18 feb
Postato da Tagliaerbe
Tag: inbound-link, link
Dopo il post sull’importanza dei link uscita, parliamo oggi di quelli in entrata (detti anche inbound link).
Sappiamo bene che gli algoritmi dei motori, per quanto stiano evolvendo verso nuove forme di “intelligenza”, sono ancora parecchio legati alla formula “+ link = + rank”: lo stesso PageRank di Google ha le sue basi nella quantità/qualità dei link in ingresso.
Viste le premesse, cerchiamo quindi di capire dove reperire questi preziosi link, con lo scopo (ovvio) di migliorare il nostro posizionamento nei motori di ricerca.
Non tutti i link sono uguali
Prima di iniziare la “caccia al link”, dobbiamo però comprendere che non tutti i link sono considerati allo stesso modo dai search engine.
Ci sono ad esempio link “sterilizzati”, come quelli che includono l’attribuito rel=nofollow, che non essendo seguiti dai motori non vanno ad influenzare il rank.
Oppure ci sono i link “comprati”, come quelli che è possibile acquistare su Text Link Ads, LinkLift ed altre società simili: c’è il forte dubbio che Google non prenda per buoni tali link ai fini del rank, e quindi li consideri nulli.
Infine ci sono i link provenienti da aree completamente fuori contesto rispetto alla nostra, da siti esteri, se non addirittura da risorse spam: se e quando è possibile, meglio evitare di essere linkati ripetutamente da questo genere di siti (pena, ad esempio, il rischio di vedersi cambiare la lingua, se si ricevono troppi link stranieri), o peggio di essere visti da Google come parte di un network di spam site (cosa che può capitare se si viene linkati più volte da questa tipologia di risorse).
Dove trovare i link
Ci sono almeno 4 modi di reperire in modo “facile e indolore” link in ingresso; vediamoli in dettaglio:
Conclusioni
Non cercate link “a tutti i costi”, non cercate la quantità.
Puntate semmai a link di qualità, da risorse forti, a tema con l’argomento che trattate.
E soprattutto fate in modo di essere linkati naturalmente, producendo costantemente contenuti unici e originali: è sicuramente più faticoso e necessita in un investimento a lungo termine, ma è l’unico modo per costruire un successo duraturo, stabile nel tempo, basato su solide fondamenta.
18 Risposte
DAG
febbraio 18th, 2008 at 08:26
1A proposito dell’ultimo punto (social network) consiglio la lettura dell’ottimo post di Esteban Panzera su SEO Scoop (http://www.cutslink.com/seo-scoop).
Marco
febbraio 18th, 2008 at 09:21
2Articolo molto interessante, seguirò sicuramente i tuoi consigli.
Cavone.com
febbraio 18th, 2008 at 09:39
3Per quanto riguarda i link nei Forum aggiungo che sono molto utili per segnalare ai MDR la presenza di “nuovi” siti web e quindi velocizzare l’indicizzazione iniziale di nuove Home Page.
Ovviamente poi starà al webmaster eseguire tutta una serie di attività collaterali di start-up: struttura interna di navigazone, sitemaps, rss feeds,…
Advanced Technology
febbraio 18th, 2008 at 11:17
4Ottimo articolo per chi è alle prime armi.
Bisognerebbe scriverne uno su come un link deve essere integrato nel contesto.
fradefra
febbraio 18th, 2008 at 14:37
5Io penso, però, che sia opportuno inserire commenti e risposte anche in quei blog e forum che hanno il nofollow sui link, anche per il posizionamento.
Intanto va precisato che non è certificato e non è certificabile che i link col no-follow non sia seguito dagli spider. Anzi, vi sono prove che alcuni spider di Google seguano comunque. Inoltre direi che ci sono gli altri motori.
Va anche detto che sulla strategia che il motore adotta in questa situazione, c’è estrema varibilità nel tempo. Il motore non seguiva l’altro ieri, ha seguito per un po’, sembra aver smesso in questi giorni, potrebbe riprendere domani. Inoltre potrebbe farlo senza dirti nulla.
Va anche detto che i link hanno effetti che vanno oltre la Link Popularity pura e semplice. Anche nell’ipotesi che un link col no-follow non aumenti il PR e la LP, va comunque considerata la possibilità che sia valutato per definire meglio i temi e le connessioni tra temi, che sono sempre più importanti per i motori. Tutte cose non dimostrabili, ma di cui non è possibile dimostrare neppure l’inverso.
Vado, che ho fame
usato
febbraio 18th, 2008 at 19:09
6Post molto interessante-per me che sono alle prime
armi ci sono dei fattori che non avevo considerato
grazie
John Lanzi
febbraio 18th, 2008 at 20:35
7Articolo molto interessante e sicuramente utile. In effetti noto che il 90% delle mie visite arriva da motori di ricerca e quindi l’indicizzazione è fondamentale.
ThanX
febbraio 19th, 2008 at 14:25
8Ottimo articolo anche per me!
Ma anch’io ho il vago sospetto non dimostrabile che anche se c’è il nofollow il link valga qualcosa… per esempio su yahoo siteexplorer compaiono anche i link col nofollow, se non mi sbaglio… o yahoo era quello che non calcolava il nofollow per definizione… non mi ricordo.
Alberto
febbraio 20th, 2008 at 19:16
9Anche io ho molto apprezzato questo articolo. Mi piacerebbe trovare un buon elenco di siti di social bookmarking e soprattutto di social network che siano “paganti” in ottica SEO.
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Omar Tringali
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18Mi era sfuggito questo Post, è un piccolo manuale prezioso, di cose conosciute e meno, è quel “meno” che serve a integrare l’esperienza di lavoratore e propagatore di notizie, idee e servizi, o semplicemente di voglia collettiva di condivisione che assilla tanti navigatori con voglia di sfondare
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