Nel 1995 mi guadagnavo da vivere vendendo abbonamenti ad Internet (connessioni dial-up via modem, al PoP che avevo nella stanzetta di casa mia :-) ).
Per quanto operassi nella “grassa ed evoluta” provincia di Varese, vi posso garantire che praticamente nessuno capiva ed intuiva le potenzialità della rete: ricordo infatti frasi profetiche del tipo “Internet farà la fine del Videotel” o dimostrazioni di ignoranza assoluta come “Internet??? No, grazie, quest’anno non sponsorizzo squadre di calcio (!!!)”.
Qualche anno più tardi, i giornalisti (cartecei e televisivi) individuavano in Internet la fonte di tutti i vizi e il luogo di residenza di pornografi, pedofili e truffatori di ogni genere: per me, che in Internet ci lavoravavo tutti i giorni, non era affatto facile spiegare (soprattutto ai più anziani) che la mia fonte di reddito era proprio quella terra di perdizione, quel “sodoma e gomorra” di cui parlavano a sproposito giornali e TV.
Ma arriviamo ai giorni nostri.
Nel 2008, 13 anni dopo, pensavo che le cose fossero cambiate… e invece mi sbagliavo.

In questi 6 minuti e 37 secondi di Porta a Porta c’è quanto ti peggio abbiano udito le mie orecchie negli ultimi lustri:




Un misto di ignoranza, arroganza e supponenza, un minestrone di luoghi comuni da far rabbrividire, una rassegna del peggio della vecchia TV e del vecchio giornalismo che (mi auguro) arrivino in fretta al capolinea.

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