Diciamocelo, buona parte del lavoro del SEO specialist è basato sul “reverse engineering”: si cerca di “risalire al contrario” i codici di Google, Yahoo! e MSN, onde intrufolarsi nella falla e potervici piazzare le proprie paginette nella posizione migliore.
E non appena nell’ambiente SEO si diffonde il trucchetto (magari non proprio pulito) che permette di scalare meglio le SERP, ecco che i motori tappano il buco ritoccando i propri algoritmi (anche introducendo qualche “controllore umano”…), fanno un pò di pulizia negli indici, e la sfida riparte.
Col passare del tempo, poi, tale sfida è divenuta sempre più ardua (e, fortunatamente, un pochino più “white hat”): se una dozzina d’anni fa bastava ripetere enne volte una keyword scritta in bianco su sfondo bianco per scalare Altavista, oggi ci vogliono contenuti e link (in grande quantità ma soprattutto di grande qualità) per svettare nei motori.
E oltre ai contenuti testuali e alla link popularity, i SEO del presente puntano sui social site e soprattutto su blog e video, tasselli basilari della Google Universal Search.
Ma i SEO del futuro su cosa scommettono? e soprattutto, c’è un futuro per la SEO?
Il fronte del no…
Secondo ShoeMoney, “SEO has no future” (la SEO non ha futuro).
Jeremy ha notato che le SERP di Google sono molto influenzate dai dati raccolti tramite Google Toolbar, Google User History e Google Analytics, e ritiene che questa tecnologia (legata alla raccolta di informazioni) migliorerà costantemente nel tempo.
Schoemaker cita anche una recente definizione che Matt Cutts da di web spam (“Web spam is when somebody tries to cheat or take shortcuts so that their Web site shows up higher [in search results rankings] than it deserves to show up”), che sembra in effetti molto vicina al lavoro di parecchi SEO (per i più curiosi, eccovi il video dal quale è stata tratta l’affermazione di Matt):
Dalla parte del no sta anche Greg Howlett di Marketing Pilgrim, il quale è convinto che la SEO è già morta da un pezzo, e sarebbe quindi meglio dimenticarsene e puntare invece fortemente sulla costruzione del proprio brand.
…e quello del si
Michael Gray di GrayWolf’s SEO Blog afferma invece che la SEO ha un futuro.
Il suo (bel) post è riassumibile in questa frase:
fino a che esisteranno web designer, programmatori, sviluppatori (ma anche personaggi che si occupano di marketing e public relations) assolutamente incompetenti in fatto di posizionamento sui motori di ricerca, il SEO specialist avrà sempre lavoro (e parecchio), soprattutto per sistemare i danni che queste figure (assolutamente incompetenti quando si parla di Search Engine Optimization) riescono a causare negli ambiti lavorativi che dovrebbero essere di loro competenza.
Interessante anche lo spunto offerto da Gyutae Park di Winning the Web, il quale crede che la SEO cambierà, evolverà, ed avrà un futuro radioso.
Io sto da una parte diversa rispetto a quelle di quasi tutti gli altri.
Il SEO ci sarà sempre, secondo me, ma perché esiste un modo di fare SEO molto diverso.
C’è il modo di fare SEO lavorando sul futuro, non sul passato. Un metodo che consiste nel capire l’esigenza del motore (non ciò che lui pensa debba essere un sito), l’esigenza dei visitatori e far sì che questi ultimi siano soddisfatti, facendo in modo che il motore lo sappia.
Questo modo di fare SEO, che alcuni interpretano da anni e che ha sempre scavalcato tutti gli sballottamenti delle SERP, non si esaurirà mai.
Un modo di fare ed essere SEO che vede il professionista come consulente di tutta la squadra attiva sul progetto/sito, in modo che ognuno per le proprie competenze faccia al meglio ciò che deve.
Unico problema… è molto più difficile che applicare un paio di formule e servono competenze a 360 gradi. Ottimizzare il sito, ormai, non può ridursi al solo sistemare i title (che comunque è imporante) o sistemare i testi (che comunque è importantissimo).
Facile:hanno ragione entrambi. Il SEO della scalata alle SERP ha sempre meno futuro, mentre il SEO come ottimizzazione contenuti e link ne ha sempre di più…
Sottoscrivo quanto detto da Fradefra e rilancio.
