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	<title>Commenti a: I numeri delle Blogstar: qualcosa non torna&#8230;</title>
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	<description>Web Marketing Blog</description>
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		<title>Di: Perché Raramente si Mostrano le Proprie Statistiche? &#8211; Francesco Gavello</title>
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		<dc:creator>Perché Raramente si Mostrano le Proprie Statistiche? &#8211; Francesco Gavello</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 17:00:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] discorsi che, legato alle classifiche di apprezzamento e popolarità, torna ciclicamente in voga. Ne parlava il Tagliablog più o meno un secolo fa e la situazione non è granché [...]</description>
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		<title>Di: I numeri di videomarta</title>
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		<dc:creator>I numeri di videomarta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 07:43:10 +0000</pubDate>
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		<description>[...] sono numeri alti, anzi possiamo dire &#8220;decisamente patetici&#8221; se paragonati a quelli di altre persone, ma è la tipologia di utente che mi [...]</description>
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		<title>Di: wannabe video-blog-star</title>
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		<dc:creator>wannabe video-blog-star</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 20:48:00 +0000</pubDate>
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		<description>[...] delle classifiche di blogbabel, o di come come manomettere feedburner, in modo da entrare dentro le discussioni che contano, e magari riceve qualche di link, ma in questo momento videomarta mi diverte di [...]</description>
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		<title>Di: La blogosfera come un iceberg: un&#8217;occhiata alla base</title>
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		<dc:creator>La blogosfera come un iceberg: un&#8217;occhiata alla base</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 10:37:29 +0000</pubDate>
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		<description>[...] è una delle strade da percorrere. Ci vorrà tempo, ma negli Stati Uniti la cosa funziona, lì si parla addirittura di BlogStar, visto che, di riffa o di raffa, il denaro gode comunque di un buon posto a sedere in questa [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] è una delle strade da percorrere. Ci vorrà tempo, ma negli Stati Uniti la cosa funziona, lì si parla addirittura di BlogStar, visto che, di riffa o di raffa, il denaro gode comunque di un buon posto a sedere in questa [...]</p>
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		<title>Di: Jacopo Gonzales</title>
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		<dc:creator>Jacopo Gonzales</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 23:53:15 +0000</pubDate>
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		<description>Entro anche io nel dibattito, che mi diverte assai. Comincio dalla conclusione del post di Taglia che tira in ballo blogbabel. Secondo me servizi come quello non servono a una mazza (non me ne vogliano i creatori che ci sono dietro in quanto il mio non vuole essere un giudizio sulle persone, quanto sulle metriche). Sono la misura di nulla. Misurano relazioni secondo parametri stabiliti da altri, mischiando un po&#039; il tutto e creando una o più classifiche. Uno sguardo d&#039;insieme sul caos, per come viene organizzata.

Provo a spiegarmi. Immaginiamo che il mio blog abbia 100 lettori via feed, 300 visite giornaliere e un margine poco piu&#039; elevato in termini di pv. Immaginiamo che il mio blog abbia pr4 (o quello che vi pare a voi). Immaginiamo infine che io abbia un blogroll in cui linko &#039;n&#039; blog distinti dal mio. Bene. Immaginiamo che un altro blogger faccia lo stesso sul suo blogger e che al suo blog si applichino &#039;numeri&#039; diversi. 

E che il ciclo si ripeta. Bene. A che è servito misurare tutto ciò? A pompare giornalmente gli animi di chi scrive? A capire che non si è nessuno rispetto al tutto in termini numerici? Che quell&#039;altro blogger è più &#039;di moda&#039; questo mese? Che ha più visite? A domandarci perchè ha più unici? Chi ha il PR più alto? Peraltro la maggior parte dei blog parlano di tutto e nulla (e lo dico col massimo rispetto per le idee esposte). Spesso non hanno un filo conduttore (ed anche quando questo e&#039; presente, la sostanza non cambia), nè una cadenza prefissata di aggiornamento. Vengono aperti e chiusi a velocita&#039; lampo. 

