28feb
Postato da Tagliaerbe
Tag: link, paid-link, scratchback

Da quando Google ha iniziato a penalizzare i link a pagamento, chi monetizzava grazie a questo strumento (e non voleva/poteva utilizzare Google AdSense) si è trovato davanti ad un difficile bivio: eliminare i link (e quindi una fonte di reddito) o mantenerli attivi (rischiando di conseguenza un downgrade del PageRank)?
ScratchBack potrebbe essere una (parziale) soluzione a questo dilemma.
Come funziona
ScratchBack è un semplice widget (da loro chiamato TopSpot) da posizionare sulla “spalla” del proprio blog, all’interno del quale sono presenti dei link.

Il design del widget è completamente personalizzabile grazie ad un piccolo tool denominato TopSpot artwork.
Cliccando su “Show some love, buy one!”, è possibile acquistare un link (con relativa ancòra di massimo 20 caratteri e descrizione di massimo 75 caratteri) che figurerà sul blog, alla cifra stabilita dal suo editore.
Il periodo di tempo durante il quale il link viene esposto non è fisso, ma soggetto alla regola dell’Auto-Bumping: ciò significa che l’ultimo link acquistato va ad occupare la prima posizione all’interno del widget, facendo scorrere verso il basso gli altri link.
Opzionalmente, è comunque possibile vendere link che rimangono visibili per un periodo di tempo determinato (24 ore, 7 giorni o 1 mese), senza Auto-Bumping.
Quanto si guadagna
Si tratta di piccoli importi: ho visto infatti che la cifra normalmente richiesta varia fra 1 e 5 dollari (anche se viene suggerita una cifra fino a 25 dollari, nel caso di blog molto trafficati), e il numero di link acquistabile è solitamente fra 5 e 10, al massimo 20.
Durante l’attuale betatest, ScratchBack lascerà al publisher il 90% dei ricavi, mentre dopo tale fase la percentuale scenderà probabilmente al 50%; il pagamento avviene tramite PayPal, al raggiungimento dei 25 dollari.
Perchè Google non penalizza tali link?
Perchè tutti i link acquistati, incluso il backlink a Scratchback presente in coda al widget, hanno l’attributo nofollow, ovvero non passano PageRank.
Inoltre Scratchback può convivere con AdSense, in quanto si tratta di una tipologia di annunci non contestuali e che quindi non contravvengono al TOS di Google.
Conclusioni
“Scratchback enables me to offer cheap, Google-friendly advertising as a reward for tips, and the income is definitely better than depending upon ‘ad-cents’ on a tech-related blog. That amounts to a win-win for everyone, in my opinion” dice Dazzlin Donna, di SEO-Scoop.com.
Mi ha quasi convinto… l’accendiamo?
15 Risposte
Sergio Gandrus
febbraio 28th, 2008 at 08:20
1Non dirlo a me. Sono passato da PR5 a PR0 in un paio di mesi!
LinkLift ha però rilasciato una versione aggiornata del plugin per WordPress meno invasiva.
L’attributo “nofollow” non è stato aggiunto però (forse) c’è speranza in una risalita.
Proverò il servizio..
Alberto
febbraio 28th, 2008 at 09:28
2In realtà anche linklift permette (all’acquirente) di selezionare i links con nofollow.
Marco
febbraio 28th, 2008 at 09:35
3Buono a sapersi! Adesso vado a dare un’occhiata a questo Scratch Back.
Sergio Gandrus
febbraio 28th, 2008 at 09:39
4@ Alberto
ma chi vende non ha la possibilità di scegliere il nofollow vero?
manica
febbraio 28th, 2008 at 10:49
5a quattro mesi dal lancio non mi sembra così diffuso nella blogosfera in lingua inglese, figurarsi in quella italiana
Giorgio
febbraio 28th, 2008 at 13:54
6Il “problema” secondo me è tutto in quest’ultimo commento… Secondo me in Italia sono tutti troppo abituati al classico modo di fare pubblicità e in tutto ciò internet è considerato da una ristretta cerchia di potenziali inserzionisti. Al massimo su internet ci si colloca con il classicissimo banner oppure tramite AdWords di Google, più in là non si và, almeno per ora. Immaginiamo di bussare alla porta di una società e dire “ti vendo un link con no follow nel widget del mio blog”… Probabilmente l’aria interrogativa nel nostro interlocutore sarebbe il meno..
L’Italia è ancora lontana da queste realtà…
Overlord
febbraio 28th, 2008 at 14:45
7NOn so quanti di quelli che acquistano link su questi servizi lo facciano per promuovere un proprio prodotto. Secondo me sono più interessati ad incrementare il proprio PR.
Quindi inserendo il nofollow non si snaturerebbe la cosa?
links for 2008-02-28 Overlordonline.net
febbraio 29th, 2008 at 00:41
8[...] ScratchBack: vendere link senza essere penalizzati Vi invito a leggere questo post che spiega un altro metodo per monetizzare il vostro blog. Il sistema è conosciuto come vendita di link testuali, quindi ampiamente trattato anche su questo blog, a differenza di altri servizi però, questo si propone di n (tags: advertising, guadagnare blog,) [...]
Archeologia Italiana
febbraio 29th, 2008 at 03:32
9Grazie per la segnalazione. Non lo conoscevo.
Io ho abbandonato LinkLift un pò per lo scarso traffico che mi forniva e anche per la penalizzazione drastica sui miei siti. Ho ancora due link che eliminerò nei prossimi giorni.
Sono un pò scettico, in parte per le cifre bassissime che vengono offerte – figuriamoci poi oggi con il dollaro a 1.52 – e poi per la mentalità del PR che anche è predominante in chi acquista.
Mi piacerebbe che si evolvesse un mercato che acquista textads e non links… ma non se ne viene fuori… ormai tutto è fagocitato o dai sistemi di affiliazione o da AdWords-AdSense.
Archeologia Italiana
febbraio 29th, 2008 at 03:54
10mmm… sono andato a visionare il sito.
In questo caso ti mettono a disposizione una soluzione ingegnerizzata e pronta per l’uso, ma se poi la loro commissione arriverà al 50%, beh mi sembra una bella bidonata
Che ne dite?
Mi sembra una mezza bidonata. Il fatto è che non hanno un catalogo e non promuovono in nessun modo gli affiliati.
Semplicemente uno mette il widget nel proprio blog, un visitatore arriva, lo vede, clicca e acquista lo spazio dal loro sito, ma nulla viene fatto per portare potenziali clienti a interessarsi al tuo sito.
Tanto vale farsi un widget in proprio con scritto acquista qui e morta lì
LinkLift o TextAdsLinks almeno hanno un nutrito catalogo con un certo numero di potenziali acquirenti che possono interessarsi al tuo sito, o loro direttamente proporre i tuoi spazi, qui non c’è proprio nulla.
Sergio Gandrus
febbraio 29th, 2008 at 09:25
11@Archeologia
non hai tutti i torti.
Visto che ci siamo, che ne pensate della vendita diretta dei text link?
Esiste un plugin http://www.wptextads.com/ per WordPress.
Overlord
febbraio 29th, 2008 at 10:56
12@sergio gandrus
Bello il plugin, peccato però che sia a pagamento e che la versione free sia limitata. Alla fine sarebbe un’ottimo metodo per contestualizzare i link che si vendono.
marco
maggio 29th, 2008 at 16:47
13lo visito ..
mondomodding
ottobre 9th, 2009 at 20:04
14gia peccato che sia a pagamento il plugin niente in giro di free
Giovanni
maggio 21st, 2011 at 00:05
15bell’articolo ma non mi convience molto questo servizio….
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