Qualche giorno fa ho scoperto l’esistenza di un nuovo tag (rel=”me”), che in realtà nuovo non è.
Lo scopro grazie ad un post che mi colpisce subito a causa del titolo: Looking At Link Relationships (che tradurrei in “uno sguardo alle relazioni fra i link”).
Indago un pò e scopro che del tag ne parlano addirittura dal 2005, e ce lo ritrovo citato pure nei commenti di un vecchio post in italiano, dal titolo (per me un pò criptico) FOAF e XFN: differenze.
Come mai (vi chiederete) il rel=”me” è tornato di moda in questi ultimi tempi?
Semplice.
Perchè se 3 anni fa l’argomento era pura teoria, e capitoli dal titolo “Identity consolidation with the XFN rel=”me” value” potevano interessare solo qualche programmatore o studioso di semantic web, oggi le cose sono cambiate, e parecchio.
I social network sono aumentati di numero in modo considerevole, e tutti (almeno noi internet addicted…) siamo iscritti ad almeno una dozzina di questi “siti sociali”.
La nostra presenza online è cambiata: non abbiamo più solo una misera paginetta statica, ma spesso siamo in rete con un website, un blog ed enne altri profili sparsi in enne altri siti.
E in tutta ’sta confusione di (nostri) dati ci sono pure gli omonimi, o peggio chi ci frega l’identità e ce la rovina in tutti i modi.
Ed ecco quindi che arriva rel=”me”, tag che dovrebbe far capire a Google (e a chi utilizzerà le sue Social Graph API) chi detiene il “diritto digitale” su di un determinato profilo.
Guardando questo video:
4 Risposte
notoriousxl
Marzo 4th, 2008 at 01:04
1Wordpress permetteva (e permette) già da tempo di inserirli, via interfaccia grafica, ai link del blogroll:
Tagliaerbe
Marzo 4th, 2008 at 09:46
2Sisi, ma il fatto che trovo interessante è che ora, forse, Google ne terrà conto.
E sai bene cosa è successo (ad esempio) col rel=”nofollow” …
notoriousxl
Marzo 4th, 2008 at 12:50
3@Tagliaerbe: (infatti volevo intendere proprio quello, solo che, vista la tarda ora, mi sono dimenticato… di concludere il commento. :P)
Se Google “standardizzerà” questi tag, il blogroll potrebbe assumere nuovi significati…
marco
Marzo 5th, 2008 at 19:37
4Non so, sono un po’ scettico a riguardo.
Se considero il numero di link presenti in rete (in qualsiasi direzione) e la percentuale di questi che, per interventi di SEO/Webmaster, si vedranno attribuire poi il tag, arrivo a pensare che non avrà poi tutto questo successo.
Dici bene chiamando in causa il “nofollow”, ma lì c’era la leva economica che muoveva queste matrici di rete.
Non so, questa è la mia opinione.
Però sarei curioso di sentire altri pareri
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