Quello che a me un po&#039; dispiace è che si continuino ad usare delle metriche errate per ritrovarsi poi con una lente che ha bruciato quello che voleva analizzare. Se ogni blogger vuole valutare il proprio traffico affidandosi a questo o quel servizio di stats, non ci trovo nulla di illogico o sbagliato. Sono il primo a farlo. Quello che è errato però è tentare di applicare una metrica alla blogosfera che pretenda di analizzare relazioni che non comprende, spesso irrazionali e certo non necessariamente semantiche o &#039;a tema&#039;.

Se vedo ad es. che pandemia è primo in classifica mi fa piacere per luca che si impegna nel suo blog a proporre riflessioni personali interessanti per chi lo legge ed irrilevanti per quelli che non sanno nemmeno cosa sia pandemia. 

Ma a che serve stabilire una sorta di parametro gerarchico ove questo non c&#039;e&#039; nella realtà. Solitamente avrebbe senso parlare in termini gerarchici quando i parametri di valutazione fossero standard per tutti. Ma questo nella blogosfera non avviene. La blogosfera è fatta di idee, e le idee non hanno un valore misurabile, nè questo ha utilità a essere misurato. Considerare il numero di commenti ad un blog come un qualcosa di indicativo e&#039; un altro parametro inutile per la massa, ma forse solo &#039;interessante&#039; per chi quelo blog lo cura. Che siano tanti commenti o zero non significa nulla. Non so nemmeno che fine o utilità possa avere misurare la qualità delle idee alla mo&#039; del sistema di analytics di turno che verrà. Basta la testa delle persone che leggono i blog a valutarne i contenuti e il loro &#039;valore&#039; soggettivo. 

Inoltre, ho anche timore che tutta questa necessita&#039; di misurazione della blogosfera serva solo a creare un fenomeno di monetizzazione fittizia delle idee. Ossia si creano circuiti interi di blog (o si rimane small nella speranza di diventare big), magari &#039;professionali&#039; come alcuni si autodefiniscono, con l&#039;unico vero scopo di vendere pubblicita&#039; al kilo, come fanno diversi personaggi del web da anni a questa parte. Prima lo facevano coi portali, ora lo fanno coi network di blog. Non è cambiato molto. Solo il nome che si usa. 

La mia relazione col mio blog è semplicemente la seguente: quando mi ricordo guardo le stats, vedo che le visite sono nell&#039;ordine delle diverse migliaia al giorno, controllo il tipo di commenti che ci sono, li modero e partecipo alla &#039;conversazione&#039;, se ho tempo o stimolo per farlo. Alla fine della mia giornata, pero&#039;, l&#039;unica cosa che per me conta davvero è se sono riuscito a scoprire un punto di vista che non conoscevo grazie a un commento di passaggio, o se al limite, nei casi piu&#039; fortunati, quello che ho scritto è stato utile a qualcuno che si e&#039; preso il tempo per leggerlo. 

