30 giu
Postato da Tagliaerbe
Tag: alexa, google-ad-planner, google-trends, google-trends-for-websites

Circa una settimana fa, ho dato le mie prime impressioni a caldo su Google Trends for Websites, che a primo impatto ho subito associato ad Alexa: un misuratore spannometrico di traffico.
Lasciando sedimentare per qualche giorno la cosa, leggendo qua e là e utilizzando un pò più approfonditamente il servizio, sono però emersi alcuni particolari molto interessanti, che voglio condividere con voi.
Precisione/imprecisione dei dati
Conoscendo il numero di accessi “reali” di alcuni grossi siti, posso confermare che il servizio è piuttosto preciso, anche dal punto di vista del “trend stagionale” (=aumenti/diminuzioni degli accessi, in base al passare dei mesi dell’anno, sono coerenti).
Viceversa, se il sito preso in esame fa dei numeri bassi (diciamo sotto i 3.000 unici/giorno), Google Trends for Websites è parecchio impreciso, generando dei grafici “a picchi” (anche se il sito in questione ha un trend costante); ecco un esempio di un blog (del quale conosco perfettamente le statistiche) che ha accessi stabili (anzi, in continua crescita), ma che viene visto in questo modo:

Privacy
Con Google Trends for Websites puoi stimare il numero di visitatori unici di qualsiasi nome a dominio (a parte Google, YouTube, Picasa e Blogger… curioso ’sto fatto
).
La cosa non è evidentemente piaciuta a tutti: c’è chi parla di “invasione completa della privacy“, chi addirittura di “morte della privacy“.
Sta di fatto che da qualche giorno non è più possibile “mentire” su certi numeri… anche se mi aspetto a breve di leggere una news del tipo “webmaster fa causa a Google e riesce a far togliere il suo sito da Trends for Websites”
Google Ad Planner
Qualche giorno fa, Google ha tirato fuori dal cilindro un Trends for Websites “potenziato”, dedicato ai Media Planner: il nome del servizio, attualmente in beta e disponibile solo per un limitato numero di agenzie e inserzionisti, è Google Ad Planner.
Chi ama Trends for Websites impazzirà per Ad Planner, che oltre ai “daily unique visitors” mostra le page views, sesso e età degli utenti, livello scolastico e reddito.
Ecco, ad esempio, come Trends for Websites vede espn.com:

ed ecco come lo vede Ad Planner:

Da dove riuscirà a ricavare tutti ’sti dati?
Studio dei competitor
Questo è l’aspetto in assoluto più interessante per tutti i webmaster, blogger e SEO/SEM specialist.
In una sola schermata di Google Trends for Websites, posso infatti:
Tu hai avuto modo di testare Google Trends for Websites? cosa ne pensi?
7 Risposte
archeologia.com
giugno 30th, 2008 at 02:19
1Mi sembra evidente come Google stia portando avanti una politica di profilazione degli utenti Google (prevalentemente) e non so fino a che punto questa sia autorizzata o meno dagli stessi.
I dati di Ad Planner, oltre che interessanti per chi lavora nel settore, sono però altrettanto inquietanti.
Giuliastro
giugno 30th, 2008 at 08:33
2Io concordo fondamentalmente sul fatto che i dati sugli accessi sono molto poco attendibili. Per assurdo l’impressione è che le statistiche di Alexa abbiano delle corrispondenze un pò più precise sui picchi, benchè si stia comunque parlando di misurazioni a spanne e di trend, appunto.
Per quanto riguarda le keyword indubbiamente la cosa è molto interessante, anche se fondamentalmente penso che una guerra di keywords tra competitors non possa far altro che danneggiare la qualità dei contenuti. Forse avrei preferito che queste informazioni non fossero pubblicate.
Angelo
giugno 30th, 2008 at 09:27
3Mi preoccupa un pò AdPlanner.. troppi dati resi pubblici..
SEO in Abruzzo
giugno 30th, 2008 at 10:13
4I dati, finchè pubblici ma al contempo anonimi, non costituiscono un vero problema.
Casomai mi piacerebbe sapere QUANDO è stata richiesta l’autorizzazione a chicchesia per questa profilazione.
Ma sicuramente in qualche punto di qualche contratto ci sarà scritto che data di nascita, sesso, ecc. ecc. in forma anonima sarebbero potuti essere usati per questo tipo di cose.
In fondo, se anche così fosse, la peggior cosa che possono fare è quella di dare un servizio a valore aggiunto sul quale optare e preparare nuove strategie di marketing.
Quello che invece mi preoccupa è che essendo sicuramente dati incompleti, perchè dubito che abbiamo un database di 60 miliardi di persone e sappiano chi si nasconde con certezza dietro un IP, sicuramente ci sarà almeno un 35% dei dati che non corrisponde al vero. Quindi un aiuto si, ma fino ad un certo punto.
Beppesan
giugno 30th, 2008 at 15:36
5Sicuramente questo tool è un buon aiuto per i SEO: anche se non fosse preciso al 100% dà un’idea di massima della posizione del sito seguito rispetto alla posizione dei competitor. Inoltre fornisce indicazioni sui movimenti degli utenti, le parole chiave scelte, ecc…
I dati credo che vengano estrapolati da analytics e dalla google toolbar che ormai è installata su quasi tutti i pc.
La profilazione degli utenti (età, sesso, siti preferiti, ecc..) credo potrebbe essere sfruttata in un futuro per offrire agli utenti adword maggiori opzioni di pubblicazione dei propri annunci (ma questa è solo una mia supposizione, forse anche un po’ OT)
» L’Alexa di Google: Google Trends for Websites - Marketing Blog GT
luglio 9th, 2008 at 07:46
6[...] qui a segnalarvi l’ottimo post di Tagliaerbe con riflessioni a freddo. Tags:Comunicazioni Ufficiali» Google Trends websites» Web Analytics» [...]
Google Insights for Search
agosto 11th, 2008 at 00:02
7[...] sul filone di Trends, Trends for Websites e Ad Planner, Google ha annunciato pochi giorni fa la nascita di Google Insights for Search, un [...]
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