27 nov
Postato da Tagliaerbe
Tag: google, mi-sento-fortunato

Nella home page di Google c’è una “falla” che fa perdere al motore di Mountain View qualcosa come 110 milioni di dollari all’anno.
Questa falla ha una forma rettangolare, e si trova esattamente a destra di “Cerca con Google”: è il bottone “Mi sento fortunato” (o “I’m Feeling Lucky”, nella versione inglese del motore di ricerca).
Un bottone molto costoso…
Possibile che un piccolo bottone possa costare così tanto?
In effetti “Mi sento fortunato” non produce dei costi, piuttosto dei mancati ricavi.
Si, perchè quando eseguite una ricerca e cliccate su tale bottone, venite trasportati direttamente sulla pagina che Google ritiene sia più pertinente, senza prima aver attraversato la SERP che contiene gli altri 9 risultati.
Ma la SERP, oltre all’elenco dei primi 10 URL, mostra anche, in alto e/o destra, una lista di annunci pubblicitari, che costituiscono la fonte principale di reddito (e che reddito) di Google.
Se non guardate la SERP non avete la possibilità di cliccare sugli annunci, se non cliccate sugli annunci Google non guadagna. Chiaro?
OK, ma come si arriva a ’sta cifra?
In effetti il conto è un pò “spannometrico”.
Secondo Marissa Mayer (a capo delle operazioni di gestione dei prodotti di ricerca di Google), cliccano su “I’m Feeling Lucky” circa l’1% degli utenti di Google, che equivale, a detta di Tom Chavez (CEO di Rapt), ad un mancato introito di 110 milioni di dollari all’anno.
Ciò significherebbe che il restante 99% dei visitatori porta nelle casse di Google più di 10 miliardi di dollari all’anno.
Che vuol anche dire che col solo motore di ricerca Google incassa circa 30 milioni di dollari al giorno.
Siam proprio sicuri?
Fonte: Are you feeling lucky? Google is (disponibile anche in versione audio).
6 Risposte
pizzulata
novembre 27th, 2007 at 11:36
1Ciao,
l’alternativa sarebbe far comparire un’altra pagina con tutti i link sponsorizzati relativi alla ricerca e mettere in testa quello più pertinente secondo Google.
So che questa è una modifica sostanziale ma potrebbe cmq essere un’alternativa, no, mi sbaglio?
Correggetemi: sbagliando s’impara!
Grazie
Tagliaerbe
novembre 27th, 2007 at 11:49
2No, Google lascerà tutto com’è, non vogliono sembrare troppo “evil”…: “You know Larry and Sergey had the view, and I certainly share it, that it’s possible just to become too dry, too corporate, too much about making money. And you know what I think is really delightful about Google and about the “I’m Feeling Lucky,” is that they remind you that the people here have personality and that they have interests and that there is real people.” (dice Marissa Mayer).
links for 2007-11-27 | » Gamepad - Blog Videogames
novembre 27th, 2007 at 21:35
3[...] Mi sento fortunato: un bottone che costa a Google 110 milioni di dollari all’anno [...]
axel
novembre 28th, 2007 at 16:56
4Google non toccherà niente perchè comunque guadagna tantissimo lo stesso, e togliere il pulsantino sarebbe come dire che pensa solo ai soldi, e non penso che sarebbe una buona immagine da mostrare!
Slavich
novembre 30th, 2007 at 12:32
5Oltre 100 Mln di perdite l’anno per un tasto, secondo voi ci perdono il sonno?
1998 – Mountain View lancia un tasto innovativo, quantomeno nella sua funzione. Il tasto in questione è “mi sento fortunato”. Si dai fai mente locale…è quello accanto a “Cerca con Google” nella homepage del motore di ricerca più usato di internet. Dai qualche volta lo hai usato anche tu. Solo per vedere quanto è vero che sei fortunato. Ed è vero? lo sei stato? http://www.rabbiamadeinme.it
Spetnaz
dicembre 1st, 2009 at 14:19
6In una chiave di ricerca filantropica,poter stabilire in che misura la gente si sente fortunata e in merito a che cosa, risulta essere un interessante indice statistico.
credo che vada un po al di la del semplice far soldi..
considerato che di soldi ne fanno già abbastanza.
Google è per i suo inventori un “oracolo di tendenza”,
è entrato nella vita di tutti e molti di noi ce l’hanno come home page del browser di internet.
considerando il livello di rilevanza conquistato diventa verosimilmente uno strumento di indicizzazione delle masse.
RSS dei commenti per questo post · TrackBack URI
Lascia un commento
post recenti
commenti recenti
connettiti col tagliaerbe
Se vuoi seguire l'autore di questo blog, lo trovi su:
Il TagliaBlog (P.I. 02914290123) è realizzato su piattaforma WordPress - Il tema di base è BloggingPro, modificato da Mirko D'Isidoro di Blographik.it