Questo dovrebbe bastare a ognuno di noi, credo, al netto di qualunque classifica che ci veda primi come ultimi (siano queste serp, blogbabel, o i vari digg de noantri).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Entro anche io nel dibattito, che mi diverte assai. Comincio dalla conclusione del post di Taglia che tira in ballo blogbabel. Secondo me servizi come quello non servono a una mazza (non me ne vogliano i creatori che ci sono dietro in quanto il mio non vuole essere un giudizio sulle persone, quanto sulle metriche). Sono la misura di nulla. Misurano relazioni secondo parametri stabiliti da altri, mischiando un po&#8217; il tutto e creando una o più classifiche. Uno sguardo d&#8217;insieme sul caos, per come viene organizzata.</p>
<p>Provo a spiegarmi. Immaginiamo che il mio blog abbia 100 lettori via feed, 300 visite giornaliere e un margine poco piu&#8217; elevato in termini di pv. Immaginiamo che il mio blog abbia pr4 (o quello che vi pare a voi). Immaginiamo infine che io abbia un blogroll in cui linko &#8216;n&#8217; blog distinti dal mio. Bene. Immaginiamo che un altro blogger faccia lo stesso sul suo blogger e che al suo blog si applichino &#8216;numeri&#8217; diversi. </p>
<p>E che il ciclo si ripeta. Bene. A che è servito misurare tutto ciò? A pompare giornalmente gli animi di chi scrive? A capire che non si è nessuno rispetto al tutto in termini numerici? Che quell&#8217;altro blogger è più &#8216;di moda&#8217; questo mese? Che ha più visite? A domandarci perchè ha più unici? Chi ha il PR più alto? Peraltro la maggior parte dei blog parlano di tutto e nulla (e lo dico col massimo rispetto per le idee esposte). Spesso non hanno un filo conduttore (ed anche quando questo e&#8217; presente, la sostanza non cambia), nè una cadenza prefissata di aggiornamento. Vengono aperti e chiusi a velocita&#8217; lampo. </p>
<p>Quello che a me un po&#8217; dispiace è che si continuino ad usare delle metriche errate per ritrovarsi poi con una lente che ha bruciato quello che voleva analizzare. Se ogni blogger vuole valutare il proprio traffico affidandosi a questo o quel servizio di stats, non ci trovo nulla di illogico o sbagliato. Sono il primo a farlo. Quello che è errato però è tentare di applicare una metrica alla blogosfera che pretenda di analizzare relazioni che non comprende, spesso irrazionali e certo non necessariamente semantiche o &#8216;a tema&#8217;.</p>
<p>Se vedo ad es. che pandemia è primo in classifica mi fa piacere per luca che si impegna nel suo blog a proporre riflessioni personali interessanti per chi lo legge ed irrilevanti per quelli che non sanno nemmeno cosa sia pandemia. </p>
<p>Ma a che serve stabilire una sorta di parametro gerarchico ove questo non c&#8217;e&#8217; nella realtà. Solitamente avrebbe senso parlare in termini gerarchici quando i parametri di valutazione fossero standard per tutti. Ma questo nella blogosfera non avviene. La blogosfera è fatta di idee, e le idee non hanno un valore misurabile, nè questo ha utilità a essere misurato. Considerare il numero di commenti ad un blog come un qualcosa di indicativo e&#8217; un altro parametro inutile per la massa, ma forse solo &#8216;interessante&#8217; per chi quelo blog lo cura. Che siano tanti commenti o zero non significa nulla. Non so nemmeno che fine o utilità possa avere misurare la qualità delle idee alla mo&#8217; del sistema di analytics di turno che verrà. Basta la testa delle persone che leggono i blog a valutarne i contenuti e il loro &#8216;valore&#8217; soggettivo. </p>
<p>Inoltre, ho anche timore che tutta questa necessita&#8217; di misurazione della blogosfera serva solo a creare un fenomeno di monetizzazione fittizia delle idee. Ossia si creano circuiti interi di blog (o si rimane small nella speranza di diventare big), magari &#8216;professionali&#8217; come alcuni si autodefiniscono, con l&#8217;unico vero scopo di vendere pubblicita&#8217; al kilo, come fanno diversi personaggi del web da anni a questa parte. Prima lo facevano coi portali, ora lo fanno coi network di blog. Non è cambiato molto. Solo il nome che si usa. </p>
<p>La mia relazione col mio blog è semplicemente la seguente: quando mi ricordo guardo le stats, vedo che le visite sono nell&#8217;ordine delle diverse migliaia al giorno, controllo il tipo di commenti che ci sono, li modero e partecipo alla &#8216;conversazione&#8217;, se ho tempo o stimolo per farlo. Alla fine della mia giornata, pero&#8217;, l&#8217;unica cosa che per me conta davvero è se sono riuscito a scoprire un punto di vista che non conoscevo grazie a un commento di passaggio, o se al limite, nei casi piu&#8217; fortunati, quello che ho scritto è stato utile a qualcuno che si e&#8217; preso il tempo per leggerlo. </p>
<p>Questo dovrebbe bastare a ognuno di noi, credo, al netto di qualunque classifica che ci veda primi come ultimi (siano queste serp, blogbabel, o i vari digg de noantri).</p>
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