ScratchBack

Da quando Google ha iniziato a penalizzare i link a pagamento, chi monetizzava grazie a questo strumento (e non voleva/poteva utilizzare Google AdSense) si è trovato davanti ad un difficile bivio: eliminare i link (e quindi una fonte di reddito) o mantenerli attivi (rischiando di conseguenza un downgrade del PageRank)?
ScratchBack potrebbe essere una (parziale) soluzione a questo dilemma.

Come funziona

ScratchBack è un semplice widget (da loro chiamato TopSpot) da posizionare sulla “spalla” del proprio blog, all’interno del quale sono presenti dei link.

Esempio del widget “TopSpot”

Il design del widget è completamente personalizzabile grazie ad un piccolo tool denominato TopSpot artwork.
Cliccando su “Show some love, buy one!”, è possibile acquistare un link (con relativa ancòra di massimo 20 caratteri e descrizione di massimo 75 caratteri) che figurerà sul blog, alla cifra stabilita dal suo editore.
Il periodo di tempo durante il quale il link viene esposto non è fisso, ma soggetto alla regola dell’Auto-Bumping: ciò significa che l’ultimo link acquistato va ad occupare la prima posizione all’interno del widget, facendo scorrere verso il basso gli altri link.
Opzionalmente, è comunque possibile vendere link che rimangono visibili per un periodo di tempo determinato (24 ore, 7 giorni o 1 mese), senza Auto-Bumping.

Quanto si guadagna

Si tratta di piccoli importi: ho visto infatti che la cifra normalmente richiesta varia fra 1 e 5 dollari (anche se viene suggerita una cifra fino a 25 dollari, nel caso di blog molto trafficati), e il numero di link acquistabile è solitamente fra 5 e 10, al massimo 20.
Durante l’attuale betatest, ScratchBack lascerà al publisher il 90% dei ricavi, mentre dopo tale fase la percentuale scenderà probabilmente al 50%; il pagamento avviene tramite PayPal, al raggiungimento dei 25 dollari.

Perchè Google non penalizza tali link?

Perchè tutti i link acquistati, incluso il backlink a Scratchback presente in coda al widget, hanno l’attributo nofollow, ovvero non passano PageRank.
Inoltre Scratchback può convivere con AdSense, in quanto si tratta di una tipologia di annunci non contestuali e che quindi non contravvengono al TOS di Google.

Conclusioni

“Scratchback enables me to offer cheap, Google-friendly advertising as a reward for tips, and the income is definitely better than depending upon ‘ad-cents’ on a tech-related blog. That amounts to a win-win for everyone, in my opinion” dice Dazzlin Donna, di SEO-Scoop.com.
Mi ha quasi convinto… l’accendiamo? :-)

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