepanza tra marketing offline e marketing online è ancora troppo grossa, ed è incredibile constatare come manchi questo tipo di sensibilità anche in grosse aziende: molte volte sarebbe meglio non avere un sito web piuttosto che proporsi online con metodi antiquati e mezzi limitati.
YouON
giugno 20th, 2008 at 15:21
5pienamente daccordo difficile da far digerire di chi di siti internet non vive. avevo accennato qualcosa qui http://www.youon.it/?p=298
Matteo Ravagnan
giugno 24th, 2008 at 10:54
6Ciao a tutti,
tutto giusto quanto detto.
Io ho abbandonato da anni il concetto di “grande è meglio” e mi sono accorto che molto spesso i nuovi concetti di marketing fanno maggior breccia in alcune tra le nostre mitiche PMI…
La vera, grande opportunità, anche per noi che facciamo lo sporco lavoro del webmktg, è creare dei servizi evoluti che portino questi concetti all’interno delle PMI, e che magari ne costituiscano il propellente per la crescita.
Tutto ciò, ovvio, in conformità dei budget a disposizione.
Ma il vantaggio del web è fare grandi cose con budget contenuti.
In puro stile direct marketing… in puro stile web…
Io, seguendo questo approccio, ho visto delle cose che mi hanno sorpreso. Mi permetto di segnalare questo post: http://www.l4news.com/lead-generation/lead-generation-e-ricontatto-un-aneddoto-significativo/
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