Nel mio caso la figura del SEO ha subito una continua evoluzione integrandosi sempre di più con il team della società per cui lavoro: in pratica grafici, impaginatori e programmatori sono stati sensibilizzati sempre di più al tema posizionamento.
Attualmente i confini si stanno espandendo ancora di più e il cliente viene sempre più coinvolto, solo diventando parte attiva può ottenere risultati: dal semplice link fino alla creazione di un blog aziendale, tutto sarà sempre più importante per aiutare il lavoro del SEO.
Dire che Fradefra, nel sua esperienza, ha colto il senso del moderno Seoer. Lavorare per offrire risultati validi a chi atterra sul sito. CHe questo inevitabilmente significhi ottenere posizionamenti sui motori è tutt’altro discorso.
Sono d’accordo con Emanuele SEO, purtroppo Google la fa da padrone… Ne so qualcosa io che sto lottando in questi giorni contro una penalizzazione da parte di Google di una parte sostanziale del mio sito… Finora il duello è un pò impari, ma non demordo.
Per quanto riguarda il quesito del post, secondo me il SEO ha un futuro radioso ed importante!
Sono assolutamente a favore della posizione di Michael Gray: il seo avrà sempre lavoro, visto ci sarà sempre bisogno di un esperto del funzionamento dei motori di ricerca. Anzi, più questi cambiano, più ci sarà bisogno della persona di riferimento, continuamente aggiornata e che segua il cambiamento da vicino.
fino a che esisteranno web designer, programmatori, sviluppatori (ma anche personaggi che si occupano di marketing e public relations) assolutamente incompetenti in fatto di posizionamento sui motori di ricerca, il SEO specialist avrà sempre lavoro (e parecchio),
Concordo pianemente con Michael Gray ovvero fino a quando ci sarà qualcuno (designer, programmatori, sviluppatori e markettari) che farà “danni” si avrà sempre bisogno di qualcun altro che lavori per migliorare il posizionamento… Questo però significa anche che se in futuro queste figure riusciranno ad avere competenze di SEO la figura del SEO non avrà senso di esistere, è questa l’altra faccia della medaglia
Il “reverse engineering” ci sarà sempre fino a quando, gente come GT, continuerà a considerare spam normalissimi tentativi di bucare Google, come sto facendo io in questo periodo con i video e altri contenuti Multimediali.
Inoltre non dimentichiamo il Mega-Test di Calzolari.
Io dico che ci vuole anche un pò di fantasia per portare valore aggiunto alla navigazione, e personalmente ce la metto tutta, e nessuno mi paga per questo.
Anzi, gente che dovrebbe ringraziarmi perchè li faccio parlare di qualcosa di veramente interessante, giudica senza sapere neanche da dove si comincia.
Bo.. Il fatto è che siamo sempre in Italia e ormai non mi strupisco più di nulla, comunque procedo tranquillamente a dare il mio piccolo contributo per un web più sicuro.
11 Risposte
archeologia.com
Maggio 14th, 2008 at 00:56
1Beh se ShoeMoney avesse ragione dovremmo incentivare i nostri utenti ad installare la google toolbar
fradefra
Maggio 14th, 2008 at 07:04
2Io sto da una parte diversa rispetto a quelle di quasi tutti gli altri.
Il SEO ci sarà sempre, secondo me, ma perché esiste un modo di fare SEO molto diverso.
C’è il modo di fare SEO lavorando sul futuro, non sul passato. Un metodo che consiste nel capire l’esigenza del motore (non ciò che lui pensa debba essere un sito), l’esigenza dei visitatori e far sì che questi ultimi siano soddisfatti, facendo in modo che il motore lo sappia.
Questo modo di fare SEO, che alcuni interpretano da anni e che ha sempre scavalcato tutti gli sballottamenti delle SERP, non si esaurirà mai.
Un modo di fare ed essere SEO che vede il professionista come consulente di tutta la squadra attiva sul progetto/sito, in modo che ognuno per le proprie competenze faccia al meglio ciò che deve.
Unico problema… è molto più difficile che applicare un paio di formule e servono competenze a 360 gradi. Ottimizzare il sito, ormai, non può ridursi al solo sistemare i title (che comunque è imporante) o sistemare i testi (che comunque è importantissimo).
Valentino
Maggio 14th, 2008 at 07:56
3Facile:hanno ragione entrambi. Il SEO della scalata alle SERP ha sempre meno futuro, mentre il SEO come ottimizzazione contenuti e link ne ha sempre di più…
Gigi
Maggio 14th, 2008 at 08:51
4Sottoscrivo quanto detto da Fradefra e rilancio.
Nel mio caso la figura del SEO ha subito una continua evoluzione integrandosi sempre di più con il team della società per cui lavoro: in pratica grafici, impaginatori e programmatori sono stati sensibilizzati sempre di più al tema posizionamento.
Attualmente i confini si stanno espandendo ancora di più e il cliente viene sempre più coinvolto, solo diventando parte attiva può ottenere risultati: dal semplice link fino alla creazione di un blog aziendale, tutto sarà sempre più importante per aiutare il lavoro del SEO.
quasigoal
Maggio 14th, 2008 at 09:23
5sono sicuro ci sarà sempre lavoro per i SEO, magari saranno occupati maggiormente nel dare visibiltà ai siti con azioni off-site anzichè on-site.
SEO in Abruzzo
Maggio 14th, 2008 at 09:28
6Dire che Fradefra, nel sua esperienza, ha colto il senso del moderno Seoer. Lavorare per offrire risultati validi a chi atterra sul sito. CHe questo inevitabilmente significhi ottenere posizionamenti sui motori è tutt’altro discorso.
Emanuele SEO
Maggio 14th, 2008 at 10:03
7Secondo me il SEO avrà un futuro, ma ho l’impressione che sarà totalmente controllato da google. Se il motore decide…….ci spazza via.
Giorgio
Maggio 14th, 2008 at 10:25
8Sono d’accordo con Emanuele SEO, purtroppo Google la fa da padrone… Ne so qualcosa io che sto lottando in questi giorni contro una penalizzazione da parte di Google di una parte sostanziale del mio sito… Finora il duello è un pò impari, ma non demordo.
Per quanto riguarda il quesito del post, secondo me il SEO ha un futuro radioso ed importante!
Buona giornata!
Tenebrae
Maggio 14th, 2008 at 14:14
9Sono assolutamente a favore della posizione di Michael Gray: il seo avrà sempre lavoro, visto ci sarà sempre bisogno di un esperto del funzionamento dei motori di ricerca. Anzi, più questi cambiano, più ci sarà bisogno della persona di riferimento, continuamente aggiornata e che segua il cambiamento da vicino.
Albert Antonini Mangia
Maggio 14th, 2008 at 20:01
10fino a che esisteranno web designer, programmatori, sviluppatori (ma anche personaggi che si occupano di marketing e public relations) assolutamente incompetenti in fatto di posizionamento sui motori di ricerca, il SEO specialist avrà sempre lavoro (e parecchio),
Concordo pianemente con Michael Gray ovvero fino a quando ci sarà qualcuno (designer, programmatori, sviluppatori e markettari) che farà “danni” si avrà sempre bisogno di qualcun altro che lavori per migliorare il posizionamento… Questo però significa anche che se in futuro queste figure riusciranno ad avere competenze di SEO la figura del SEO non avrà senso di esistere, è questa l’altra faccia della medaglia
espertoseo
Maggio 26th, 2008 at 08:58
11Ciao carissimo Taglia!
Il “reverse engineering” ci sarà sempre fino a quando, gente come GT, continuerà a considerare spam normalissimi tentativi di bucare Google, come sto facendo io in questo periodo con i video e altri contenuti Multimediali.
Inoltre non dimentichiamo il Mega-Test di Calzolari.
Io dico che ci vuole anche un pò di fantasia per portare valore aggiunto alla navigazione, e personalmente ce la metto tutta, e nessuno mi paga per questo.
Anzi, gente che dovrebbe ringraziarmi perchè li faccio parlare di qualcosa di veramente interessante, giudica senza sapere neanche da dove si comincia.
Bo.. Il fatto è che siamo sempre in Italia e ormai non mi strupisco più di nulla, comunque procedo tranquillamente a dare il mio piccolo contributo per un web più sicuro.
Qualcuno deve pur farlo no?
Bacioni!
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